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Lago Onondaga: lavori in corso

Il lago Onondaga nello stato di N.Y. risulta ancora tra i più inquinati del mondo

L’inquinamento delle acque, non è una novità, non fa sconti per nessuno; mari, fiumi, laghi vivono situazioni similari e condividono sventure e disagi. Proprio come il  lago Onondaga, nello Stato di New York e più precisamente vicino alla città Syracuse. La sezione on line del quotidiano La Repubblica,  La Repubblica@scuola – il giornale con gli studenti – in un articolo del 12 aprile scorso iscrive il lago statunitense nella poco appetita lista dei laghi più inquinati del mondo.

Sul lago Onondaga la pesca è stata vietata dal 1972 per l'inquinamento causato soprattutto dalla Allied Chemical

Da bellezza naturale a pericolo ambientale – «Questo lago – scrive – ha subito un forte inquinamento quando le industrie hanno iniziato a scaricarvi i loro rifiuti, così il lago si è riempito di sodio, calcio e mercurio». Il processo di inquinamento risale addirittura al periodo della colonizzazione europea, aggravatosi poi con la costruzione dell’industria dell’estrazione del sale e di altre che hanno buttato scorie e rifiuti chimici: su tutte va ricordata la  Allied Chemical. Eppure non più tardi di qualche decennio fa il lago era caratterizzato da spiagge balneabili, un deposito per barche ed una fiorente attività di pesca; a poco a poco, invece, il bel paesaggio è stato deturpato dal cattivo odore che il lago emetteva e addirittura la pesca è stata vietata dal 1972. Nel gioco dello scaricabarile tra lo Stato di New York e la Allied Chemical, la responsabilità diretta della salvaguardia della zona lagunare non è mai venuta a galla, danneggiando unicamente il lago e i suoi bagnanti.

I costi della bonifica del lago Onondaga ammontano a un miliardo di dollari (nella foto un tratto del lago)

Operazione recupero ecologico – Presa coscienza di questo spiacevole e al tempo stesso sconcertante stato ambientale, i primi miglioramenti nel livello d’inquinamento si sono avuti all’inizio degli anni Settanta – con l’approvazione del “Clean Water Act” – e nel 1989, quando è stato fondato l’Onondaga Lake Management Conference per migliorarne la qualità. Non sono mancate azioni legali ed intense giornate passate in tribunale per far valere le leggi federali e dare finalmente inizio ad un’azione di bonifica del territorio. Il merito va all’Atlantic States Legal Foundation – nella persona di Sam Sage – che ha intentato e vinto una causa affinchè fossero impiantati i depuratori di acque reflue, ed anche all’industria Honeywell che ha nel tempo preso il posto della Allied Chemical; cper prima cosa, la Honeywell ha bonificato i siti industriali e costruito una barriera sotterranea per evitare che le infiltrazioni che finiscono nel lago contaminino la falda. Tra costi e spese molto elevati (un miliardo di dollari), la situazione è tuttora lontana dalla sua più compiuta realizzazione; c’è ancora molto da lavorare – anzi, letteralmente, da aspirare e da scavare – però i frutti iniziano a vedersi, e risiedono nell’ottimismo della gente del luogo, che dopo anni di preoccupante rassegnazione intravede nuovi spiragli per quello che è riconosciuto da tutti come un patrimonio ambientale e culturale.

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