“Le foreste non sono energia verde”

L’appello di 130 associazioni che hanno raccolto 200mila firme consegnate a Timmermans contro lo sfruttamento delle foreste nell’ottica della sostenibilità

 

Sono state raccolte 200mila firme di cittadini europei per chiedere di eliminare le biomasse forestali dalla Direttiva europea sulle Energie rinnovabili (RED). La petizione è stata realizzata da Forest Defenders Allaince – FDA, network di 130 associazioni nazionali e internazionali presenti in Europa e Stati terzi, e Bird Life Europa, ed è stata consegnata a Bruxelles all’Ufficio del Vice Presidente della Commissione europea Frans Timmermans. L’idea è di tutelare le biomasse forestali, evitando l’uso incontrollato di legname nell’ottica della sostenibilità. Tutto ciò è stato fatto in quanto la legge è attualmente in revisione.

In Italia, un appello è stato rivolto da Green Impact e GUFI – Gruppo Unitario per le Foreste Italiane (membri del Network FDA) insieme alla Lipu, partner italiano di Bird Life Europe, al ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani per promuovere una vera politica “ecologica” che protegga le foreste: bruciarle, infatti, è causa di rilascio di CO2 in atmosfera e il sovra-sfruttamento forestale mette a rischio la biodiversità già in drammatico declino.

I cittadini europei pagano oltre 6 miliardi all’anno in sussidi alla combustione di legno, spacciata come soluzione energetica rinnovabile. È tempo di invertire la rotta: ora i 200mila cittadini che hanno sottoscritto la petizione dicono basta, gli alberi non sono legna da bruciare. La politica europea sta causando l’aumento del disboscamento delle foreste in Europa e nei Paesi terzi, e conseguentemente le relative emissioni di gas a effetto serra, promuovendo in modo fuorviante l’incenerimento del legno come se fosse energia rinnovabile a “zero emissioni di CO2”.

La petizione consegnata al Vicepresidente Timmermans chiede, quindi, anche ai politici europei e ai singoli Stati, di: eliminare i sussidi e gli incentivi all’utilizzo di biomasse forestali per la produzione di energia e di impiegare i fondi per incentivare il risparmio energetico e le fonti energetiche realmente pulite; eliminare l’energia generata dalla combustione di biomasse forestali tra quelle che ci avvicinano agli obiettivi sulle fonti rinnovabili e il contrasto ai cambiamenti climatici dalla Direttiva Europea sulle Energie Rinnovabili (RED); dare assoluta priorità alla protezione e alla conservazione delle foreste e della biodiversità.

Le 200mila firme sono state raccolte nell’arco di pochi mesi, con la collaborazione della piattaforma We Move e le organizzazioni NRDC (Natural Resources Defense Council) e Rettetden Regenwald.

Non conforta il mero aumento della superficie forestale in Italia, (da non confondere con lo stato delle foreste) negli ultimi decenni legata allo spopolamento della montagna e delle aree rurali. Si tratta soprattutto di boschi giovani di recente formazione, poveri nella componente vegetale e animale. Gli ecosistemi forestali, infatti, sono ambienti tridimensionali e andrebbero misurati in volume di biomassa presente e non solo per superficie, nonché in termini di ricchezza floro-faunistica, diversità e presenza di alberi di differenti età. In Italia le utilizzazioni forestali negli ultimi 15 anni sono aumentate di circa il 70%, ed è quindi già in atto un incremento delle utilizzazioni forestali grazie agli incentivi economici: tutto questo, insieme alle importazioni di pellet che raggiungono 85%, desta notevole preoccupazione per il futuro dei boschi Italiani e esteri.

La gestione forestale deve quindi avere come obiettivo principale la tutela dei boschi, promuovendo una gestione a fustaia realmente sostenibile e che consenta alla foresta di conservarsi pur fornendo all’uomo i materiali necessari. L’Italia, inoltre, importa ingenti quantità di semilavorati da opera, perché i boschi italiani, eccessivamente sfruttati e troppo giovani, non possono fornire sufficiente legname di qualità.

È inoltre fondamentale lasciare una percentuale rilevante del patrimonio boschivo alla libera evoluzione naturale, proteggendo in particolar modo le poche foreste vetuste rimanenti e fermando lo sfruttamento del patrimonio boschivo italiano ed europeo.

Le associazioni, sostenute dalla petizione dei cittadini, chiedono quindi che l’uso delle biomasse forestali debba essere limitato agli usi domestici e con materiale proveniente da scarti della lavorazione del legno, potature e frazione combustibile dei rifiuti, separati attraverso una corretta raccolta differenziata.

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