Le fonti pulite in Puglia. Il dossier di Legambiente

La sfida è di quelle più ambiziose: raggiungere nel 2020 gli obiettivi europei di contributo di fonti rinnovabili e di uscita dalle fonti fossili. L’Italia può accettare questa sfida? È nelle condizioni di farlo? E la Puglia, in particolare? A queste domande risponde Legambiente, con “La mappatura delle fonti pulite nel territorio italiano”, un dettagliato dossier sui Comuni Rinnovabili 2011 (clicca per scaricare il dossier completo). Nel 94% dei comuni italiani sono installati impianti da fonti rinnovabili. Sono, infatti, 7.661 i municipi che ospitano almeno un impianto di energia rinnovabile. Dal dossier emerge che la Puglia può vantare 532,3 MW di fotovoltaico, 1.287,19 MW di eolico e 139 MW di biomasse.

Un impianto fotovoltaico a terra

In Puglia il fotovoltaico si impone con 805 impianti a terra per un totale di 518,6 MW, mentre le coperture sono 9.138 per un totale di 105,4 MW. In testa alla graduatoria stilata da Legambiente per il fotovoltaico, abbiamo Cellino San Marco (BR), terza tra i primi cinquanta comuni italiani con più ampia diffusione di pannelli, con 6.273,87 kW/1000 abitanti e caratterizzato da due grandi impianti a terra e da 19 impianti su tetti o coperture. Poggiorsini (BA) è al 13° posto, con 2.708,99, Scorrano (LE) al 17° con 1.881,02, Soleto (LE) al 20° con 1756,51 kW/1000. Al 41° c’è Turi (BA), al 46° San Cassiano (LE) e al 50° Castellaneta (TA). Nella top ten dei comuni con maggiori MW installati, invece, Cellino San Marco si piazza anche qui al 3° posto con 42,7 MW, Mesagne (BR) è al 7° con 23,4 e Brindisi al 10° con 20,3. “Una spinta alla diffusione del fotovoltaico – dice Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – è importante che venga anche dall’integrazione in edilizia e in particolare laddove è più semplice, ossia nei nuovi interventi edilizi”. “Le applicazioni più interessanti del fotovoltaico sono quelle che guardano alla più efficace integrazione nel territorio e come risposta ai fabbisogni energetici: dai grandi ai piccoli impianti, dalle case all’installazione in aree dismesse delle città, alle coperture di complessi produttivi e parcheggi – continua Tarantini -. A Foggia, ad esempio, si è intervenuti su 6 scuole con impianti fotovoltaici della potenza di 20 kW”.

Il parco eolico di Sant'Agata di Puglia

Per quanto riguarda l’eolico, sono 5.758 i MW eolici installati in 374 comuni italiani. I comuni con il più alto numero di MW installati si concentrano in Puglia. Quello che risulta avere la maggiore potenza installata è il comune di Troia, in Provincia di Foggia, con 171,9 MW come lo scorso anno, seguito dal comune di Minervino Murge (BAT) con 116,5 MW. È interessante notare come in molti casi in un solo anno ci siano stati incrementi importanti, come nel caso di Rocchetta Sant’Antonio che da 55,1 MW è passato a 89 MW. Pietramontecorvino vanta 75,7 MW installati, Roseto Valfortore 71,8 MW, Sant’Agata di Puglia 67,3 MW, Faeto 64,4 MW, Alberona 63,8 MW, Ascoli Satriano 61,8 MW, Ordona 60 MW, Ruffano 44 MW, Serracapriola 42 MW. Grazie a queste installazioni sono duecentoventuno i comuni che possiamo definire autosufficienti dal punto di vista elettrico, in grado, cioè, di produrre più energia elettrica di quella necessaria alle famiglie residenti. Questi risultati si trovano sia in piccoli comuni come Faeto, sia in altri come Troia con 7.485 abitanti e Minervino Murge con 11.021 abitanti. Sono invece nove i comuni 100% elettrici con più di 20 mila abitanti, tra cui Lecce con 36 MW.

Il Rapporto 2011 di Legambiente mette in evidenza lo sviluppo del mini eolico, cioè le torri di potenza fino a 200 kW. Tra i primi 20 comuni per potenza installata, la prima posizione è occupata dal comune di Lizzano (TA) con più impianti dislocati sul territorio comunale per 180 kW. Terzo posto per Crispiano (TA) con 120 kW. Nella classifica figurano anche Palo del Colle (BA) con 80 kW, Torricella (TA), San Donato di Lecce (LE), Calimera (LE), Laterza (TA) e Noci (BA) con 60kW. Un esempio di quanto alcune polemiche contro gli impianti eolici siano strumentali è invece il parco eolico di Poggio Imperiale (FG), dove quindici turbine da 2 MW ciascuna sono state installate in un’area pianeggiante accanto all’autostrada e alla linea ferroviaria adriatica. Un tipico intervento perfettamente integrato nel paesaggio che purtroppo ha intorno enormi sbancamenti del terreno realizzati per aprire cave.

Sono, invece, 474 i comuni in cui è installato almeno un impianto a biogas per usi elettrici. Tra i primi 20 comuni per potenza installata figura Monopoli, in provincia di Bari, con 12 MW, mentre sono 164 i comuni che teoricamente si possono definire autosufficienti dal punto di vista elettrico grazie al biogas.

Un impianto termico solare

“La Puglia dimostra di saper crescere, ma occorre pensare alla diffusione del solare termico, ancora poco attivo, e a forme di integrazione delle energie alternative nel paesaggio, oltre che alla spinta dell’efficienza attraverso incentivi – aggiunge Tarantini -. In vista del referendum abrogativo previsto per il 12 giugno prossimo, dobbiamo far capire alle Amministrazioni e ai cittadini che le alternative, rispetto al 1987, nello sviluppo energetico ci sono: non esiste un altro scenario energetico che, come le rinnovabili, possa garantire riduzioni delle importazioni dall’estero, delle emissioni di CO2 e della bolletta energetica, oltre che alla creazione di numerosi posti di lavoro.”

“Il dossier presentato oggi a Roma – conclude il presidente di Legambiente Puglia -, dimostra che le energie pulite sono la migliore soluzione per allontanarci dalla follia del nucleare”.

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