L’Eco

Una manciata di pagine, doppie tavole di disegni colorati e onirici, qualche riga con frasi misurate e poetiche. In poco, ma tanto, si racchiude la magia di questo volumetto per bambini, capace di regalare anche gli adulti (o forse soprattutto a loro) la fascinazione di un dolceamaro sorriso. Nuovo uscito per la collana i LapisLazzuli, grazie ad un editore come Lapis che di bambini se ne intende, questo libro si offre come “un albo con dentro i silenzi dei bambini e i loro sogni più grandi”.

Gli autori, David Pintor (a sin.) e Alessandro Riccioni

L’Eco  – questo il titolo del libro – è un bambino che si presenta in copertina, sulle spalle del suo papà che cavalca una lucida bicicletta rossa affacciata alla collina. Così stradine bianche si stagliano nelle macchie di verde chiaro e scuro, con balle di fieno ed alberi, e alla prima svolta, accolgono il lettore non appena raggiunto il risguardo del libro stesso. Ecco che si presenta L’Eco con i suoi autori, Alessandro Riccioni e David Pintor.  E inizia l’incantesimo… Un bel borgo cittadino, panni stesi e oche nell’aia. Un papà che, accucciato verso il suo bambino, lo convince all’avventura. E allora la città, con i suoi campanili e le sue cupole, si fa sullo sfondo e inizia il verde della natura, al principio di un giorno di vera festa.

“L’eco vive da secoli rintanata tra le montagne e ogni domenica mattina, tra le sette e le undici, saluta le persone che vanno a trovarla e ascolta i loro desideri. C’è chi chiede con gentilezza, chi con arroganza e chi non sa cosa chiedere. E poi c’è un bambino, che ha la faccia piena di sonno, e un desiderio silenzioso… Ma l’eco ascolta tutto, anche i pensieri più segreti”.

David Pintor al lavoro con le illustrazioni del libro "L'Eco"

Così il papà insegna al piccolo come si chiedono le cose all’eco, mani attorno alla bocca. E le illustrazioni di Pintor ci conducono in un mondo incantato fatto di un megapanino su cui sferraglia il treno dei desideri con le sue carrozze piene di euro e fiori e di un megaombrello volante con cappelli e secchielli al seguito. Tra le richieste che il padre rivolge all’eco per il proprio figlio, c’è infatti un trenino che è il dono di un “ino” per “un panino per quando ho fame, un soldino per comprarci le figurine, un mazzolino di fiori per la mia amica Giulia”. Un cappello che regala un “ello” ossia “un ombrello per le giornate di pioggia, un secchiello per giocare sulla spiaggia e un campanello per la mia bicicletta”. E poi ancora di un “clarinetto” che col suo “etto” rifornisce la sua cameretta di “un armadietto per metterci i giocattoli, un folletto per giocare in giardino, un cassetto dove tenere le matite colorate”.

Ed ecco allora il turno del bambino con i suoi desideri. “Il bambino curvò le manine ai lati della bocca. Si mise a pensare e pensare. Ma dalla sua bocca non uscivano parole. L’eco, però, sapeva ascoltare anche le flebili voci dei sogni. (…) Quella domenica mattina, il bambino torno a casa felice. Con il papà e con una mamma.” E il ritorno sulla rossa bicicletta, questa volta si fa in tre, sul manubrio con la mamma e i suoi capelli mossi dal vento.

Alessandro Riccioni, L’Eco,  illustrazioni di David Pintor,  Lapis Edizioni, pp. 32, euro 13,50

 

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