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Le cinquanta lune sulla masseria

 E’ un vero e proprio scrigno di tradizioni, usanze, cultura, cibi e tanto altro ancora La masseria delle cinquanta lune, il romanzo di Piero Fabris (Progedit), che indaga radici più profonde delle terre di Puglia. La masseria è quella di Pietraluna, situata in un pezzo di Murgia dai contorni indefiniti, ma che risalta nettissima come emblema della regione, per il cultore dell’indagine sui territori,a causa della sua conformazione tipica di masseria pugliese; lì tornerà Nisio, il protagonista in cerca di se stesso e di una identità persa dopo l’allontanamento da Pietraluna e lì troveranno spiegazione i tanti simboli al limite del magico che rendono la Puglia un unicum nel panorama etnologico nazionale.

L’autore, coltissimo, inserisce a piene mani nel suo romanzo tutte le sue conoscenze: dai suoi personaggi veniamo a conoscenza dei tanti intellettuali che soprattutto lo scorso secolo hanno movimentato il panorama culturale italiano; dei metodi di coltivazione della vite a seconda delle zone della Puglia; veniamo sapere perchè i muretti a secco si costruiscono in una certa maniera e quale inestimabile patrimonio archeologico custodiscono le pietre riarse della Murgia. Ma soprattutto il libro è un vero e proprio trattato di etnologia in chiave letteraria. Qui tutti sono custodi di una parte dell’essenza della Puglia, pastori, contadini, intellettuali, nobili, giovani, anziani, uomini e donne.

Le diverse anime della Puglia sono tutte presenti nel libro e sono rappresentate da personaggi femminili: c’è l’anima della Puglia colta ed è Donna Fulvia, che come il barone Cosimo Piovasco di Rondò di calviniana memoria, pur non muovendosi dal suo regno/prigione della masseria di Pietraluna intrattiene rapporti perlopiù epistolari con tutta l’intellighenzia della regione sparsa per il mondo in un arco di tempo che copre oltre mezzo secolo; c’è l’anima della Puglia ancestrale ed è quella di Rosaria, la moglie del fattore che racchiude in sè superstizioni, tradizioni del buon tempo andato (i cibi da mangiare in determinati periodi dell’anno, i gesti da compiere contro il malocchio); c’è l’anima della Puglia inquieta ed è Luisa, vera protagonista del romanzo, donna in bilico tra un passato ancestrale e mitico e il nuovo che si incarna negli artisti come Pino Pascali; c’è l’anima della Puglia che guarda al nuovo ed è Marinella, amica d’infanzia del protagonista, la donna incinta che nella scena finale del romanzo libera i mobili della masseria dai teli che li ricoprivano e apre le finestre, a significare il non restare chiusi nei propri ricordi.

E’ un libro, questo, che consigliamo a chi voglia conoscere la Puglia in tutti i suoi aspetti e avere con questa regione un approccio “fatato”, un libro che va letto da chi è disposto da lasciarsi ammaliare non solo dal suono della taranta ,ma anche dai paesaggi brulli o rigogliosi, dalle pietre e dai sapori di Puglia.

Piero Fabris, La masseria delle cinquanta lune, Progedit, 2012, pagg198, € 20,00

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