Legge sulle ristrutturazioni edilizie: l’ok unanime del Consiglio regionale. Passati diversi emendamenti

La sede della Regione Puglia a Bari

Grazie al nuovo disciplinare, via Gentile dice addio al vecchio Piano Casa. I gruppi Con e Lega plaudono al lavoro del delegato Lacatena. Soddisfazione anche da FdI, ma i pentastellati non celano le perplessità sugli interventi nelle zone agricole

 

Con l’approvazione, all’unanimità, del disegno di legge sugli interventi di ristrutturazione edilizia, il vecchio “Piano Casa” è ormai un ricordo. Il Consiglio regionale nella seduta di ieri ha approvato il nuovo testo, illustrato dal delegato all’Urbanistica, Stefano Lacatena (Con). Quest’ultimo ha ribadito le finalità della legge: «rendere applicabile in Puglia l’innovata disciplina della ristrutturazione edilizia, ai fini della rigenerazione urbana».
In base al nuovo dettato, se previsto dalla legislazione o dai piani urbanistici comunali, da oggi sarà possibile aumentare le volumetrie previa riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e in cambio di interventi sull’edilizia residenziale sociale, che dovranno inoltre garantire una riduzione del degrado e dell’abbandono nelle aree interessate, contribuendo al contenimento del consumo di suolo, all’adattamento e alla mitigazione dei cambiamenti climatici.

Gli incentivi

Verranno riconosciuti degli incentivi volumetrici:
del 20% della volumetria complessiva (non oltre 300 metri cubi) per l’ampliamento di edifici esistenti;
del 20% della volumetria complessiva (non oltre 200 metri cubi) per l’ampliamento di edifici residenziali esistenti, che non comportino la modifica della destinazione d’uso;
del 35% della volumetria complessiva per la demolizione e la ricostruzione di edifici esistenti, legittimi o legittimati, ricadenti nelle zone omogenee B e C, aventi qualsiasi destinazione d’uso, da destinare alla residenza;
del 35% della volumetria complessiva (non oltre 200 metri cubi) per la demolizione e la ricostruzione di edifici residenziali esistenti, legittimi o legittimati, nei contesti rurali identificati dal proprio strumento urbanistico come zone omogenee E, che non comportino la modifica della destinazione d’uso;
del 35% della volumetria complessiva per la delocalizzazione all’interno delle zone B e C, delle volumetrie rivenienti dalla demolizione di edifici esistenti, aventi qualsiasi destinazione d’uso, da destinare alla residenza.

Il ruolo dei Comuni

Spetterà ai Comuni, mediante delibera di Consiglio comunale, individuare gli specifici ambiti all’interno dei quali riconoscere gli incentivi volumetrici. Gli interventi di demolizione e ricostruzione potranno usufruire degli incentivi volumetrici a condizione che l’edificio ricostruito acquisisca almeno il punteggio 3 nello strumento di Valutazione della Sostenibilità Ambientale previsto dalla LR n. 13/2008 “Norme per l’abitare sostenibile”. Sono previste misure finalizzate alla promozione degli interventi di edilizia residenziale sociale.

Il delegato regionale all’Urbanistica, Stefano Lacatena (Con Emiliano)

Gli emendamenti

Sono stati diversi gli emendamenti approvati. È stato previsto che, anche in assenza di incentivi, la realizzazione degli interventi sia comunque subordinata al rispetto dei limiti di densità edilizia, che solo i Comuni possono derogare.
Si è poi stabilita la subordinazione degli incentivi all’approvazione di una deliberazione di Consiglio comunale, che individui gli ambiti edificati in cui promuovere interventi di ristrutturazione edilizia che prevedano l’ampliamento o la demolizione e ricostruzione di edifici esistenti, legittimi e legittimati, da destinare alla residenza.
Un altro emendamento ha previsto l’inclusione, negli ambiti individuati, anche delle zone omogenee D e F che risultino interamente intercluse all’interno di zone omogenee B e/o C, previo accertamento dell’assenza dell’interesse al mantenimento della destinazione attualmente vigente. Le volumetrie da realizzare all’interno delle zone D e F dovranno essere destinate alla residenza, fermo restando la previsione di una quota non inferiore al 10% da destinare a edilizia residenziale sociale.
Per quanto riguarda i limiti, sono stati esclusi dall’applicazione della legge gli edifici illegittimamente realizzati, anche parzialmente, a eccezione di quelli per i quali venga rilasciato titolo edilizio in sanatoria prima della presentazione dell’istanza e degli edifici previsti nella legge del “Piano Casa”, oltre a quelli individuati in ragione del proprio valore storico, culturale e architettonico, nonché ricadenti nelle aree oggetto di procedure speciali di variante urbanistica o sottoposte a vincolo paesaggistico, oppure quelli ubicati nelle oasi faunistico-ambientali o zone umide e quelli negli ambiti dichiarati ad ala pericolosità idraulica.
Su proposta del consigliere Antonio Tutolo (Gruppo Misto) è stato approvato un emendamento per far sì che i Comuni destinino il 15% dei proventi annuali derivanti dagli oneri di urbanizzazione o dalle sanzioni amministrative pecuniarie all’abbattimento delle barriere architettoniche per opere, edifici e impianti esistenti di loro competenza, istituendo un apposito capitolo di bilancio.

