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L’eco-casa di paglia me la faccio da me!

Nello struggente film “Life as a House”- L’ultimo sogno di Irwin Winkler (Usa, 2001) il desiderio di costruire con le proprie mani la casa della vita accompagnerà il protagonista fino alla fine. Siamo nell’America del ‘tutto è possibile’, dove grandi e piccoli collaborano per mettere in piedi l’abitazione dei sogni. Ma al di là della finzione cinematografica e ritornando in Italia: quanto è concreta una simile soluzione?

Casa di paglia terminata

Si parla tanto di emergenza abitativa, di sempre più persone piegate dalla crisi e senza un tetto sulla testa ma, di contro, anche di consumo di suolo, di quel logorìo continuo e costante della terra occupata dal cemento. Utile allora fare un tuffo nel passato, quando la casa la si metteva su con le proprie mani, con lo sguardo proiettato però verso il presente di quelle situazioni – nemmeno troppo lontane – dove una simile impresa è realtà. «Sappiamo che in Francia una famiglia può costruirsi un’abitazione seguendo poche regole chiare che permettono di autocostruirsi una casa fino ad un massimo di 170 mq di superficie, con una semplice comunicazione all’amministrazione comunale».

A farlo sapere è Edilpaglia (www.edilpaglia.it), associazione italiana da tempo impegnata nel far conoscere i dettami dell’autocostruzione abitativa con materiali naturali e ad elaborare una procedura legale che permetta, anche nel nostro Paese, di costruire la propria casa in piena autonomia. «Sollecitati da molti associati – spiega l’associazione in una nota -, ci siamo resi conto che incredibilmente nel nostro panorama normativo costituito da milioni di leggi e regolamenti, da nessuna parte è contemplata la possibilità di autocostruirsi la propria abitazione: l’autocostruttore non esiste come figura giuridica e l’attività di autocostruzione non è menzionata da nessuna parte».

E dal bisogno si attiva l’ingegno: «Edilpaglia entro l’anno ha come obiettivo di costituire un’associazione di volontariato a supporto degli autocostruttori dove, oltre a dare assistenza di tipo amministrativo, avrà un altro importante obiettivo: quello di creare una rete solidale fra gli autocostruttori e i volontari che vogliano partecipare ai lavori, con la finalità dello scambio del lavoro con ospitalità e trasmissione di conoscenze».

Intanto hanno preso il via lo scorso luglio i lavori per autocostruire un’abitazione a Conselice (RA) con l’utilizzo delle balle di paglia. «La costruzione – chiarisce ancora dall’associazione – sarà un edificio ad un piano destinato alla civile abitazione, di circa 80 mq oltre autorimessa. Le particolarità della tecnica costruttiva che utilizza le balle di paglia, sono molteplici: sostenibiltà ambientale (si usano tutti materiali naturali, paglia, legno, argilla e calce, reperibili sul territorio e non producono rifiuti nè in fase di realizzazione nè in fase di dismissione); alta efficienza energetica (usando un materiale molto economico, la paglia, si riesce ad ottenere facilmente case passive, che non hanno bisogno di essere ne riscaldate ne raffrescate); salubrità (si usano tutti materiali traspiranti, pertanto gli edifici non hanno problemi legati alla concentrazione di umidità che rendono insalubri gli ambienti oltre a creare problemi tecnici di condense e muffe)».

Autocostruttori al lavoro

Un impiego comunque già ampiamente adottato in edilizia, se si pensa ai primi esempi di case in balle di paglia in Nebraska, risalenti alla fine ’800 e tuttora abitate, ma anche a quelle assai diffuse in Europa centrale ed orientale. In Italia ve ne sono, ad oggi, 30 a cui vanno sommate le crescenti iniziative dei nuovi bioarchitetti. Aumenta, infatti sempre più, l’interesse verso questo materiale tanto ecologico quanto economico. Sorprende, poi, pensare al suo alto grado di isolamento alle temperature: ad esempio il valore di trasmittanza termica di una parete standard in paglia con spessore di 45 centimetri è molto più basso (0,13 W/mK) rispetto ad un parete simile realizzata con mattoni in calcestruzzo (0,44 W/mK).

É l’Istituto di ricerca sull’isolamento termico di Monaco (Germania) a confermare, poi, la possibilità per un’abitazione in paglia di ottenere la classe energetica A e ridurre del 75% i costi sul riscaldamento rispetto ad un’abitazione di tipo tradizionale. «Ma il progetto di Conselice ha altri aspetti innovativi – precisa ancora Edlipaglia -: verrà usata per la prima volta in Italia la tecnica GREB. Questa tecnica, originaria del Canada, utilizza i principi costruttivi del balloon frame americano: una struttura di legno diffusa dove le balle di paglia sono utilizzate come tamponamento. Il grande vantaggio di questo sistema è la semplicità esecutiva che facilita l’autocostruzione». Si può fare.

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