Legge di Stabilità 2015: una boccata d’aria per i serramenti

Nella Legge di Stabilità 2015 approvata lo scorso 22 dicembre, sono contenuti i bonus del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (che riguardano serramenti e schermature solari) e per la messa in sicurezza sismica. Se la proroga di un anno del 65% per i serramenti e, soprattutto, la loro estensione alle schermature solari rappresentano un segnale molto positivo per l’intero comparto dell’involucro edilizio, molto lavoro ci sarà da fare, già dalle prime settimane del 2015, riguardo alle detrazioni per gli interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici, per trasformare il provvedimento da sola “bandiera ideologica” a opportunità reale per i cittadini italiani. A questo proposito l’UNICMI  – Unione Nazionale Industrie Costruzioni Metalliche e dell’Involucro e dei Serramenti –   ha preparato un documento in cui individua i provvedimenti contenuti nella Legge di Stabilità e le eventuali problematiche da risolvere nelle prossime settimane.

 

Le detrazioni per i serramenti – La Legge di Stabilità introduce la proroga del bonus del 65% per le spese sostenute in interventi di riqualificazione energetica dal 6 giugno 2013 (il decreto legge n.63 del 4 giugno 2013 convertito dalla legge n. 90/2013 si fermava a quella data)  al 31 dicembre 2015. La detrazione del 65% si applica, spiega il comma 2 dell’art. 42 “anche alle spese documentate e rimaste a carico del contribuente per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015”.

I lavori a cavallo tra il 2014 e il 2015 – La Legge di Stabilità non varierà le procedure operative di accesso alle detrazioni fiscali del 65% per gli interventi già regolamentati. Quindi per quanto riguarda gli interventi iniziati nel 2014 e che termineranno nel 2015 (lavori a cavallo di due periodi d’imposta) occorre far riferimento ai parametri tecnici (per esempio i limiti di trasmittanza termica da rispettare) validi alla data di inizio lavori.Per quanto riguarda le procedure operative (esempio l’invio dell’Allegato F all’ENEA entro 90 giorni dalla data di fine lavori/data di collaudo) occorre seguire la normativa vigente alla data di fine lavori/data di collaudo.

Il decreto legislativo “Semplificazioni fiscali” approvato lo scorso 30 ottobre 2014 dal Consiglio dei Ministri, ha abrogato l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate le spese sostenute nel periodo d’imposta precedente e quello della fine dei lavori. Le persone fisiche, per le quali il periodo di imposta coincide con l’anno solare, potranno portare in detrazione al 65%-50% (ex 55%) eventuali pagamenti eseguiti a mezzo bonifico bancario nel 2014 (es: acconti) già con la denuncia dei redditi del 2014 (da presentare entro giugno 2015), valendo il cosiddetto principio di cassa. Per i soggetti titolari di reddito di impresa o professionale invece vale il cosiddetto principio di competenza, per cui sono di riferimento le date delle fatture e non le date dei pagamenti.

 

Le detrazioni per le schermature solari – La Legge di Stabilità  prevede l’estensione del 65% di bonus alle spese per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari sostenute dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro. La legge va a modificare l’allegato M al decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311: ma questo allegato M è solo un elenco di norme su “tutto” e non è certo esaustivo per la praticabilità delle detrazioni per le schermature solari a partire dal 1° gennaio 2015. Infatti non si sa cosa si intende per schermature solari (solo tende esterne o anche chiusure oscuranti cioè persiane/tapparelle/scuri?), né si sa se tali schermature solari potranno essere detratte da sole o se sostituite insieme ai serramenti (finestre, portefinestre, porte, ecc.). Inoltre non si sa quali prestazioni di trasmittanza termica dovranno rispettare i prodotti che beneficeranno di detrazioni e se saranno soggette ad una procedura semplificata (come per esempio finestre su singola unità immobiliare, pannelli solari, caldaie). Va ricordato che nel 2007, primo anno di implementazione delle detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, l’applicabilità pratica delle detrazioni ci fu a partire solo da metà del mese di maggio, proprio a causa della mancata pubblicazione di decreti applicativi.

A fronte di questa lacuna normativa una soluzione potrebbe essere un impegno da parte della Divisione Schermature Solari Assites  a scrivere a ENEA chiedendo chiarimenti in merito. In questo modo si solleciterà implicitamente ENEA ad intervenire con urgenza sul Ministero dello Sviluppo Economico. L’alternativa potrebbe essere quella di intervenire direttamente sul MISE chiedendo l’uscita di decreti/regolamenti applicativi che rispondano a due fondamentali questioni: la massima celerità di emissione e la massima accessibilità e semplificazione normativa da parte dei consumatori.

 

Le detrazioni per la messa in sicurezza sismica – La legge di stabilità introduce anche un bonus del 65% per gli intervenenti di messa in sicurezza sismica degli edifici. L’intervento è sicuramente positivo; eppure UNICMI e ISI (Ingegneria Sismica Italiana) hanno inviato una lettera al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi e ai Presidenti delle Commissioni Ambiente e Territorio di Senato e Camera Marinello e Realacci, denunciando come l’attuale provvedimento inserito nella Legge di Stabilità rischi di rimanere solo un segnale di attenzione alla messa in sicurezza sismica, non supportato però da una reale operatività.

In particolare, UNICMI e ISI hanno posto all’attenzione del Ministro Lupi i tre lati deboli dell’attuale provvedimento che lo rendono – di fatto – inefficace:

• Scadenza temporale al 31 dicembre 2015: un intervento di messa in sicurezza sismica precede un iter complesso sia in termini di consenso (basti pensare agli interventi nei condomini), sia da un punto di vista operativo (analisi dello stato dell’edificio che spesso comprendono prove, progettazione dell’intervento, preventivazione e realizzazione, sono punti di un percorso lungo e articolato). Inoltre, un arco di tempo così limitato, probabilmente non è utile neppure a far conoscere il provvedimento sul territorio, vanificando così gli eventuali sforzi delle imprese coinvolte.

• Limitazione alle zone sismiche 1 e 2: la misura è attualmente limitata alle opere che ricadono in aree ad alta pericolosità sismica, mentre la commissione Ambiente, per prevenire la triste consuetudine in cui, solo dopo un evento sismico un dato territorio sia inserito in zone a rischio sismico, aveva chiesto di estendere il bonus anche ai Comuni a rischio sismico basso.

• Copertura finanziaria limitata a 101,7 milioni di euro: ammontano a più 180 miliardi di euro (stima ANCE-Cresme) le risorse stanziate dallo Stato per riparare i danni dei terremoti verificatisi in Italia dal 1944 al 2012, pari ad un costo medio annuo di 2,6 miliardi di euro. Compatibilmente a quanto disponibile nel bilancio, stanziare una cifra congrua affinché le ricadute di questo provvedimento siano tangibili, non rappresenta soltanto dare fiato ad una operatività reale della messa in sicurezza del patrimonio immobiliare italiano, bensì un investimento dello Stato per prevenire eventuali nuove ingenti cifre destinate alla ricostruzione da danni sismici.

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