Il consigliere regionale Paolo Campo (Pd)

Soddisfazione a tutto “Campo”

«I Comuni pugliesi hanno, a partire da oggi, l’opportunità di promuovere e incentivare la ristrutturazione e la ricostruzione degli edifici pubblici e privati, così da limitare al massimo il consumo di suolo, aumentare la sostenibilità energetica dell’ambiente urbano, incrementare la dotazione di edilizia residenziale sociale». Paolo Campo (Pd), presidente della V Commissione Ambiente del Consiglio regionale, ha salutato con queste parole l’approvazione unanime della nuova legge regionale sugli interventi di ristrutturazione edilizia. Un provvedimento che «aggiorna e migliora la normativa pugliese sugli interventi di ristrutturazione edilizia, anche superando le contraddizioni e le difficoltà applicative del Piano Casa». Campo ha poi evidenziato come le norme consentano ai Comuni di autorizzare interventi rigenerativi del tessuto urbano, a partire dalla demolizione di edifici non vincolati che siano degradati e fatiscenti, pure in assenza del Piano Urbanistico Generale.
«Sarà comunque il Consiglio Comunale ad individuare gli ambiti urbani in cui applicare gli ampliamenti delle cubature richiesti dai privati che, comunque, devono rispettare le norme di carattere generale, a partire da quelle a tutela del paesaggio, e che impongono limiti alla densità edilizia – ha aggiunto il numero uno della V commissione – Altrettanto tutelati saranno gli edifici storici o che sorgono in aree protette o soggette a dissesto idrogeologico». In conclusione, Campo ha ribadito il ruolo primario ricoperto dal PUG in ogni Comune, considerandolo «la via maestra per garantire alle città una programmazione urbanistica equilibrata e sostenibile»; e ha poi riconosciuto come la sua complessità non può continuare a comportare «rinvii di interventi di rigenerazione urbana che puntano a migliorare la qualità, la sicurezza e la sostenibilità delle nostre città».

Le reazioni dei partiti: Con Emiliano

Il capogruppo di “Con Emiliano”, Giuseppe Topputi

«Finalmente una legge green in Puglia per gli interventi di ristrutturazione edilizia. In consiglio regionale passa il disciplinare regionale dedicato alle ristrutturazioni edilizie frutto di un lavoro meticoloso, preciso e dettagliato del consigliere di “Con Emiliano”, con delega alla urbanistica, Stefano Lacatena, cui va il merito di aver strutturato un piano che dà certezze ai cittadini, agli enti locali e agli operatori economici, mettendo fine ad un regime derogatorio non più prorogabile. Un lavoro sinergico che ha visto il consigliere Lacatena confrontarsi costantemente con Anci, ordini professionali e associazioni del settore edilizio per superare ostacoli di sorta e consentire la piena operatività di una legge chiamata a dare una risposta anche all’emergenza abitativa: chi vorrà destinare delle volumetrie all’edilizia convenzionata o ad affitti ordinari non dovrà pagare i costi di costruzione e gli oneri di urbanizzazione. Un plauso dunque al collega Lacatena e agli uffici tecnici della regione per quanto realizzato nella piena consapevolezza che gli interventi che saranno compiuti in forza di questa legge contribuiranno efficacemente alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, favorendo al contempo lo sviluppo di condizioni idonee a promuovere la rigenerazione negli ambiti urbani attinti dalla norma e, più in generale, dei contesti urbani ad essi direttamente o indirettamente correlati. La Regione Puglia oggi può finalmente dotarsi di un disciplinare urbanistico aggiornato e rispondente ai criteri sempre più esigenti di una rigenerazione urbana in chiave semplificata».

