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Legambiente: allarme Ombrone

Legambiente punta i fari sul territorio toscano e guarda con preoccupazione al fiume Ombrone. Proprio la Toscana è tra le regioni italiane a detenere un triste primato: il 98% dei suoi comuni sono a rischio idrogeologico. «Questo perchè troppo spesso ci si dimentica di monitorare costantemente i fiumi, soprattutto nei territori a rischio. Nel nostro paese il rischio idrogeologico minaccia quasi il 70% dei comuni», denuncia in una nota Legambiente. In particolare per la Toscana e l’Ombrone l’associazione ambientalista «chiede ancora una volta oltre al monitoraggio costante del fiume, e una pianificazione degli interventi da realizzare con carattere d’urgenza per l’intero bacino del fiume (manutenzione, corsi d’acqua, sistemazione argini, ecc.), la realizzazione di un piano di bacino e un’attenta verifica delle costruzioni fatte in aree a rischio».

Da non tralasciare poi «un’attenta verifica del regolamento urbanistico e di tutti gli strumenti di pianificazione in essere per stralciare gli interventi edificatori in aree a rischio idrogeologico. Inoltre è fondamentale realizzare piani di evacuazione per le aree a rischio e completare gli interventi con un’azione concreta di formazione e sensibilizzazione degli abitanti sui possibili eventi eccezionali», conclude la nota. «Non si può aspettare l’ennesima tragedia per intervenire – afferma intanto Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente -. In tutti gli eventi tragici accaduti oltre alla mancanza di una strategia di monitoraggio e prevenzione c’è anche un’urbanizzazione e cementificazione selvaggia in zone ad alto rischio che dovrebbe farci riflettere sugli strumenti urbanistici troppo spesso utilizzati in modo irragionevole, che mettono a rischio non solo il nostro territorio ma la vita delle persone».

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