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L’ecologia alla “Cavalcata sarda”

È la festa della identità sarda, dei suoi colori, dei suoi suoni. È la “Cavalcata sarda”. Una sagra, laica, che ogni anno, dal 1951, si svolge a Thatari Manna. Le sue origini risalgono al 1711, quando nella città di Sassari, per rendere onore al Re di Spagna Filippo V, in viaggio in Sardegna, da tutta l’isola giunsero i partecipanti per mettere in mostra i tesori dei loro costumi, diversi da paese a paese. La Cavalcata procede a passo di danze e a suon di musiche popolari – alle edizioni “moderne” insieme con le bande locali sfila la “Lothian and Borders Police Pipe Band” di Edimburgo; una delle più antiche formazioni di cornamuse del mondo, dalle sonorità simili a quelle delle launeddas isolane, banda ufficiale della Royal Company of Archers, il corpo di guardia della Regina Elisabetta in Scozia. La festa fu poi celebrata nel 1899 in onore del Re d’Italia Umberto I e di sua moglie la regina Margherita di Savoia, nel 1929 quando giunsero a Sassari Vittorio Emanuele III e la regina Elena e nel 1939 per la visita al centro turritano del principe Umberto di Savoia e di sua moglie Maria José. Il marchio identitario della Cavalcata Sarda è dato dall’esibizione equestre. I cavalieri, nella tipica monta sarda, sfilano in sella ai destrieri anglo-arabo-sardi, bardati di tutto punto.

La 64a edizione della Cavalcata Sarda, uno degli eventi più importanti dell’isola che attira ogni anno circa centomila visitatori, a Sassari il 18 e 19 maggio, sarà ricordata per il suo carattere greenUn così alto numero di persone produce un volume di rifiuti enorme. Il Comune di Sassari, che organizza la manifestazione, ha studiato, per questo, una serie di accorgimenti ecofriendly atti a erogare un bonus a favore dei visitatori da spendere negli esercizi convenzionati e un incentivo a non disperdere le bottigliette di plastica PET nell’ambiente. Si parte dalla distribuzione gratuita di acqua attraverso tre postazioni allestite lungo il percorso della sfilata, cui fa seguito la raccolta differenziata, spinta, studiata ad hoc per limitare l’impatto che deriva dai rifiuti, incentivando la raccolta della plastica PET.

L’iniziativa dell’Amministrazione sarda, in collaborazione con Eurven ed Effegreen, volge a invogliare i visitatori a conferire i rifiuti in plastica PET nei tre riciclatori posizionati lungo il percorso; un semplice gesto che innesca un circolo virtuoso che permette di differenziare e ridurre il volume dei rifiuti e permette di ottenere un buono spesa da utilizzare negli esercizi aderenti.
 Il riciclo di PET da bottiglie vuote, inoltre, richiede il 60% di energia in meno rispetto al PET nuovo e abbatte le emissioni di CO2, permettendo di ridurre l’impatto dell’evento.

“Il progetto nato dalla collaborazione tra noi ed Effegreen – ha dichiarato Carlo Alberto Baesso, General Manager di Eurven – è stato pensato apposta per una manifestazione così imponente”. “L’incentivo spingerà anche i meno attenti a comprendere l’effettivo valore del rifiuto”, ha continuato Fabiana Mura di Effegreen. “In questo modo il Comune diminuirà il costo di gestione rifiuti e l’ambiente ringrazierà perché la percentuale di dispersione del PET per strada sarà drasticamente ridotta”. “Credo sia assolutamente importante”, ha concluso il Sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, “che anche in occasione di una delle nostre più importanti manifestazioni culturali Sassari dimostri attenzione nei confronti dell’ambiente. Smaltire i rifiuti ha dei costi molto elevati, ecco perché meno ne produciamo e più risparmiamo”.

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