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Le Regioni si confrontano sulle aree ecologicamente attrezzate

Istituire un registro delle aree produttive ecologicamente attrezzate (APEA) in modo da fornire informazioni chiare e univoche a operatori economici e cittadini ed attraverso il quale conoscere in maniera semplice e immediata l’offerta di servizi e infrastrutture eco-innovative disponibili nelle aree.

E’ una delle proposte emerse dalla giornata di studi nell’ambito del progetto Eta Beta (Environmental Technologies Adopted by small Businesses operating in EnTrepreneurial Areas), finanziato dal Programma Life. Vi hanno preso parte rappresentanti delle Regioni Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sardegna e Toscana e sono intervenuti esponenti di enti locali, agenzie di sviluppo e soggetti gestori di aree produttive.

Le aree industriali impegnate in un percorso di qualificazione APEA (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate) sono in Italia più di 80 per una superficie complessiva di quasi 10mila ettari. La crisi finanziaria ha impattato negativamente anche su questo tipo di ambiti produttivi. Per questo si è inteso aprire un tavolo per raccogliere proposte ed idee.

Le semplificazioni per le imprese insediate (ad esempio autorizzazioni allo scarico idrico, procedimenti per la gestione dei rifiuti) rappresentano l’altro grande tema che è stato affrontato e costituisce una sfida per agevolare le attività delle imprese, mantenendo il necessario livello di tutela per l’ambiente. Anche sotto questo aspetto le regioni hanno manifestato unità di intenti, dal momento che la presenza di un gestore unitario delle reti e dei servizi conferisce caratteristiche idonee all’ideazione di snellimenti burocratici per le imprese.

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