Legambiente contro il termovalorizzatore di Massafra

Legambiente ribadisce il suo ‘no’ categorico verso il raddoppio del termovalorizzatore di Massafra (TA): «un impianto contrario ai vincoli urbanistici e agli obiettivi di raccolta differenziata».

Secondo Legambiente, l’approvazione del progetto determinerebbe un contesto territoriale insostenibile. Sul territorio sono già presenti vari impianti di incenerimento (Massafra, Amiu Taranto e Cementir): essi sono in grado di bruciare quasi il 90% dei rifiuti solidi urbani della provincia e circa il 55% del combustibili da rifiuto che, in base alla vigente pianificazione, dovrebbe prodursi in tutta la Puglia.

Affermano gli ambientalisti: «La diossina rilevata nel latte di un allevamento massafrese – sebbene sia ancora da accertarne l’origine – non può che essere considerata l’ennesimo elemento della criticità di un territorio che non può più sopportare alcun ulteriore carico ambientale, anche in virtù dei già rilevati superamenti dei livelli di diossina e furani nella zona Parco di guerra di Massafra».

Il territorio di Massafra rientra nella rete Natura 2000 e confina con il Parco delle Gravine: perciò, concludono da Legambiente «dovrebbe essere oggetto di una politica di tutela e di riqualificazione ambientale e paesaggistica, piuttosto che vittima del degrado provocato dallo smaltimento dei rifiuti».

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