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L’eccellenza tricolore da proteggere

Per entrare nel Club dei Borghi più belli d'Italia bisogna che il centro storico sia abitato da almeno 2mila persone

I piccoli centri italiani rappresentano l’orgoglio dell’intera nazione. Sono i paesi certificati col marchio de “I Borghi più belli d’Italia”, il club nato nel 2001 su impulso della Consulta del Turismo dell’ Associazione dei Comuni Italiani (ANCI). L’iniziativa ha l’obiettivo di preservare l’identità dei piccoli comuni, valorizzarne le ricchezze e offrirle al visitatore più attento. In tutta Italia sono 213, 78 dei quali si trovano al Nord, 92 al Centro e 43 nel Sud. In Puglia sono 9 i comuni che si fregiano di questo riconoscimento: Alberona, Bovino, Cisternino, Locorotondo, Otranto, Pietramontecorvino, Roseto Valfortore, Specchia e Vico del Gargano.

Lo sperone più bello d’Italia – Uno dei territori del Sud in cui si riscontra il maggior numero di borghi è quello dei Monti Dauni: in questi centri si contano oltre 500 monumenti tra chiese, siti d’interesse comunitario e musei etnografici certificati con marchi di qualità turistico-ambientale.

I Monti Dauni custodiscono oltre 500 monumenti censiti ad Alberona, Bovino, Pietramontecorvino, Roseto Valfortore

Forniscono, inoltre, i due terzi dell’energia da fonti rinnovabili prodotta dall’intera Puglia. Un terzo del polmone verde pugliese è sulle alture dell’Appennino Dauno, alture che forniscono le risorse idriche necessarie al sistema agricolo della provincia di Foggia. I fiumi, i laghi, le riserve faunistiche dei Monti Dauni rappresentano un unicum ambientale preziosissimo, un vero e proprio giacimento di biodiversità da salvaguardare e promuovere. E’ in questo territorio che albergano le specie animali e vegetali più selvatiche e preziose: il lupo, il cinghiale, la volpe ed il falco popolano aree boschive ricche di sorgenti, funghi, tartufi, orchidee selvatiche, erbe spontanee ed officinali. Si tratta, insomma, di un immenso patrimonio da tutelare.

Borghi, perchè – L’iniziativa, oltre ad essere una sorta di censimento della bellezza residua del Paese, serve a collegare le realtà delle piccole comunità con le esperienze turistiche più evolute, con quello che è definito “turismo di prossimità”, attento alla cultura dei luoghi.

Pietremontecorvino (nella foto) fa parte dei 9 comuni pugliesi accolti nell'esclusivo Club dei Borghi più belli d'Italia

Il marchio contribuisce alla sua notorietà. I borghi DOC collegati in rete, infatti, sono destinati a diventare una delle principali destinazioni turistiche d’Italia. Per far parte del Club sono due le condizioni di base: possedere la caratteristica di “borgo”, ovvero una popolazione inferiore ai duemila abitanti nel centro storico ed ai 15 mila nell’intero comune, ed una notevole qualità urbanistica e architettonica certificata dalla Soprintendenza alle Belle Arti. Per essere ammessi occorre, inoltre, corrispondere ad una serie di requisiti di carattere strutturale, come l’armonia architettonica del tessuto urbano e la qualità del patrimonio edilizio pubblico e privato, e di carattere generale che attengono alla vivibilità del borgo in termini di attività e di servizi al cittadino. Occorre, in ultimo, impegnarsi per migliorare continuamente tali requisiti in quanto l’ingresso nel Club non ne garantisce la permanenza se non è riscontrata una volontà, attraverso azioni concrete, di accrescerne le qualità.

“I piccoli borghi d’Italia – ha sottolineato Fiorello Primi, presidente dell’esclusivo Club – rischiano lo spopolamento ed il conseguente degrado a causa di una situazione di marginalità dagli interessi economici che gravitano intorno al movimento turistico e commerciale. Per questo si è deciso di costituire un Club di Prodotto che raccogliesse le giuste esigenze di quegli amministratori più accorti e sensibili alla tutela ed alla valorizzazione del borgo. Il nostro Club si prefigge di garantire attraverso la tutela, il recupero e la valorizzazione, il mantenimento di un patrimonio di monumenti e di memorie che andrebbe irrimediabilmente perduto”.

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