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L’Ambiente nuova frontiera del Cinema. Dalla Biennale al Green Movie Film Fest

Il thriller danese Skytten

Il cinema parla green. Thriller e fantascienza, per denunciare crimini contro l’ambiente. Nelle sale sono già passati The East di Zal Batmanglij, che racconta dell’omonimo gruppo anarchico che minaccia di attaccare le multinazionali protagoniste di scempi ambientali; e il danese Skytten – The Shooter di Annette K. Olesen, che sembra alludere alla politica di Obama sull’ambiente e di un certo giornalismo che scende a compromessi.

Ai temi dell’ecologica e al rapporto che certi rappresentanti del genere umano hanno con la Terra, sembrano rifarsi certi film di fantascientifica degli ultimi tempi. Come Prometheus di Ridely Scott, After Earth di M. Night Shyamalan, Oblivion di Joseph Kosinski ed Elysium di Neill Blomkamp.

Tant’è che anche la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, la Biennale di Venezia, appena conclusa, ha ospitato l’eco-thriller Night Moves, diretto dalla regista indipendente Kelly Reichardt; che racconta la storia di un gruppo di eco-terroristi che progettano di far saltare una diga.

Da Promised land di Gus Van Sant

E il cinema che affronta il tema della sostenibilità si confronta anche nella due giorni del Green Movie Film Fest. Uomini e donne impegnati nella difesa dei propri territori; nuovi modelli di vita sostenibili; ipotesi di terribili scenari futuri. La seconda edizione del contest internazionale sul tema dell’ambiente va in scena a Roma Capitale il 14 e il 15 settembre prossimi.

Ambiente rubato e ambiente riconquistato, come spazio fisico ma anche spirituale: questa la chiave di lettura del GMFF. Le pellicole selezionate – molte quelle italiane a conferma di una sempre maggiore attenzione dei nostri filmaker ai temi dell’ecologia -, infatti, tracciano un inconsueto percorso che prende le mosse dalle opere di denuncia e dalla testimonianza di uomini e donne coraggiose impegnate nella difesa dei propri territori per arrivare alla proposta di nuovi modelli di vita sostenibili o all’ipotesi di terribili scenari futuri.

“Promised Land” con Matt Damon e Frances McDormand del regista Gus Van Sant apre la kermesse, alle 16.00. Una denuncia coraggiosa contro la sempre più diffusa tecnica della fratturazione idraulica o fracking per l’estrazione del gas dal sottosuolo.

El Gigante un film in difesa del territorio in Colombia

 

La programmazione prosegue con due documentari, in collaborazione con il Festival Recicla di Madrid: “Yasuni, el buen vivir” (Premio Editores sociales audiovisuales 2013 di Granada) per la regia di Arturo Hortás (ore 18.00) e “El gigante” (ore 18.45) diretto da Bruno Federico, Andrea Ciacci e Consuelo Navarro. Due storie parallele della lotta contro le multinazionali per la difesa del territorio, rispettivamente nella riserva di Yasunì nell’Amazzonia Ecuadoriana e in Colombia.

Alle 19.45 vanno in scena otto cortometraggi realizzati da giovani cineasti nell’ambito del “Progetto Serra”, promosso dal ministero dell’Ambiente in collaborazione con la Fondazione Cinema per Roma.

Luigi Lo Cascio

Chiude la prima giornata, alle 21.15,  il pluripremiato debutto alla regia di Luigi Lo Cascio: “La città ideale”  (Premio Vittorio De Sica per la miglior opera prima, Premio della critica ai Rencontres du Cinéma Italien de Toulouse e Premio Arca Cinema Giovani per il miglior film italiano alla Biennale di Venezia 2012).

Domenica 15 settembre, la programmazione inizia con i cortometraggi del progetto di comunicazione ambientale “Una storia in comune” di Alessio D’Amico (ore 16.00) e prosegue con il documentario vincitore all’Abu Dhabi International Environmental Film Festival 2013 A few brave people” diretto Rüya Arzu Köksal (ore 16.30).  Il film, che ha richiesto tre anni di riprese, è la cronaca della straordinaria lotta della gente della regione del Mar Nero per proteggere i fiumi e gli habitat naturali dal piano governativo che prevede la costruzione di decine di centrali idroelettriche in quelle valli e la cessione a privati dello sfruttamento delle risorse idriche.

“L’Ultimo pastore” di Marco  Bonfanti (ore18.00) è la storia incredibile dell’ultimo pastore nomade di una metropoli, Milano, che con la sola forza della fantasia riesce a realizzare il suo sogno. Una fiaba contemporanea che offre uno sguardo leggero sui limiti della nostra società.

Ipotesi di terribili scenari futuri in Pandemia

Alle 19.15 il docufiction “Meno cento chili”, di Emanuele Caruso,  ispirato al libro di “Ricette per la dieta della nostra pattumiera” di Roberto Cavallo. Dopo il cortometraggio “Il turno di notte lo fanno le stelle” diretto da Edoardo Ponti, con Nastassja Kinski, Enrico Lo Verso, Julian Sands (ore 20.45). Il GMFF si chiude con l’apocalittica visione del film “Pandemia” (ore 21.15) per la regia di Lucio Fiorentino.

Il GMFF, promosso da Pentapolis, «nasce per sensibilizzare il largo pubblico – afferma il presidente Massimiliano Pontillo – sui temi ambientali e per coinvolgere l’intera filiera tra filmaker, produttori e distributori, in pratiche a impatto zero. In tal senso, stiamo attivando accordi programmatici con i maggiori player del settore. Il cinema può avere un ruolo importante nei cambiamenti socio-culturali, contribuendo alla salvaguardia del Pianeta». La rassegna, con la direzione artistica di Marino Midena, vede la partecipazione tra gli altri di Valentina Carnelutti,  Lino Guanciale, Luigi Lo Cascio e Mario Tozzi.

Ed è proprio di qualche giorno fa la richiesta di una interrogazione parlamentare del presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci. L’esponente del Pd ha chiesto «di valutare l’istituzione di forme di incentivazione per ridurre l’impatto ambientale delle produzioni cinematografiche. Un’azione in tal senso, oltre ai benefici diretti, avrebbe importanti effetti in termini di comunicazione e di educazione ai nuovi stili di vita rispettosi dell’ambiente», ha assicurato Realacci.

Il programma dell’evento, sul sito del Green Movie Film Fest.

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