Oggi la Cantina Lantieri produce 120.000 bottiglie di Franciacorta DOCG e 40.000 di Curtefranca rosso e bianco su un terreno vitato di circa 20 ettari, interamente coltivati dalla famiglia. Nella mission dell’azienda anche la tutela dell’ambiente. Fabio Lantieri, giovane patron dell’azienda vinicola, risponde alla nostre domande anche su questo aspetto.
La Cantina Lantieri ha una storia secolare, ce la può raccontare?
«I Lantieri di Paratico, una nobile famiglia bresciana, hanno radici in Franciacorta da più di mille anni. Casa Lantieri era già nota nel ‘500quando i miei gli avi servivano il “Rubino di Corte Franca” alla corte dei Gonzaga di Mantova. Nel ‘900 la produzione di vino si era un po’ perduta, ma mio padre negli anni ’70 riprese a fare vino seriamente e nel 1974 è nato il primo spumante Franciacorta usando la procedura della fermentazione in bottiglia.
Attualmente il complesso aziendale di Capriolo comprende la struttura storica, con le vecchie cantine seicentesche, e quella moderna, dove avvengono tutte le fasi della vinificazione».
Quali interventi avete effettuato a salvaguardia dell’ambiente e per il risparmio energetico?
«L’azienda agricola Lantieri è stata tra le prime realtà a livello nazionale ad aderire al progetto Ita.Ca (Italian Wine Carbon Calculator), il primo calcolatore italiano, condiviso a livello internazionale, per misurare le emissioni di CO2 in atmosfera, realizzato dallo Studio Agronomico Sata e dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Milano.
Il nostro bilancio ambientale o impronta carbonica, dimostra che la nostra attività di viticoltori sottrae dall’atmosfera, quasi 250 tonnellate/anno di anidride carbonica: quasi il doppio di quanto emettiamo per giungere alla bottiglia finita. Un impianto fotovoltaico da 25 kW ci consente un approvvigionamento del 40% dell’energia elettrica necessaria in cantina;le bottiglie sono diventate più leggere di 60 gr.
In pratica, 1Kg di anidride carbonica in meno nell’atmosfera per ogni bottiglia Franciacorta Lantieri DOCG. Ultimamente ci siamo anche dotati di cisterne per la raccolta di acqua piovana che potrà essere reimpiegata per alcune operazioni di lavaggio pavimenti, macchinari, bottiglie esterne e per i trattamenti antiparassitari, oltre naturalmente per la manutenzione dei giardini».
Per quanto riguarda la produzione biologica come vi state muovendo?
«Il passaggio alla produzione biologica è iniziato formalmente ora, anche se da alcuni anni abbiamo eliminato ogni intervento di diserbo; usiamo solo concimazione organica con stallatico, con conseguente eliminazione totale di concimazione chimica. In vigna sono stati inoltre effettuati tutti gli interventi di difesa antiparassitaria programmando le operazioni in modo da limitare al minimo i passaggi con mezzi meccanici inquinanti e massimizzando l’uso di prodotti naturali per la difesa contro i parassiti».


