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L’Appartamento Foggiano, il senso tragicomico di una città “perfettibile”

Un trasmissione radiofonica, un web-reality ed alcuni spot pubblicità progresso. Ogni mezzo è buono per diffondere la “lieta novella” de L’Appartamento Foggiano, fenomeno tutto locale che strizza l’occhio al successo cinematografico del 2002, L’appartamento spagnolo, sensibilizzando giovani e meno giovani alla cittadinanza attiva con l’arma della leggerezza e dell’ironia. Riscuotendo successi ed ammirazione bipartisan. Tre anonimi inquilini (non vengono mai inquadrati in volto per conservare l’atmosfera radiofonica delle origini) condividono un appartamento, un caffé pomeridiano e tutte le problematiche di una città come Foggia, dai tanti pregi ed altrettanti difetti. Discutono con sincerità ed ironia su tutto, dalla cronaca all’attualità, dall’economia alla politica e sono stati tanti gli ospiti che hanno bussato alla loro porta. Perfino il primo cittadino, Gianni Mongelli.

Le riprese di uno spot realizzato da "L'Appartamento foggiano"

L’idea de L’Appartamento Foggiano nasce un paio di anni fa, in radio: una puntata a settimana per raccontare la vita a Foggia, in maniera leggera ma diretta. La trasmissione radiofonica è stata poi “adottata” dal web, diventando una sorta di reality. «Online la trasmissione ha un bel seguito – spiegano da L’Appartamento Foggiano – finora all’attivo abbiamo 17 puntate ufficiali, 4 pubblicità progresso e due “speciali”: uno sulla manifestazione “Sporchiamoci le mani” e uno sul Forum dei Giovani. Le prime vere attestazioni di apprezzamento sono arrivate con gli spot progresso “Chi vuol essere incivile”, “Differenziamoci” e “Mobilità sostenibile, questa sconosciuta”, con testimonial d’eccezione i componenti della band locale “Tavola 28”. Gli spot hanno avuto una rapidissima diffusione tra tv locali e portali internet: è cresciuto il livello di sensibilità nei cittadini e forse questo, oggi, fa notizia».

Dalla teoria alla pratica, in questo caso, il passo è breve grazie alla promozione attiva e partecipata di eventi come “Sporchiamoci le mani”, un esercito bianco munito di guanti e sacchi della spazzatura pronti a ripulire l’area di Parco San Felice, dove le sere d’estate si riversa mezza città. «Nelle previsioni più rosee ci aspettavamo una ventina di persone e invece eravamo più di cento. Abbiamo raccolto vetro, lattine e plastica in buste separate che abbiamo posizionato nei punti di raccolta differenziata. Nel frattempo abbiamo cercato il dialogo con i ragazzi che frequentano il parco cittadino, cercando di sensibilizzare loro alla causa per cui eravamo li. Molti ragazzi hanno prestato attenzione ai cittadini differenti e alcuni di loro si sono uniti alla pulizia del parco. Il giorno dopo, Parco San Felice aveva un’altra faccia». L’obiettivo, insomma, è promuovere una sorta di mutazione (o sarebbe il caso di dire evoluzione?) del foggiano-medio: da indifferente a differente, proprio come il brand che gli inquilini promuovono in terra dauna. «Il foggiano differente è il cittadino differente. E’ quello che non butta la carta a terra, non parcheggia sulle discese per i disabili, denuncia incendi, furti e soprusi e cerca di fare la differenziata… Insomma è una persona civile e tutti possono esserlo. Se ognuno dei “differenti” riuscisse a convincere almeno un altro cittadino a esserlo… sarebbe una bella reazione a catena!»

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