L’ambiente sotto la tutela della Guardia di Finanza

Continua senza soste l’attività della Guardia di Finanza in Puglia. Due in particolare, gli interventi di maggior rilievo negli ultimi giorni.

Personale della Guardia di Finanza e delle Dogane ispeziona i container

Il primo, eseguito nel porto di Taranto, in collaborazione con funzionari dell’Ufficio delle Dogane. Risultato: 32 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi, stivati in un due container destinati in Egitto, sono stati sottoposti a sequestro, in seguito a controlli avvenuti a inizio del mese di aprile, finalizzati a contrastare il traffico illecito transfrontaliero di rifiuti pericolosi. Il materiale sequestrato, pneumatici consumati, parti di carrozzeria e di motori fuori uso di veicoli, insieme con altri rottami ferrosi proveniva da tre aziende di autodemolizione che operano a Taranto, Sava e San Donato di Lecce.

Da un attento controllo dei documenti di accompagnamento dei container, eseguito da personale della Dogana, è risultato che mancava il documento di trasporto previsto dalla normativa comunitaria proprio per i rifiuti speciali pericolosi destinati a un Paese fuori dai confini dell’UE. Documento che, come previsto dalla legge, è rispedito poi in Italia quando il carico giunge a destinazione. Secondo gli investigatori, i titolari delle tre aziende di autodemolizione non hanno dichiarato che i container trasportavano rifiuti pericolosi. Invece il materiale doveva essere sottoposto ai trattamenti preliminari di rigenerazione e di ricondizionamento prima di essere spedito; cioè le parti in gomma e in plastica dovevano essere separate dalle parti metalliche per poter essere poi riciclate. Un’operazione costosa che può essere eseguita solo da ditte specializzate.

I funzionari delle Dogane, tratti in inganno, hanno così compilato bollette doganali di esportazione “ideologicamente false”. Per questo motivo, i titolari delle tre aziende di autodemolizione sono stati denunziati all’Autorità Giudiziaria per i reati di cui agli articoli 48 e 483 del codice penale, cioè falso ideologico commesso da privato in atto pubblico, oltre che per violazioni alla normativa in materia di tutela ambientale.

Gli investigatori hanno fatto notare che è la prima volta che questo tipo di rifiuti è destinato in Egitto. Sequestri effettuati in precedenza avevano come destinazione i porti della Cina, uno solo porto del Nord Africa.

I militari della Guardia di Finanza mettono i sigilli alla discarica abusiva

L’altra operazione, invece è stata eseguita dai militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Gallipoli a Copertino, in provincia di Lecce, dove i militari hanno messo i sigilli a una’area di oltre 53mila metri quadrati. Sette lotti di terreno nella zona industriale di Copertino, acquistati per realizzare stabilimenti industriali, sono invece stati trasformati in discarica a cielo aperto, dove scaricare scarti di materiale da costruzione e demolizione di edifici, materiale ferroso, sansa derivante dalla molitura di olive, pneumatici, cacasse di elettrodomestici ecc.

Nove persone, tutte di Copertino, proprietarie dei terreni, sono state denunciate in stato di libertà, per violazione alle norme sulla tutela dell’ambiente, mentre i lotti sono stati sottoposti a sequestro.

In una delle aree sequestrate, sono presenti anche tre trulli ed un casolare in pietra viva e tufi realizzati senza permessi edilizi. La cosa grave, però, è che le opere esterne di copertura e i pavimenti delle costruzioni erano state realizzate con l’impiego di centinaia di traversine in legno, le stesse impiegate per la realizzazione di binari ferroviari, ora classificate come rifiuti pericolosi perché trattate con sostanze cancerogene ed altamente infiammabili come il “creosoto”, utilizzato per preservare il legno dalle aggressioni atmosferiche e dall’attacco di insetti e parassiti.

Il Comune di Copertino ha emesso una specifica ordinanza che obbliga gli stessi proprietari, a proprie spese, alla bonifica dei siti inquinati e al ripristino dell’intera area.

E per finire è proprio di queste ore un intervento delle Fiamme gialle a tutela della fauna ittica. Sequestrati circa 2000 ricci di mare pari a circa 120 kg; una persona è stata sottoposta a sanzione amministrativa per pesca di frodo.

Una pattuglia della tenenza della Guardia di Finanza di Manduria, in servizio a salvaguardia del litorale, a San Pietro in Bevagna, in provincia di Taranto, ha sorpreso un pescatore di frodo originario della provincia di Lecce, che aveva appena caricato la propria autovettura con i cestoni che contenevano i ricci di mare. Ispettori della Asl, interpellati dalla Guardia di Finanza, hanno quindi constatato che i ricci erano in ottimo stato e, pertanto, ne hanno disposto il riposizionamento a mare. Il responsabile è stato segnalato per violazioni amministrative al decreto 12 gennaio 1995, n. 44 del ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali.

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