Una donnina tutta d’un pezzo, Sister Sylvia: non le daresti i suoi 38 anni ma soprattutto non la faresti imprenditrice, lei suora Domenicana Missionaria del Rosario, a capo di una cooperativa di 500 donne in una realtà difficile come l’estrema periferia della città indiana di Ahmedabad, la baraccopoli di Gomtipur. «Sono entrata in convento a 18 anni e, dopo la laurea in economia, lavoro con Sister Lucia alla gestione manageriale del St. Mary’s Mahila Shikshan Kendra». St. Mary’s, organizzazione no profit, è nata nel 1970 ma l’opera delle Suore Domenicane del Santissimo Rosario nel territorio risale agli anni Cinquanta. «Grazie alla St.Mary’s – racconta Sister Sylvia – tante donne hanno trovato nel ricamo e nella tessitura non un passatempo, ma un vero e proprio lavoro. Ora possono contribuire al reddito familiare, cosa non da poco in una società, come quella indiana, nella quale si tende ancora oggi a “selezionare” i figli maschi e a vedere come un peso la nascita di figlie femmine». L’obiettivo è quello di dare la massima occupazione e un giusto salario a più donne per quanto possibile, per ripristinare un legittimo posto della donna nella società. «Noi insegniamo il mestiere del ricamo – dice la suora – al di là delle appartenenze religiose delle donne che vengono alla St.Mary’s. Non importa se la cooperativa non ha alcun riconoscimento legale da parte del governo – continua Sister Sylvia – A noi interessa creare un legame che vada oltre il business, prendere coscienza delle culture diverse che s’incontrano e apprezzarne le diversità».
I piccoli capolavori di St.Mary sono commercializzati in Europa, nord America, Giappone, Australia e Nuova Zelanda, esclusivamente attraverso i canali del fair trade, il commercio equosolidale. Oltre a garantire alle donne economicamente e socialmente svantaggiate una fonte di reddito, St. Mary’s svolge attività di formazione, assistenza socio-sanitaria, aiuto nell’accesso al credito. Prima di lasciarci, sister Sylvia indica, sulla cartina dell’India che ha con sé, lo Stato di Karnataka. «Io vengo da qui, dal sud dell’India» ci tiene a precisare sorridendo. Per ricordare quanta strada può fare una piccola grande donna assieme ad altre donne. Eppoi si sa; le donne reggono il mondo.


