Quali furono, in Puglia, le conseguenze della legislazione antisemita, varata dal fascismo in Italia tra l’estate e l’autunno del 1938? E quali settori della società privata e della vita pubblica colpì maggiormente? Leggi Razziali in Puglia (2009, Progedit Editore, euro 18) tenta di dare risposta a questi interrogativi. Vito Antonio Leuzzi (direttore di Ipsaic – Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea), Mariolina Pansini (funzionario dell’Archivio di Stato) e Giulio Esposito (ricercatore Ipsaic) hanno ricostruito i provvedimenti razziali, la propaganda e la persecuzione contro gli ebrei in una regione apparentemente periferica, dove invece lo spirito di accoglienza aveva schiuso gli orizzonti e maturato fermenti culturali.
La narrazione ripercorre le vicende tragiche di famiglie e persone, accentrandosi in particolare su alcuni settori e istituzioni di interesse pubblico: la fervente attività dell’editore Laterza; l’espulsione dei docenti ebrei dall’Università di Bari; il mondo dell’informazione, con particolare riguardo alla linea editoriale assunta dalla Gazzetta del Mezzogiorno. I risultati di questa pubblicazione costituiscono un’occasione di riflessione sul complesso fenomeno del razzismo e dell’intolleranza, tipici del totalitarismo fascista, che ha avuto effetti rilevanti anche nella realtà pugliese alla fine degli anni Trenta.
Leggi Razziali in Puglia sarà presentato domani, 30 gennaio alle 19, presso la Sala Consiliare del Comune di Ruvo di Puglia (piazza Matteotti, 1).


