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Le dame pugliesi sono ora Le Belle Statuine

La tradizione non passa di moda. Rivisitata per mezzo di linee moderne si trasforma, diventa ancora più interessante e acquista inevitabilmente un fascino particolare. L’ambiente poi è perfetto: una Puglia d’altri tempi popolata da personaggi la cui memoria ci riporta indietro “a sapori” e consuetudini legate alla sfera contadina e ai suoi raccolti stagionali. Ma è anche ricordo storico d’insediamenti ad opera di famiglie nobili e di proprietari terrieri di cui il nostro territorio era disseminato. Uno stimolo culturale che obbliga a forgiare con le mani e rileggere la storia in modo alternativo, un vero e proprio recupero di un’arte, quella artigiana, rivalutata ora in chiave più vicina ai gusti dell’attuale design. Eleganti, sinuose , quasi strizzate negli abiti carichi di rifiniture e broccati, si presentano così Le Statuine di Marinetta Di Ciaula, artista romana con una forte passione per la creatività ereditata dal padre e alimentata nel suo dna targato, per natali, made in Puglia. Materiali altrettanto originali: l’attenzione è posta su semplici elementi che poi costituiscono la struttura dei corpi delle opere; sono bottiglie (di varia grandezza), strutture in ferro, cartapesta e scheletri di vecchie lampade su cui poi montare lentamente – e volutamente- l’anima e soprattutto lo spirito delle sue dame (tutte con un preciso carattere). Sola eccezione qualche figura maschile. Donne sensuali «le cui rotondità – spiega Marinetta Di Ciaula- sono dettate dalla stessa forma della bottiglia che in fondo richiama perfettamente il corpo femminile». Ma senza volto. Questa l’originalità. Così come sono originali i materiali usati, tutti di riciclo e legati alla terra, come la creta, base per poi inserire il disegno delle passamanerie recuperate esclusivamente girando per mercatini italiani ed esteri, merletti ritrovati in casa necessari a Marinetta Di Ciula per la sua continua ricerca di preziosi quanto studiati dettagli.

Il lavoro si definisce meglio unendo una serie di diverse perline che formano piccoli bijoux e completano l’outfit scelto degli abiti dipinti a mano. In più quando si passa alla stesura del colore, la cromaticità gioca sull’effetto visivo: le rifiniture, le sottogonne degli abiti sono pezzi unici, dai contrasti vivaci, decisi e netti. Nuances e stili diversi nell’invenzione degli accostamenti: c’è il giallo del sole della nostra terra, il verde della macchia mediterranea e quell’azzurro intenso che caratterizza le giornate estive e il mare del sud. Precisi elementi che Marinetta Di Ciaula sceglie ogni volta con meticolosità, mai fuori posto – seppur apparentemente può sembrare- anche quando se si tratta di inserire nelle sue opere piccole anfore in terracotta di Grottaglie. Che siglano la serie dedicata alle lavoratrici dei campi e diventano nel 2000 divertenti femmes fatales dando nuova lettura alla tradizione pugliese. Così perfette, Le Belle Statuine da prestarsi come lampade surreali, a pois blu o rosso fuoco, creazioni attualizzate di magiche coppie di re e regine, di dame e signorotti nate improvvisando la commistione di altri materiali suggeriti, come al solito, da soluzioni impreviste. Un valore aggiunto, infine, il confronto con le competenze professionali “rubate” da veri artigiani con i quali è stata costituita l’Associazione culturale Tre Archi con sede a Roma. Info: marinetta.diciaula@libero.it 

 

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