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L’amianto uccide i nascituri in grembo alla mamma

Le fibre di amianto si trasferiscono dalla mamma negli organi dei nascituri. I primi studi in questo campo risalgono, ormai, a venti anni fa: “Haque AK, Mancuso MG, Williams MG, Dodson RF. Asbestos in organs and placenta of five stillborn infants suggests transplacental transfer – L’amianto in organi e placenta di cinque bambini nati morti suggerisce il trasferimento transplacentare –  Environ. Res. 1992; 58: 163–175”.

Dallo studio degli esami autoptici – ripresi poi anche nel 1996 e nel 1998 da altri scienziati – di polmoni, fegato e placenta di bambini in gestazione nati morti è risultato che fibre di amianto crisotilo di lunghezza media compresa tra 0,83 e 2,53 micron, sono state trovate nei tessuti di ciascun neonato in quantità che vanno 71.000 a 357.000 fibre/g di tessuto.

L’argomento sarà proposto dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto all’incontro dell’11 dicembre prossimo a Gela. Nel corso della conferenza nazionale che ha per tema “Gela città martire dell’amianto”: saranno presentati i dati sulla incidenza della mortalità e delle patologie asbesto correlate nella città di Gela e gli studi scientifici che dimostrano la capacità dell’amianto di determinare danni anche ai nascituri.

L’Avv. Bonanni proporrà la costituzione di una Commissione di Inchiesta Regionale perché si faccia piena luce sui motivi per i quali la CONTARP (Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione) INAIL Sicilia per il Petrolchimico di Gela come per altri siti ha formulato pareri in base ai quali l’esposizione qualificata all’amianto negli ambienti lavorativi sarebbe venuta meno alla data del 31 dicembre del ‘91 o al più alla data del 31 dicembre del ’92; invece, come dimostrato da sentenze del Tribunale del lavoro, l’esposizione qualificata è continuata anche fino al 2011.

All’incontro, che si tiene presso l’Aula Consiliare del Comune di Gela, sono stati invitati autorità istituzionali, enti previdenziali e le forze sociali della Sicilia, al fine di sollecitare sia l’attivazione della mappatura e della bonifica dei siti contaminati, sia la necessaria prevenzione e risarcimento dei danni per i lavoratori e i cittadini nei confronti di chi per decenni ha violato tutte le norme dello Stato con lesione per la salute pubblica e l’ambiente oltre che per i diritti soggettivi individuali.

Una specifica denuncia sarà, quindi, consegnata alla Procura della Repubblica di Gela.

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