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L’amianto si può e si deve sconfiggere. A Eternit(à) la parola agli esperti

Dopo lo spazio riservato alle performances artistiche, Eternit(à) lascia la parola agli esperti. Martedì 27 novembre, sempre nella cornice del Centro Polifunzionale dell’Università degli studi di Bari (ex Palazzo delle Poste), si discuterà sul mesotelioma pleurico, patologia connessa all’inalazione di fibre di amianto.

Dal mesotelioma non si può guarire ma si può curare: durante la sessione mattutina della conversazione, medici di fama internazionale e tecnici del settore ambientale e sanitario presenteranno un quadro completo degli interventi (siano essi di natura chirurgica o ambientale) praticabili per concorrere a un sostanziale miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti affetti da mesotelioma. Tra le personalità che interverranno al dibattito, i chirurghi toracici Bovolato degli Spedali civili di Brescia e Sardelli dell’ospedale San Paolo di Bari. Accanto a loro esperti oncologi come il professor Schittulli e il dottor Palmiotti o il professor Mutti del Gruppo Italiano Mesotelioma; e infine ancora i tecnici del settore sanitario ed ambientale, dall’assessore alla sanità della Regione Puglia, dottor Attolini, al direttore della ASL di Bari, dottor Colasanto e al direttore generale di ARPA Puglia professor Assennato, sino alla professoressa Musti responsabile del registro regionale dei mesoteliomi.

La sessione pomeridiana dell’incontro, sposterà la sua attenzione sull’inquinamento ambientale da amianto, cioè sulle azioni promosse da alcune comunità per estirparlo definitivamente dalla nostra quotidianità. Fondamentale sarà l’apporto delle esperienze maturate in altre città, prima fra tutte Casale Monferrato, in cui l’associazione dei familiari delle vittime dell’Eternit ha fatto la storia con la battaglia dei suoi cittadini riuscendo a sconfiggere, facendoli condannare, i responsabili dell’Eternit in un processo straordinario che ha attirato l’interesse del mondo intero.

 

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