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Le strade della campagna di Puglia

Le strade di campagna di Puglia in autunno si animano per la raccolta (nella foto, il Tratturo Regio, Bosco di Patanella -Ruvo di Puglia, Ba)

In questi giorni d’autunno inoltrato, lasciando la costa, ci si rende conto del “valore” delle strade di campagna della Puglia settentrionale comprese tra il Promontorio del Gargano a nord e l’Alta Murgia ad ovest. Strade che durante l’anno sembrano deserte, inutili, insignificanti, ma nell’autunno inoltrato diventano la “rete” vera per il raccolto agricolo dell’uva prima, nel mese di settembre e ottobre e delle olive dopo, nel mese di novembre, dicembre e gennaio. Strade tra vigneti ed uliveti folti e verdi, vere e proprie dispensatrici di un “raccolto”, frutto di un’intero anno di lavoro.

Frequentate all’alba s’incontrano contadini che, attrezzati con pochissimi arnesi – verghe lunghe e corte, mazze, scale di legno, racane -, s’inoltrano in territori non conosciuti ai più, impenetrabili e accessibili solo attraverso tratturi antichissimi,strade interpoderali, passaggi rurali condivisi, viottoli privati tra terre costeggianti lame; stradoni visibili solo agli occhi attenti e rispettosi dei contadini che s’incamminano tra alberi, titoli di pietra infilati nella terra umida e “sagome mentali” coincidenti con forme catastali sul territorio di variegata proporzione, attenti a non sconfinare, non lasciare impronte nel terreno, rispettando il raccolto, la proprietà, il podere, la terra, il lavoro altrui.

La rete delle strade di campagna di Puglia

Questa “dimensione” non scritta, ma tramandatasi nel tempo attraverso il racconto orale e le indicazioni visive consegnate dai padri ai figli, dai nonni ai nipoti, è una dimensione della cultura contadina e agricola in Puglia di origini millenarie, fondata sulla “formazione” continua durante le ore di lavoro sul campo, nel dopolavoro, nelle giornate di pausa nei giorni di pioggia o di vento Favonio. Eventi atmosferici che, se per molti rappresentano giorni pieni di problemi, per i contadini di Puglia sono eventi metereologici attesi, necessari, governabili senza problemi, in un continuo rapporto/dialogo con la natura, i suoi cicli, le sue trasformazioni repentine, condividendo tutto ciò che arriva dal “cielo”. Acqua sotto forma di pioggia fitta e nebulizzata, nebbia intensa, rugiada del mattino, neve che di notte si trasforma in ghiaccio, vento caldo del deserto o freddissimo di tramontana a cui ci si allinea preparando le piante all’urto meteorologico, necessario per la vita dei vigneti e degli uliveti.

Sul territorio andrebbe orientato lo sguardo di politici, economisti, sviluppatori di un mondo migliore

Strade di “vita” ricche di storie di uomini dedicati totalmente alla “terra”, alla coltivazione di essa, tutrici silenziose di un patrimonio inestimabile, che alimenta l’economia dell’intera regione a cui andrebbe orientato il nostro sguardo di politici, economisti, sviluppatori, progettisti di un mondo migliore; qui le nuove generazioni non sono presenti e qui andrebbe effettuato un lavoro serio, attento, meticoloso, riconoscendo a questi territori e a queste strade l’alto valore economico e sociale che, dai fianchi delle colline sino al mare, attraverso una fitta rete, diffondono, donando ricchezza “vera” che sostanzia la vita umana di una comunità, di un borgo, di un comune, nella continuità ciclica della natura, nel rispetto dell’agricoltura e nell’attenzione ad una delle più grandi risorse economiche  agroalimentari, poggiata sulla rete delle fragili e fitte strade della campagna di Puglia.

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