Lecce città virtuosa con la decarbonizzazione

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nella provincia di Lecce ogni anno si potrebbero evitare emissioni pari a 150mila tonnellate di CO2, risparmiare energia per circa 195 gigawattora e ridurre la spesa energetica di 25 milioni di euro

Seconda tappa pugliese del roadshow di Edison Next per favorire la transizione energetica nella regione. Sommando gli interventi di decarbonizzazioni applicabili a edifici, pubblica illuminazione e mobilità nella provincia di Lecce ogni anno si potrebbero evitare emissioni pari a 150mila tonnellate di CO2, risparmiare energia per circa 195 gigawattora e ridurre la spesa energetica di 25 milioni di euro

 

Diffusione della mobilità elettrica, riqualificazione energetica di edifici, e illuminazione pubblica: attraverso l’insieme di questi interventi, nella sola provincia di Lecce, ogni anno si potrebbero evitare emissioni pari a 150mila tonnellate di CO2, risparmiare energia per circa 195 gigawattora e ridurre la spesa energetica di 25 milioni di euro. A livello regionale, se si concretizzassero questi interventi, includendo anche soluzioni di riqualificazione energetica dei porti, si potrebbe conseguire ogni anno un risparmio di energia pari a 879 gigawattora, una riduzione della spesa per circa 124 milioni di euro e sarebbero circa 809mila le tonnellate di CO2 emesse in meno.

I dati sono stati presentati al MUST – Museo Storico di Lecce, durante la seconda tappa del roadshow di Edison Next, società del Gruppo Edison che accompagna clienti e territori nel loro percorso di transizione energetica, organizzato per affiancare le Pubbliche Amministrazioni pugliesi e supportarle nella decarbonizzazione di edifici pubblici, porti, illuminazione pubblica e nella diffusione della mobilità sostenibile. Questa modalità è attiva in Puglia dal 2020, con il primo studio di Edison Next sulla competitività del tessuto imprenditoriale. Un modello che parte dall’ascolto e analisi del territorio, dei suoi bisogni e degli obiettivi di transizione. Il roadshow, come previsto dal Protocollo d’Intesa siglato da Edison Next e Anci Puglia e inaugurato a Bari a febbraio 2023 proseguirà con ulteriori tappe nelle altre province con l’obiettivo di raggiungere tutti i 256 Comuni pugliesi.

Come gestire la transizione energetica

Un momento del roadshow organizzato da Edison Next. da sin: il Presidente di Confindustria Brindisi Gabriele Menotti Lippolis, Lavinia Bellioni, Head of Territorial Institutional Affairs Edison, Nicola Bonasia, Delegato ANCI Puglia alla Transizione Energetica

Durante l’evento “Le opportunità di decarbonizzazione della Puglia”, organizzato in partnership con Anci Puglia, Confindustria Puglia e con il Politecnico di Milano, sono stati presentati agli stakeholder locali i dati emersi nello studio realizzato da Edison Next in collaborazione con il Politecnico di Milano, con l’obiettivo di evidenziare il ruolo delle soluzioni energetiche integrate e i relativi impatti positivi in termini ambientali ed economici per la decarbonizzazione di città, infrastrutture ed edifici sul territorio pugliese, con un approfondimento sulla provincia di Lecce.

Come gestire al meglio la transizione energetica, la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente nei diversi ambiti della pubblica amministrazione in un percorso integrato? Lo studio di Edison Next si configura come uno strumento a 360° per supportare le amministrazioni locali nel percorso di decarbonizzazione dei propri territori, evidenziando i vantaggi – ambientali, sociali ed economici – che porterebbe la realizzazione di interventi integrati volti alla riqualificazione energetica di edifici pubblici, porti, illuminazione pubblica e alla diffusione della mobilità elettrica. Il tutto in una regione che Edison Next considera strategica per le numerose opportunità di miglioramento verso la transizione energetica.

Partendo da un’analisi della situazione attuale di edifici, città e porti in termini di emissioni, consumi e costi energetici e da un focus sul quadro regolatorio europeo, nazionale e regionale in materia di decarbonizzazione, sono state identificate le soluzioni tecnologiche implementabili nei vari ambiti e i relativi benefici ambientali ed economici attesi al 2030, ipotizzando scenari ‘base’, ‘medi’ e ‘ottimi’.

Le prospettive di Lecce

Nel dettaglio, nella provincia di Lecce, per quanto riguarda il tema edifici pubblici, sono state prese in esame quasi mille strutture tra scuole, tribunali e ospedali, individuando, nello scenario ottimale, grazie a soluzioni che spaziano anche dall’efficientamento energetico a pompe di calore, fotovoltaico, un potenziale di riduzione dei costi energetici pari a circa 16 milioni di euro all’anno e delle emissioni di CO2 di circa 34.000 tonnellate all’anno, che però può aumentare a circa 58.500 tonnellate all’anno individuando altre soluzioni come la partecipazione a Comunità Energetiche.

Dallo studio, sull’illuminazione pubblica, che ha preso in esame 150mila lampioni, nello scenario ottimale, grazie a soluzioni a LED e di smart lighting, è emersa una possibile riduzione annua dei consumi pari all’80% (circa 56 gigawattora/anno), corrispondente a una diminuzione di emissioni di CO2 in atmosfera di circa 16mila tonnellate all’anno e a un risparmio dei costi energetici di 11 milioni di euro annui.

La mobilità elettrica, assumendo lo scenario ottimale al 2030 con quasi 55mila veicoli elettrici (tra autovetture e bus) circolanti (oggi sono poco più di 1.200) e 840 nuovi punti di ricarica, vedrebbe una riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 100mila tonnellate all’anno. 

Porti sotto controllo

Nei principali Porti della Puglia (con focus su Bari, Brindisi – nella foto – e Taranto) sono state individuate le aree di parcheggio e di edifici potenzialmente utilizzabili per l’installazione di impianti fotovoltaici

A livello regionale, invece, a livello di edifici, sono state prese in esame circa 4mila strutture tra scuole, tribunali e ospedali; con lo scenario ottimale è stata quantificata, per ogni anno, una possibile riduzione dei consumi di circa il 54%e delle emissioni di CO2 di circa 147mila tonnellate e dei costi energetici in circa 69 milioni di euro.  Quanto all’illuminazione pubblica si stima una potenziale riduzione dei consumi dell’80% circa (-247 gigawattora/anno), e di emissioni di CO2 in atmosfera pari a circa 68mila tonnellate all’anno con un risparmio di costi energetici di 48 milioni di euro all’anno.  La mobilità elettrica, ipotizzando un incremento di circa 235mila veicoli elettrici circolanti e l’installazione di 2.000 nuovi punti di ricarica, vedrebbe una riduzione di 537mila tonnellate di CO2 emesse all’anno.

Infine, nell’ambito dei principali Porti della Puglia (con focus su Bari, Brindisi e Taranto) sono state individuate le aree di parcheggio e di edifici potenzialmente utilizzabili per l’installazione di impianti fotovoltaici, oltre che identificati possibili interventi per l’efficientamento dell’illuminazione e l’elettrificazione delle banchine. Il risparmio potenziale generato a livello di costi energetici è pari a 7,7 milioni di euro all’anno con una relativa riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera di circa 57mila tonnellate.

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