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L’atelier eco-sostenibile in chiave vintage

Vivono due volte.” In-Effetti” …. meritano davvero attenzione. Un’altra idea originale, che non ha timore di rompere i soliti schemi, gioca proprio sugli “effetti personali”, legati a tendenze e moda, ma in questo caso offre loro una nuova opportunità. La curiosità va alimentata. Operazione questa condotta senza indugio da due trentenni pugliesi che hanno partecipato, vincendo, al bando di concorso Principi Attivi del 2010.
Felicia Chimenti e Gabriele Bottone hanno dato vita all’atelier eco-sostenibile “In-Effetti”, a Bari “

Un concept in atto da ben sette anni, senza essere fino ad oggi troppo ufficializzato, molti dei quali trascorsi sul “campo” girando, così come con orgoglio ammette Felicia Chimenti, «per strada, con la mia bancarella partecipando a fiere ed eventi di ogni tipo». Risultato di questo lungo lavoro, il punto vendita inaugurato in centro a Bari i primi di maggio in via Cognetti. Un angolo quasi surreale dove perdersi tra le miracolose trasformazioni che nessuno immagina, eppure sono sotto lo sguardo di tutti quotidianamente. Con la Chimenti partecipa anche Gabriele Bottone, valida mano per la ricerca di stoffe, materiali di ogni tipo e necessaria nei contatti per l’organizzazione, anche man forte ai molti eventi a carattere nazionale come l’ultimo svoltosi a Milano Fa’ la cosa giusta, dove hanno esposto. Insomma il filo rosso che accompagna la progettualità di In-Effetti è l’amore per il vintage, l’arte in senso assoluto e più ampio unita di pari passo alla convinzione che al giorno d’oggi nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si ricicla e lo si può fare con estremo gusto. In fondo è come comporre le tessere di un puzzle in quest’avventura a metà tra glamour ed eco-sostenibilità. 

Il materiale di scarto torna a nuova vita: l'idea è stata premiata dal concorso Principi Attivi

Tramite una buona dose di follia, di quella sana, si riesce così a rendere produttivo il riciclo ed il riutilizzo di materiali di scarto ridando vita a stoffe o, come già detto, cravatte vintage (alcune delle quali ovviamente fuori produzione e rarissime) attraverso la creazione di un’impresa giovanile d’artigianato, entusiasta della sua energia ed incentrata nella creazione di accessori e abbigliamento da uomo e donna.

La news è l’apertura di una sezione per bambini. «L’atelier vuol essere anche un punto d’incontro per idee sostenibili – precisano Felicia Chimenti e Gabriele Bottone- un laboratorio dove utilizzare stoffe e altro che probabilmente andrebbero in discarica in modalità “indifferenziato”. Noi abbiamo pensato che vecchie cravatte possono diventare così un paio di bretelle trendy o una collana dal gusto retrò. Come? E’ il nostro piccolo segreto. Ed in realtà – proseguono i ragazzi- unitamente alla creazione di questa opportunità lavorativa, vorremmo che il nostro spazio fosse anche il luogo elettivo di un’azione di sensibilizzazione al problema smaltimento rifiuti proprio attraverso la diffusione della conoscenza dei principi di sostenibilità ambientale necessari alla comprensione del ciclo dei rifiuti, della loro raccolta e del loro riciclo e riutilizzo».

Il materiale di scarto torna a nuova vita: l'idea è stata premiata dal concorso Principi Attivi

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