Legumi, una giornata mondiale per il cibo semplice e nutriente

Foto di Matt O'Donnell da Pixabay

Sono semi commestibili, fondamentali nella dieta mediterranea, che possono in alcuni casi sostituire anche la carne

Da tanti è considerato un cibo semplice e povero, per molti è molto nutriente, per alcuni può sostituire la carne. I legumi sono un alimento importante anche nella dieta mediterranea. Hanno un alto valore nutrizionale, grazie alle proteine e altri nutrienti essenziali, e garantiscono la fertilità del suolo perché sono capaci di fissare l’azoto.

Spesso associati ai cereali, poiché si integrano a vicenda dal punto di vista nutrizionale, i legumi forniscono energia al corpo, perché sono costituiti carboidrati, e sono fonte di acido folico, vitamina B1, vitamina H, e diversi minerali tra i quali ferro, zinco e magnesio, e fibre. Presenti anche raffinosio, stachiosio e verbascosio che, digeriti dagli enzimi del tratto gastrointestinale, fermentano nella flora batterica producendo gas.

In occasione della giornata mondiale dei legumi, viene presentata la rete Slow Beans italiana a Terra Madre Salone del Gusto, la più importante manifestazione dedicata al cibo buono, pulito e giusto, organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte con il patrocinio di Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Si tratta di un insieme di incontri, seminari e interventi mirati a promuovere e far conoscere le molteplici potenzialità dei legumi.

Dalla Coldiretti, intanto, arrivano i dati. In Italia, i consumi di legumi sono aumentati del 15% con valori che vanno dal +12% per i ceci al +28% per i fagioli che si classificano come i più amati dai consumatori nell’anno del Covid, mentre la Puglia diventa la patria dei legumi, con una produzione annua di 260mila quintali per un valore di oltre 130 milioni di euro di PLV (Produzione Lorda Vendibile).

“A far crescere la domanda di legumi – sottolinea la Coldiretti – è stata la svolta green nelle scelte di acquisto dei consumatori con la tendenza a mettere nel carrello cibi più salutari, ma anche i lockdown che inducono a fare scorte di prodotti alimentari a lunga conservazione e la necessità di contenere i costi domestici con prodotti convenienti di alta qualità nutrizionale. Ad aumentare – precisa la Coldiretti regionale – sono anche i prodotti trasformati a base di farina di legumi come biscotti, cracker, sostituti del pane e le modaiole alternative di pasta a base di farina di legumi, ceci, lenticchie e piselli. I legumi più diffusi sono fagioli, piselli, lenticchie, ceci e fave oltre alle cicerchie, ma la Puglia può contare anche su molte produzioni tipiche di qualità riconosciute dall’Unione Europea come la lenticchia di Altamura IGP e riconosciute tradizionali dal MIPAAF come le fave di Carpino e fave e piselli di Zollino,  i piselli ricci di Sannicola, i piselli secchi di Vitigliano, il cece nero di Nardò e il fagiolo dei Monti Dauni meridionali.”.

Se oltre 80% dei consumatori preferisce comprare prodotti italiani per sostenere l’occupazione e l’economia nazionale, è necessario, per Coldiretti, una chiara indicazione di origine in etichetta che non è ancora obbligatoria per i legumi secchi o per quelli in scatola. “Per non cadere nell’inganno del falso Made in Italy – conclude Coldiretti – è necessario privilegiare legumi che esplicitamente evidenziano l’origine nazionale in etichetta, come avviene per Dop e Igp, o che si possono acquistare direttamente dagli agricoltori.”.

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