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Lama d’Antico, visita col ministro Bray

Nel cuore della campagna di Fasano (BR), più precisamente in Lama d’Antico, sorge un villaggio rupestre fra i più vasti della Puglia. Al centro del villaggio è scavata una chiesa (nella foto, l’abside della navata centrale), di grande interesse sia per l’impianto architettonico che per le pitture conservate. Circondato da una distesa di ulivi monumentali, il parco comprende anche un opificio o un’ officina che – secondo le ipotesi degli studiosi – doveva essere adibita a conceria oppure a tintoria per la lavorazione dei tessuti.

L’insediamento è la testimonianza di una civiltà che, tra l’800 e il 1400, si è rifugiata in questo territorio per sfuggire alle invasioni longobarde. Secondo gli studiosi del dipartimento di Scienze dell’Ingegneria civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari, il villaggio rupestre sorse «dopo la diaspora dall’antica città romana altomedievale di Gnatia, distrutta a partire dal VI-VII secolo e abbandonata del tutto fra X e XI secolo».

Per molto tempo, il sito ha subito l’incuria e la mancanza di una costante manutenzione. Il Comune di Fasano ha già avviato un’operazione di recupero e restauro di tre luoghi significativi: oltre al villaggio di Lama d’Antico, la chiesa rupestre di San Lorenzo e quella di San Giovanni.

La Fondazione San Domenico Onlus restituirà Lama d’Antico ai cittadini e turisti, curando iniziative culturali sul territorio. Primo appuntamento, venerdì 2 agosto alle 19: lungo il percorso rupestre, l’artista Giovanni Carpignano esporrà le sue opere; un quartetto d’archi curerà l’intrattenimento musicale. Sarà presente il ministro dei Beni Culturali Massimo Bray.

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