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Le tradizioni di Rutigliano: un percorso in Puglia da scoprire per un turismo sostenibile

Le tradizioni di Rutigliano sono legate a luoghi, territorio e ambiente. Un itinerario a suon di fischietti e terracotta.

Le tradizioni di Rutigliano sono da scoprire con un percorso fra luoghi, territorio e ambiente. Un viaggio in Puglia per un turismo sostenibile, che rispetta usi e costumi.

L’itinerario fra tradizioni di Rutigliano inizia con i fischietti in terracotta

Il percorso di scoperta delle tradizioni di Rutigliano non può che iniziare con i fischietti in terracotta. Questi oggetti caratteristici sono certificati con la Denominazione comunale e celebrati nel museo del fischietto, nella sagra che si tiene ogni anno il giorno di Sant’Antonio Abate e con un concorso nazionale, a cui partecipano artigiani di altre regioni. Gli artigiani che producevano tali manufatti si concentravano in Via Figuli.

L’uva alimenta una delle tradizioni di Rutigliano più importanti

Una distesa di tendoni d’uva di Rutigliano

L’itinerario fra le tradizioni di Rutigliano continua nell’ambiente. L’uva di Rutigliano è una produzione tipica del territorio. Ogni anno si rinnova la sagra con i profumi dell’uva appena raccolta e dei piatti tipici. Vi è persino un concorso che ogni anno premia grappoli di qualità o di particolari dimensioni, oltre che le migliori vetrine e allestimenti commerciali.

La Festa del “passa pass” è una delle tradizioni di Rutigliano riscoperte.

Una delle tradizioni di Rutigliano riscoperte è la Festa del “passa pass”. Si credeva che la Vergine Annunziata fosse considerata la protettrice dei malati di ernia. L’ammalato, per lo più di giovane età, passava e ripassava attraverso un ramo di lentisco, pianta tipica della zona, tagliato a metà alla presenza di due compari prescelti. Se il ramo, spezzano e legato, non seccava e riprendeva a vegetare era segno di grazia ricevuta. Ad ogni passaggio si ripeteva una formula. La testimonianza più antica è la relazione del 12 maggio 1791 di Giuseppe Maria Calanti, incaricato dai vertici del Regno di Napoli di descrivere le condizioni economiche, sociali e culturali delle province borboniche.

Leggi anche “Rutigliano: alla scoperta del comune più riciclone di Puglia“.

La Festa dell’amicizia si rinnova con lo scambio di nastri colorati.

Il rito con il tempo e i progressi medici non è stato più legato ad aspetti “terapeutici”. La tradizione di Rutigliano è diventata un’occasione per rinsaldare i vincoli di amicizia tra due persone che diventano compari o comare con la protezione della Vergine. Il rinnovamento di questo legame avviene con lo scambio di nastri colorati da legare al braccio.

La Chiesa dell’Annunziata è un bene che si trova nella Lama San Giorgio-Giotta.

La chiesa dell’Annunziata di Rutigliano

Il recupero delle tradizioni di Rutigliano permette di riscoprire le radici culturali nell’originario contesto storico della Chiesa rurale dell’Annunziata. Il bene sorge a poca distanza dal centro abitato di Rutigliano lungo il solco vallivo detto “il lamone” in posizione dominante su una lingua di terra delimitata dalla confluenza di due solchi di erosione in cui si biforca la lama San Giorgio. La Chiesa, intitolava originariamente a Santa Maria del Castello, fu donata nel 1961 da Oronzo Valenzano alla Chiesa del Carmine di Rutigliano. Il monumento, fortemente danneggiato, è stato recuperato grazie all’opera del Comitato Pro Annunziata. Sono stati realizzati lavori di ripristino del sottotetto e rimessa a dimora dei coppi, consolidamento interno ed esterno, ripavimentazione in coccio pesto della chiesa.

La masseria S. Martino è il punto più alto di Rutigliano.

Il percorso fra le tradizioni di Rutigliano giunge nel punto più alto del territorio. La masseria S. Martino (181 metri) faceva parte del feudo della Basilica di S. Nicola. Secondo le fonti locali, l’immobile è appartenuto al Duca Di Noia fino al ‘600. Successivamente fu acquisita dall’avvocato Tommaso Giotta e data in dote alla figlia Linda Giotta, moglie di Gaetano Violante e madre dell’attuale proprietario, dott. Paolo Violante.

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