Legambiente, riparte “Spiagge pulite” 2022

Numerose iniziative in Puglia per ripulire dai rifiuti spiagge, fondali e arenili

 

Dal 12 al 29 maggio ritorna Spiagge e Fondali Puliti, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e alla pulizia dei rifiuti abbandonati lungo le nostre bellissime coste, quest’anno al grido di “Riprendiamoci la spiaggia!”

Sono ancora tanti, troppi, i rifiuti abbandonati sulle spiagge. I dati dell’ultimo monitoraggio a livello nazionale sono allarmanti. In Italia sono stati rilevati 783 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia. Fra i rifiuti trovati i più comuni sono stati mozziconi di sigaretta, calcinacci, lattine, frammenti di vetro, guanti usa e getta, mascherine, fili da pesca, ami e soprattutto plastica, la quale non si dissolve mai e crea un impatto sull’ecosistema marino devastante.

Nell’edizione 2022 sono più di 70 le iniziative di volontariato organizzate in 17 regioni. In Puglia a Trani, Mola di Bari, Manduria, Maruggio, Nardò, Salve, Bari, Polignano a Mare e San Nicandro Garganico i circoli locali organizzeranno diversi eventi riguardanti la pulizia delle coste e delle spiagge del territorio. Questi appuntamenti saranno anche l’occasione per far conoscere le meraviglie della nostra terra e comprendere fino in fondo perché è necessario tutelarle, rispettarle e curarle per donare loro vita e sostenibilità.

Ma come ogni anno l’iniziativa Spiagge e Fondali Puliti è accompagnata dall’indagine Beach litter realizzata alcune settimane prima dai circoli locali. In Puglia il monitoraggio ha riguardato 4 spiagge, per un totale di 19.300 mq di area campionata e 3.674 rifiuti rinvenuti. Oggetto dell’indagine sono state la spiaggia alla foce di Lama Balice a Bari, la spiaggia della baia di San Nicola e la spiaggia di Frascone a Nardò, la spiaggia a Boccadoro a Trani.

Purtroppo, ancora una volta, è la plastica il materiale dominante tra i rifiuti raccolti sulle nostre spiagge, presente nell’89,3% dei casi, seguita da carta e cartone (2,9%), vetro/ceramica (2,5%), metalli (1,5%).

Nella top ten dei rifiuti più trovati ci sono reti o sacchi per mitili o ostriche (21,3%), tappi e coperchi (19,8%), pezzi di plastica (7,9%), bottiglie e contenitori per bevande (6,5%), stoviglie usa e getta (5,7%), altre bottiglie e contenitori in plastica (3,9%), pezzi di polistirolo (3,7%), altri oggetti in plastica (2,6%), buste, sacchetti e manici (2,3%) e mozziconi di sigarette (1,6%). Non mancano tuttavia all’appello guanti usa e getta, mascherine e altri oggetti riconducibili all’emergenza sanitaria Covid-19.

Secondo le categorie relative alle fonti dei rifiuti ritrovati sulle spiagge utilizzate nella Join List sviluppata nell’ambito della Marine Strategy, la principale fonte risulta essere gli imballaggi non solo per alimenti, in vari materiali (plastica, carta, bioplastica) che rappresentano il 25,8%, seguiti dai rifiuti legati a cattura/allevamento mitili di origine indefinita: frammenti che non possono venire associati ad oggetti o riconosciuti (21,4%), e dai rifiuti legati a cattura/allevamento mitili (21,3%). Un altro 20% è costituito da rifiuti legati al consumo di cibo come stoviglie usa e getta e di vetro/ceramica, cannucce, tappi di sughero e barbecue monouso.

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