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Legge sulla partecipazione in Puglia, ora si fa sul serio

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legge sulla partecipazione in Puglia

L’approvazione in Puglia della legge sulla partecipazione impone di ripensare i rapporti di forza tra istituzioni e cittadini. da settembre si dovrà lavorare tenendo seriamente conto delle osservazioni che vengono dalla base. Elda Perlino: “La Consulta per l’ambiente di Bari è pronta”

Dal 3 luglio la Puglia si è unita a una nutrita pattuglia di regioni (tra cui Marche, Calabria, Toscana, Emilia Romagna), che hanno approvato una Legge sulla partecipazione.

«È una legge che mette tutti nelle condizioni – ha spiegato il Governatore della regione Puglia Michele Emiliano – di essere parte attiva di un processo strutturato, finanziato, regolato, che addirittura prevede la obbligatorietà del dibattito pubblico sulle grandi infrastrutture e opere da realizzare». Si tratta di una legge, dunque, che “impone” ai cittadini di esprimersi e alle istituzioni di ascoltare – e soprattutto accogliere – osservazioni, proposte, critiche che provengono dal basso, per convogliarle nella fase operativa di qualunque processo partecipativo.

Una legge che tutti devono rispettare

legge sulla partecipazione presentata da Titti de Simone
Titti De Simone

E’ anche una legge che, se è stata approvata nella formula in cui è stata proposta,  mette i nostri governanti di fronte alle proprie responsabilità, come ha precisato già da tempo la relatrice e vera anima di questa legge, on. Titti De Simone (che nello staff alle dirette dipendenze di Emiliano riveste l’incarico i consigliere per l’attuazione del programma di governo). In occasione della presentazione dell’allora ddl alla Consulta per l’Ambiente del Comune di Bari lo scorso 4 maggio, la De Simone affermava che «la legge sulla partecipazione non solo è il vero antidoto contro la deregulation perché impone a tutti il rispetto delle regole, ma rafforza anche la democrazia rappresentativa in un momento come quello attuale in cui la politica è distante dalla vita quotidiana».

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La Consulta Ambiente di Bari: “Siamo pronti”

Passata la inevitabile fase di rodaggio, che coincide con il lavoro a ranghi ridotti delle amministrazioni locali in estate, si apre dal prossimo settembre una fase di intenso lavoro  per tutto il mondo del terzo settore, associazioni, comitati, ma anche istituzioni come il mondo della scuola, chiamati in causa per collaborare alla messa a punto dei decreti attuativi  e del regolamento di funzionamento; tra questi ha già dichiarato la sua disponibilità piena la Consulta per l’ambiente del Comune di Bari , che metterà a disposizione il suo bagaglio di esperienza ultradecennale (è stata istituita il 14 febbraio 2005) nei percorsi partecipativi che prevedono la collaborazione  tra cittadinanza attiva e amministrazione.

Elda Perlino
La presidente della Consulta per l’Ambiente del Comune di Bari, Elda Perlino

«Questa legge consentirà di avviare un percorso di collaborazione tra amministratori ed associazioni, comitati, ecc, permettendo alla cittadinanza attiva di contribuire alle decisioni che coinvolgono i territori e le comunità locali. La Consulta all’Ambiente del Comune di Bari rappresenta  l’unica realtà sul territorio che  ha istituzionalizzato la partecipazione  e lavora mettendo a disposizione  competenze e sensibilità per utilizzare al meglio le risorse pubbliche e offrire alla collettività un servizio ispirato esclusivamente al principio della sussidiaria partecipazione della cittadinanza attiva, così come previsto dall’art. 118 della Costituzione – spiega Elda Perlino, presidente della Consulta –  e per questo  intende  da subito offrire il proprio bagaglio di esperienze ponendosi come modello per  tutte le amministrazioni  che vorranno sostenere il percorso partecipativo  che la legge regionale sostiene e diffonde, se pure in considerazione dei limiti ed insufficienze  nell’ottica di migliorarne l’ efficacia  ed  implementare le esigenze territoriali».

La legge sulla partecipazione in Puglia può cambiare molte cose

Già alcune questioni meritano di essere trattate secondo l’ottica prevista dalla legge, a cominciare dall’annosa questione del verde pubblico, sottratto ad ogni logica di comunicazione e partecipazione. Sono diverse le lamentele dei baresi per luoghi dove si agisce senza il doveroso ascolto dei cittadini.

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Ed è di questi giorni la dura critica del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gianluca Bozzetti alla linea seguita da Emiliano a proposito del gasdotto Eagle LNG Albania-Italia, il cui approdo è previsto a Lendinuso, in quel di Brindisi. «Emiliano anche in questo caso ha gettato la maschera dimostrando la sua solita arroganza nei confronti di tutti i cittadini avallando questo ennesimo gasdotto senza neanche aver coinvolto la cittadinanza, alla faccia della tanto decantata partecipazione».

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Andando più indietro (ma non molto) nel tempo è stato un altro gasdotto, il chiacchieratissimo TAP, a sollevare le ire dei salentini (amministratori e cittadini) che si sono sentiti completamente esclusi da una scelta energetica e paesaggistica così importante. Ma se guardiamo la questione da un altro punto di vista, partecipazione significa coordinamento e condivisione “dal basso” di determinati obiettivi.

No alla sindrome di Nimby

Ci sono infatti questioni di fondo che investono il concetto stesso di partecipazione e che meritano di essere guardate in un’ottica più complessiva, per evitare che si scambi la singola richiesta di un comitato nato ad hoc, per un processo partecipativo di ampio respiro. La legge sulla partecipazione approvata pochi giorni fa dal Consiglio regionale pugliese naturalmente prevede diversi passaggi per saggiare quanto le osservazioni “dal basso” siano opportune e costruttive; è proprio sul senso di condivisione e collaborazione che bisogna lavorare tra cittadini e con il “potere”.

via maratona
Via di Maratona a Bari è percorsa ogni giorno dai Tir diretti al Porto

In questa torride estate barese sta tenendo banco la questione dell’incessante passaggio dei Tir  lungo via di Maratona, uno dei due varchi per il porto. Il comitato che segue la vicenda ha ottenuto la temporanea vittoria di far spostare il percorso dei Tir  su via Caracciolo, relativamente abitata; il tutto in attesa che venga costruita una strada camionale. C’è però da chiedersi se non debba nascere un altro comitato che chieda lo spostamento del percorso, poi un altro comitato ancora e così via. Partecipazione significa concertazione, significa accantonare interessi di parte (o di quartiere) alla luce di interessi collettivi “di principio” e di ampio respiro, per evitare che la “sindrome di Nimby”  prenda il sopravvento. Con buona pace della partecipazione e di tutte le leggi che la disciplinano.

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