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In Inghilterra gli animali non sono esseri senzienti

Inghilterra legge animali

Con la Brexit, gli animali di Sua Maestà la regina Elisabetta II perdono la capacità di provare dolore ed emozioni. Il governo britannico cancella l’emendamento. Proteste e polemiche

“Gli animali sono esseri viventi che non provano emozioni, come gli oggetti”.

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Animali, un passo indietro al Parlamento inglese

Possiamo riassumere con questa frase quanto si è consumato qualche giorno fa nel parlamento inglese quando la Camera dei Comuni ha votato un provvedimento contro l’inclusione della sensibilità animale nello European Union Bill, la carta che raccoglie le leggi che rimarranno in vigore dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa.

Di fatto, è stata cancellata una legge europea che tutelava tutti gli animali da qualsiasi abuso e violenza.

Gli animali hanno sentimenti

animali volpeLa comunità scientifica mondiale da tempo ha confermato che anche gli animali hanno emozioni, gioiscono e provano dolore in maniera molto simile agli esseri umani. È un dato di fatto che gli inglesi hanno pensato bene di smentire cancellando la legge. Ancora una volta sono andati contro corrente. Probabilmente, questa posizione anacronistica è stata dettata dalla necessità della maggioranza, composta dai conservatori, e dallo stesso premier Theresa May, di ripristinare uno degli sport preferiti e tradizionali del Regno Unito: la caccia alla volpe.

Un passo indietro

Logicamente, un Paese che notoriamente ama gli animali, soprattutto quelli domestici e della famiglia reale, tutelati con leggi ad hoc e protetti da enti ed associazioni centenarie, fa un notevole balzo all’indietro poiché abolendo questa norma europea perde anche l’80% delle leggi europee relative alla tutela del benessere animale. L’Italia, in questo senso, sta provvedendo ad approvare una nuova legge per vietare definitivamente l’utilizzo di animali nei circhi.

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Non sono mancate le animate proteste della RSPCA, la Protezione Animali britannica, e della British Veterinary Association, oltre che dai Verdi. Se esistono leggi che tutelano quelli domestici, quelli selvatici e quelli di laboratorio sono privati così dei diritti.

Ovviamente, si apre un nuovo capitolo sul fronte della vivisezione e degli esperimenti sugli animali che l’UE aveva con quelle leggi in qualche modo arginato. Nel calderone finiscono anche i circhi e gli zoo che ora non se la passeranno più così bene.

Viaggiare all’estero con gli animali? Un’incognita

C’è da capire anche come verranno trattati gli animali che accompagneranno i viaggiatori in arrivo oppure in partenza dalla Gran Bretagna. Gli animali europei hanno un passaporto personale per spostarsi da un Paese all’altro sia nella Comunità Europea e sia nei Paesi Extra Europei. Il transito è stabilito da accordi internazionali con l’UE. Come gestiranno gli inglesi questi viaggiatori? È oggettivamente un’incognita.

E se fosse tutto un equivoco?

Intanto, alla luce del clamore mediatico attorno all’accaduto, i conservatori e la May stessa hanno cercato di “mettere una pezza”, dichiarando palesemente che si è trattato di un banale equivoco. Secondo quanto riportato dai giornali nazionali ed internazionali, è stato cancellato un emendamento che gli inglesi ritenevano imperfetto, cosicché da poterlo migliorare in patria.

Ovviamente, la “scusa” del governo non convince nessuno, nemmeno coloro che l’hanno formulata, anche perché c’è il forte sospetto che possano essere cancellate in sordina altre leggi ben più pesanti e pericolose, come per esempio quelle che regolano le sperimentazioni.

Insomma, la Brexit continua a far paura sia all’Europa, sia agli europei e sia agli animali europei. E questo non è un equivoco.

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