Il vicepresidente del Consiglio regionale, Cristian Casili (M5S)

Movimento 5Stelle

Il vicepresidente del consiglio regionale Cristian Casili, il capogruppo Marco Galante e la consigliera delegata alle Politiche Culturali, Grazia Di Bari, a margine della seduta, hanno dichiarato: «Abbiamo condiviso il disegno di legge relativo agli interventi di ristrutturazione edilizia in ambito urbano, ma riteniamo un errore essere andati ad incidere sulle zone E “agricole”. Il tema della ristrutturazione edilizia dovrebbe riguardare solo le aree urbanizzate, e non siamo assolutamente d’accordo con l’estensione anche alle zone E, perché riteniamo che occorra una pianificazione organica del territorio che metta ordine alla schizofrenia normativa che in questi anni non ha fatto altro che generare confusione e incertezza negli investimenti. Abbiamo provato a modificare la norma, accogliendo anche le criticità evidenziate in Commissione dagli auditi, che avevano rimarcato come interventi previsti fuori dal perimetro urbano, come quelli nelle zone E (agricole), dovessero essere oggetto di una legge organica sull’urbanistica. Abbiamo votato in maniera favorevole al disegno di legge, perché ne condividiamo gli obiettivi, ovvero la rigenerazione del patrimonio urbanistico esistente, migliorandone qualità, sicurezza, sostenibilità energetica ed ambientale. Per continuare in questa direzione, auspichiamo che alla ripresa dei lavori dopo la sessione di bilancio venga discussa in aula la nostra proposta di legge per il contrasto al consumo di suolo, una delle emergenze ambientali a cui siamo chiamati a dare risposta. Con la proposta di legge a cui abbiamo lavorato assieme agli uffici e al consigliere Lacatena, vogliamo ulteriormente promuovere la rigenerazione urbana sostenibile e la riqualificazione edilizia ed ambientale degli edifici esistenti, incentivando la realizzazione dei PUG senza consumare ulteriore suolo».

Il capogruppo di “Per la Puglia”, Saverio Tammacco

Per la Puglia

Il capogruppo Saverio Tammacco: «Ringrazio i colleghi che hanno lavorato all’elaborazione della nuova legge sulla Ristrutturazione Edilizia, approvata oggi all’unanimità. Finalmente, dopo numerose proroghe, la Puglia si è dotata di una legge strutturale. Ma questo è solo l’inizio di un percorso. Non si pensi che con il testo di oggi abbiamo risolto tutti i problemi. Abbiamo approvato sì una legge che tiene conto delle esigenze dei cittadini, ma non è certo un testo risolutivo. Si sa che l’urbanistica è materia soggetta a continui adattamenti e noi ci impegneremo per essere al passo con essi. Siamo consapevoli del fatto che la legge sarà soggetta a modifiche, cambierà nel tempo sulla base delle esigenze dei cittadini, del territorio e soprattutto sula base della tutela del territorio: meno consumo di suolo, più efficienza energetica, sostenibilità. Sono molto soddisfatto per l’approvazione di emendamenti che portavano anche la mia firma e che avevano la finalità di migliorare la legge, soprattutto in chiave anti inquinamento, ovvero di contribuire al raggiungimento di un impatto meno inquinante degli immobili. Adesso i comuni avranno uno strumento concreto di azione per essere protagonisti indiscussi, grazie alla redazione della mappa delle zone dove è possibile intervenire con gli aumenti delle volumetrie, con il rifacimento degli immobili esistenti e con la demolizione».

Il capogruppo di “Azione”, Ruggiero Mennea

Azione

«La nuova legge sul Piano casa è figlia della vecchia e con i nostri emendamenti approvati, improntati a maggiore libertà e quindi tesi a raggiungere minore inquinamento sugli immobili anche produttivi (D) e a standard (F), nelle zone B e C, oltre che nelle zone E, rappresenta un primo passo per combattere l’inquinamento determinato dai vecchi immobili, contribuendo a raggiungere la neutralità carbonica. Altro nostro emendamento, sempre in linea con logiche anti-inquinamento, prevede Piani di recupero semplificati nelle zone A (Centri storici), con le premialità volumetriche e su immobili non vincolati o tutelati. Quest’ultima è una disposizione che interviene sugli immobili con maggiore inefficienza energetica e quindi tra i più inquinanti delle città. Insomma, importanti innovazioni per tutelare l’ambiente, aiutare a mettere piatti a tavola e intensificare la legalità. È chiaro che si tratta di una legge cantiere, perché nei prossimi mesi e anni sarà sicuramente necessario apportare – come sempre accade – ulteriori modifiche per stare al passo con i tempi, in un settore che più d’ogni altro adatta il suo prodotto alle novità del mercato, degli usi e dei costumi, e quindi difficilmente contenibile attraverso impostazioni ideologiche. Ora la parola ai comuni: che facciano in fretta».

