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Lama S. Giorgio, da parco naturale a scarico di acque reflue

Era il lontano ottobre 2008 quando al Comune di Rutigliano (BA) viene recapitata una lettera dell’Acquedotto Pugliese, con la quale si trasmette il progetto relativo alla costruzione del collettore di scarico dell’impianto di depurazione a servizio del Comune di Casamassima (BA) e si richiede un parere dell’Amministrazione Comunale sullo stesso.

La locandina del comitato Salviamo Lama San Giorgio

In risposta il Consiglio Comunale di Rutigliano approva all’unanimità il parere negativo per la mancanza sia di un “Piano di Tutela delle Acque Regionale”, sia delle valutazioni riguardanti l’effetto dello scorrimento dell’acqua nell’alveo della lama San Giorgio, con particolare riferimento all’impatto sulla vegetazione e sulla fauna. Inoltre il progetto era incompatibile con la procedura di istituzione della “Riserva naturale Protetta di Lama San Giorgio”, avviata dai comuni interessati dal passaggio della lama, fin dal 2003 e a tutt’oggi non ancora approvata dalla Regione Puglia. Nel marzo 2009 con determinazione dirigenziale n. 145 del Servizio Ecologia della Regione si afferma quanto segue: “il bacino idrografico della Lama San Giorgio potrebbe essere idoneo a recepire i reflui trattati dal depuratore di Casamassima a condizione che si realizzi una riqualificazione ambientale della lama”. Nel giugno 2009, senza alcuna ulteriore comunicazione fatta al Comune di Rutigliano, il Commissario Delegato on. Nichi Vendola, con decreto n. 92 approva il progetto del depuratore di Casamassima e del collettore di scarico in Lama san Giorgio, contestualmente dando mandato all’Acquedotto Pugliese di realizzare l’opera.

I tubi che portano le acque reflue dal depuratore di Casamassima

Il Consiglio Comunale di Rutigliano risponde il 25 febbraio 2010 con l’approvazione all’unanimità di una mozione di assoluta contrarietà allo sversamento nella Lama San Giorgio delle acque reflue del depuratore di Casamassima e indica la soluzione di un collettore che raccogliesse le acque reflue di più depuratori e le convogliasse direttamente a mare. Nonostante tutto agli inizi di aprile 2011 i lavori del collettore sono iniziati, hanno interessato solo il territorio di Casamassima ma una lunga fila di tubi è stata posizionata nelle adiacenze delle aree interessate dai futuri lavori e cioè in prossimità del vallone Guidotti (lama S.Giorgio) in zona di Rutigliano.

È stato immediatamente organizzato un sit-in di protesta a cui hanno partecipato cittadini, agricoltori, amministrazione comunale, protezione civile e associazioni, gli stessi che di lì a poco hanno dato vita al comitato “Salviamo lama San Giorgio” sorto con un unico obiettivo: salvare lama San Giorgio e il vallone Guidotti dalla fogna di Casamassima, sia pure depurata. Hanno fatto seguito molteplici assemblee cittadine e manifestazioni sempre molto partecipate, sono state attivate le televisioni e i giornali per dare adeguata risonanza mediatica alla vicenda. Il rischio che la città di Rutigliano corre è di veder cambiare in peggio il paesaggio della lama, cioè di ritrovarsi di fronte ad un insostenibile inquinamento ambientale che pregiudichi l’equilibrio naturale della lama San Giorgio in uno dei suoi tratti più belli.
I rappresentanti istituzionali della città hanno approvato all’unanimità un documento nel quale si delineavano tre punti: 1)la richiesta, indirizzata al commissario delegato Nichi Vendola, di un tavolo di concertazione che individui soluzioni alternative; 2)la richiesta di sospendere immediatamente i lavori del cantiere perché questi arrecherebbero gravi danni all’ambiente e alla città di Rutigliano; 3)la richiesta, all’amministrazione comunale, di adottare tutti gli atti e le misure che vanno nel senso della tutela del sito naturale lama San Giorgio.

Fabiano Amati

Il 26 aprile in seguito ad un’ulteriore forte protesta, il comitato ha attenuto la chiusura dei lavori del cantiere per 10 giorni, questa è servita a smuovere la acque in Regione. Infatti lunedì 2 maggio si è svolta la conferenza di servizi indetta dall’assessore ai Lavori Pubblici regionale Fabiano Amati, per discutere della problematica. Hanno partecipato anche i sindaci dei comuni di Bari, Rutigliano, Putignano, Casamassima, Sammichele, Gioia del Colle, Triggiano, Noicattaro, Provincia, Regione, AQP, Autorità di Bacino. Dalla conferenza è emersa una certa ambiguità da parte della Regione che da un lato è a favore di una soluzione alternativa, dall’altro dice che “attualmente l’Acquedotto pugliese sta completando i lavori di realizzazione del nuovo impianto a servizio dell’abitato di Casamassima, con recapito finale nella Lama San Giorgio”.
Anche la Provincia si è interessata alla vicenda, il vicepresidente Nuccio Altieri ha accolto con interesse le proposte e il punto di vista del comitato e si è impegnato a verificare la percorribilità tecnica dello sbocco alternativo al vallone Guidotti. Intanto il risultato più importante è che i lavori saranno fermi almeno fino al 3 giugno. Alla conferenza di servizi fissata per questa data si vorrebbe arrivare con una soluzione alternativa condivisa da tutti, ma anche con delle ipotesi di soluzione a breve termine.

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