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Le periferie nei programmi delle comunali 2011

Sono voti non periferici quelli di questi giorni in grandi Comuni come Milano, Torino, Napoli e Bologna. Stanno al centro della chiacchiera politica e dell’informazione mediatica del botta-risposta tv (e giudiziario). Nove gli aspiranti sindaco nel capoluogo lombardo, tra i favoriti l’uscente Letizia Moratti e Giuliano Pisapia. Dodici a Torino, con Piero Fassino e Michele Coppola in testa al toto-voto. Dieci i nomi di Napoli, tra cui Mario Morcone e Gianni Lettieri. E infine 9 aspiranti al titolo di primo cittadino nella dotta, grassa e non si sa se rossa Bologna, con Virginio Merola sfidato da Manes Bernardini. Un peccato non chiamare all’appello tutta la quarantina di candidati, peggio non saperne i programmi. Ci siamo chiesti, in tema di periferie, cosa ne pensassero. E questo è quello che ci ha risposto la rete che, instancabile, ha raccolto profluvi di intenti che andranno al voto e, si spera poi, al controllo attivo di elettori e non.

Letizia Moratti e Giuliano Pisapia

Da Milano a Torino – «Nei primi cento giorni da Sindaco, ridarò dignità alle periferie», parola di Giuliano Pisapia. Che parla di «piazze belle, ma abbandonate, luoghi che potrebbero diventare centri di socialità, e quindi presidi di sicurezza, invece simboli del degrado». Promette manutenzione, case vivibili e servizi adeguati, compresa una casa dei diritti che diventi spazio di coesione sociale e, prosegue nei bisogni di: «incentivare il decoro urbano, rimettere in sesto le case Aler e quelle del Comune, collegare la periferia al centro con piste ciclabili vere, non spezzoni sparsi: tutte cose che vanno fatte in tempi rapidi». Risponde Letizia Moratti, citando Quarto Oggiaro con la riqualificazione di villa Schleiber, il distretto del commercio urbano al Giambellino e la riqualificazione della Chiesa al centro di Baggio: «Abbiamo investito molto nelle periferie, privilegiandole nella collocazione di nuovo verde rispetto al centro». L’impegno è per altri centri anziani, asili nido e biblioteche, come nell’asfaltatura delle strade.

Periferie da “riconquistare”, questo il verbo, anche quelle torinesi di Piero Fassino. L’ex ministro punta su più verde, nuova metro, parcheggi interrati e altre trasformazioni urbanistiche cui destinare risorse. Un freno agli eventi in centro che vanno delocalizzati e sicurezza agli abitanti di San Salvario e non solo, di contro sono i must per Michele Coppola, che sdogana la colpa di avere una macchina e usarla, citando «la percorribilità delle strade come un fattore di competitività».

All’ombra del Vesuvio –“Ripartire dalle periferie” è invece lo slogan usato da Mario Marcone che si ripropone di affrontare subito la situazione degli alloggi comunali nelle periferie come Scampia e, anche da Twitter assicura, «ogni mese un tavolo con tutte e dieci le Municipalità napoletane». Per Gianni Lettieri si tratta di “rilancio”, grazie ad un piano anti-degrado, investimenti per aumentare le aree verdi e rifacimento del manto stradale.

Bologna la dotta – Cultura come fonte di coesione e inclusione sociale è infine il motto di Virginio Merola, che abbandona la dialettica delle periferie in favore dei “nuovi centri” e gioca la carta della tecnologia, con l’installazione di 30 antenne per la creazione di una “nuvola Wi-Fi gratuita” su Bologna. Ribatte Manes Bernardini, dal lato delle infrastrutture viarie tradizionali, con un piano straordinario a lungo termine per il rifacimento di strade e marciapiedi e illuminazione pubblica.

Veduta panoramica di Bologna

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