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Legambiente contro Unionplast nella battaglia alle buste di plastica

Unionplast chiede di rimandare la messa al bando del sacchetto di plastica che, secondo una recente normativa italiana, avverrà entro la fine del 2010. Irremovibile appare invece Legambiente che, assieme ad altre associazioni ambientaliste, ha già raccolto 100 mila firme in occasione di Puliamo il Mondo e sul sito http://www.puliamoilmondo.it, affinchè non si decreti una nuova proroga.

I dati contestati sono quelli riportati dal dossier di Unioplast, IPPR e Federazione Gomma Plastica, soprattutto in merito alla potenziale minaccia data dalla produzione di bioplastica, che secondo gli industriali andrebbe a sottrarre risorse al mercato alimentare, mentre per Legambiente costituirebbe una potenziale fonte di reddito integrativo per l’agricoltura. Viene smentito anche il fatto che non si troverebbero sacchetti alternativi a sufficienza: tutti i magazzini hanno ridotto la distribuzione dei sacchetti di plastica, incentivando l’uso di quelli in carta e bioplastica. Inoltre Legambiente conferma esser falso anche il fatto di non poter utilizzare sacchetti di carta e bioplastica per la raccolta dei rifiuti: proprio la plastica, invece, compromette gran parte delle raccolte differenziate. Infine, Legambiente guarda in positivo verso l’economia e le esportazioni italiane, con la possibilità di rafforzare l’innovazione delle industrie e delle produzioni contro importazione di sacchetti di plastica usa e getta, così come richiesto dal Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (Unep).

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