Il capogruppo di FdI, Francesco Ventola

Fratelli d’Italia

«Abbiamo convintamente votato a favore della legge che consentirà interventi di ristrutturazione edilizia perché è un importante passo in avanti per la tutela dell’ambiente, vista la possibilità di avviare il percorso per la realizzazione delle “case green”. Ma la convinzione nasce anche per un percorso di condivisione, che è intercorso nei mesi scorsi grazie al consigliere delegato Stefano Lacatena, che nella stesura del DDL ha accolto i nostri suggerimenti e i nostri emendamenti per migliorarlo. Va anche detto che in un ventennio di governo regionale del centrosinistra abbiamo sempre sentito parlare di Testo Unico dell’Edilizia, che in realtà non è mai arrivato in aula. Se non ci fossero state queste leggi regionali votate all’unanimità, con l’importante e determinante contributo delle minoranze, il comparto edilizio pugliese sarebbe rimasto fermo al palo. Così come è importante evidenziare che anche oggi, pur in presenza di un DDL così importante per il comparto edilizio della nostra regione, abbiamo dimostrato un grande senso di responsabilità restando in aula per approvare la legge fondamentale. Quando è venuto meno il numero legale avremmo potuto far saltare tutto e invece siamo rimasti, dimostrando non a chiacchiere, come fa solitamente il governatore Emiliano, di tenere alla Puglia e ai suoi cittadini. Infine, sul piano politico non possiamo non rimarcare che i tanto vituperati programmi elettorali del centrosinistra, a cominciare dal Comune di Bari di Emiliano e Decaro, che tendevano al miglioramento della qualità urbana, vengono smentiti sistematicamente da leggi come questa, approvate anche dalla maggioranza di centrosinistra insieme ai nostri voti. Quella di oggi è una misura che consentirà meno pianificazione e più possibilità di realizzare per i cittadini. Il Piano Casa – di fatto – è stata la vera operazione urbanistica della città di Bari negli ultimi anni…».

Il capogruppo della Lega, Giacomo Conserva

Lega

Il capogruppo Giacomo Conserva: «Finalmente si pone fine ad un lungo periodo di immobilismo. I cittadini pugliesi che intendono avviare ristrutturazioni edilizie da oggi, anche grazie alla Lega, hanno a disposizione strumenti normativi che superano il piano casa rendendo più snelle le procedure e soprattutto aderenti al dettato costituzionale. I Comuni che devono dotarsi di strumenti urbanistici nuovi hanno un punto di riferimento certo. Le imprese possono contare su una ripresa dell’attività in condizioni di tranquillità».
Gianni De Blasi: «Finalmente si superano anni di incertezze e disagi arrecati ad imprese e cittadini. Il senso di responsabilità delle opposizioni e della Lega, alla fine, ha prodotto i risultati che abbiamo auspicato fin dall’inizio».
Fabio Romito: «È un atto di responsabilità votare questa legge, lo dobbiamo alle tante imprese ferme che hanno i cantieri immobilizzati; alle decine e decine di sindaci che aspettano dal Consiglio regionale che finalmente interpreti in maniera corretta quella pronuncia; ai cittadini che meritano una offerta edilizia seria e stabile. Bisogna scrivere la parola fine a dieci anni di proroghe e di interventi spesso raffazzonati, che si preoccupavano semplicemente di modificare le date della legge del 2009, allargandone a dismisura la portata anche travalicando le competenze della Regione ed entrando a gamba tesa sulle prerogative dei comuni».
Joseph Splendido: «Una bella pagina della politica regionale. Al di là delle rispettive posizioni e differenze politiche, si è provveduto all’approvazione di una norma che la Regione Puglia aspettava da sempre, anche a seguito della sentenza della Corte Costituzionale. I cittadini pugliesi attendevano questa norma da anni. Il Consiglio ha fatto la sua parte con un voto unanime di entrambi gli schieramenti».

Il capogruppo di “La Puglia domani”, Paolo Pagliaro

La Puglia domani

«Con la legge approvata oggi in Consiglio regionale, condivisa da maggioranza e opposizione, diamo finalmente una bussola ai Comuni che devono dotarsi di nuovi strumenti urbanistici e alle imprese, per districarsi nel ginepraio di leggi e normative in materia di ristrutturazioni edilizie. È un obiettivo importante in termini di chiarezza e semplificazione, che snellisce e accelera procedure burocratiche farraginose, concedendo aumenti volumetrici nelle zone residenziali e rurali, con il paletto di non poter cambiare destinazione d’uso e nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio, che restano per noi un bene primario da preservare. Importante anche l’emendamento che obbliga i Comuni a destinare il 15% degli oneri di urbanizzazione all’abbattimento delle barriere architettoniche: un provvedimento concreto di civiltà e attenzione ai bisogni delle persone con disabilità, per le quali la vita quotidiana è una vera corsa ad ostacoli. Dall’applicazione di questa legge potrà derivare un sensibile miglioramento dei nostri contesti urbani e agricoli».

 

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