Input your search keywords and press Enter.

Land grabbing: Italia in Africa per biocarburante

Scoppia la rivolta a Fanaye, comunità rurale a 150 km da Saint Louis, nel nord del Senegal. Il 26 ottobre i cittadini hanno dato il via alla protesta, per opporsi alla decisione del Consiglio della Comunità Rurale che ha concesso 20mila ettari di terra all’italiana “Senathol Abe Italia”. La società andrà ad utilizzare quella superficie per realizzare un progetto di produzione di biocarburante attraverso la trasformazione della patata dolce. Gli scontri hanno provocato la morte di 3 persone e il ferimento di altre 21. Il Collettivo per la Difesa delle Terre di Fanaye sottolinea i danni dell’avvio del progetto: lo spostamento forzato di numerosi villaggi, la distruzione di migliaia di ettari di foresta, la perdita di una grande quantità di bestiame, la profanazione di un cimitero e di una moschea, oltre alla perdita del lavoro per gli agricoltori e gli allevatori residenti nella zona interessata. I 20mila ettari di terreno contesi rappresentano una superficie coltivabile ma anche di passaggio per il bestiame. «Nell’immediato invitiamo tutte le parti coinvolte alla calma e chiediamo alle autorità locali di sospendere formalmente il progetto di biocarburante avviato da una società italiana. In un secondo momento devono essere aperti negoziati seri, che coinvolgano le popolazioni direttamente interessate per trovare soluzioni adeguate e rispettose dei diritti umani». Questo intanto l’appello di Fatou Kama Marone, direttrice esecutiva dell’organizzazione per la difesa dei diritti umani ‘Rencontre africaine des droits de l’homme’ (Radho).

Print Friendly, PDF & Email