L’emergenza ambiente vista dallo spazio

Oggi, 22 aprile, si celebra la Giornata Mondiale della Terra (Earth day). Istituita nel 1970 dalle Nazioni Unite, è l’evento dedicato alla salvaguardia del Pianeta: in tutto il mondo, si propongono e si attuano piccoli gesti che dimostrano l’amore per la Terra.

A dare il loro contributo alla tutela dell’ambiente, anche i satelliti della NASA: ogni immagine scattata dallo spazio è legata a misurazioni di precisione, che permettono di conoscere nel dettaglio alcuni fenomeni cruciali.

Sorvegliati speciali sono gli oceani, principali indicatori del clima: i satelliti raccolgono i dati relativi circolazione delle correnti e alle variazioni della salinità. Le osservazioni svolte negli ultimi 20 anni indicano che il livello globale dei mari cresce al ritmo di 3 millimetri all’anno, raggiungendo anche picchi di un centimetro in alcune regioni del mondo.

Riguardo al clima, dallo spazio si osserva che i nove anni più caldi a partire dal 1800 sono tutti successivi al 2000: temperature record si sono raggiunte nel 2005 e nel 2010 e la tendenza prosegue inesorabilmente.

L’emissione dei gas serra ha scatenato un circolo vizioso: aumento delle temperature, scioglimento dei ghiacci e buco dell’ozono sono fenomeni che si susseguono potenziandosi a vicenda.

Il monitoraggio di questi fenomeni avviene osservando i Poli. Satelliti di ultima generazione, come l’europeo Cryosat, sono progettati per misurare le variazioni nello spessore dei ghiacci di Artico e Antartide (foto): negli ultimi 30 anni, si è assistito a un declino della superficie ghiacciata pari al 13% per ogni decennio.

Negli ultimi 20 anni, lo strato di ozono che fa da scudo ai raggi ultravioletti ha raggiunto lo spessore minimo per ben due volte sull’Antartide; analogo record negativo è stato riscontrato nell’Artico.

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