Lago di Como e Po in sofferenza, si abbassa il livello dell’acqua

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Le rive del lago di Como sono sempre più basse (foto alefolsom da Pixabay)

Gli esperti di SIGEA: “Le crisi ambientali, sociali ed economiche in tema di risorsa idrica non si devono affrontare stagione per stagione”

«In alcuni corsi d’acqua abbiamo un calo delle portate anche del 50%. Preoccupano le condizioni anche di alcuni affluenti importanti del fiume Po». A lanciare l’allarme è Massimiliano Fazzini, Coordinatore Area tematica “Rischio climatico” della Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA), che ha analizzato i dati estrapolati dalle stazioni idrometriche di Ponte della Becca, Piacenza, Cremona, Borgoforte e Sermide, relativi al mese di  marzo 2021. La portata media è inferiore del 50 % rispetto alla media climatica di marzo e addirittura paragonabile a quella dei primi di agosto.

Il Po a corto di acqua

Dunque sono in sofferenza tutti gli affluenti di sinistra del più lungo fiume d’Italia, con l’unica anomalia (anche se non molto rilevante) dell’Adda, e questo suona strano se si pensa che un surplus termico medio di circa 3°C di questi ultimi mesi sta provocando un evidente, rapido e prolungato scioglimento delle nevi nevoso mediamente più abbondante che negli ultimi anni. Il riscaldamento continua Fazzini, «dovrebbe invece determinare portate al di sopra della media climatologica. Gli stessi eventi piovosi dell’ultimo quadrimestre si sono rivelati nelle medie del periodo (es Milano 236 mm – con un surplus di 75 mm) anche se il bimestre febbraio-marzo 2021 è stato caratterizzato da un deficit meteorico variabile tra il 50 ed il 75%».

Lattanzi (SIGEA Lombardia): “Il Lago di Como si sta abbassando”

E preoccupa anche la situazione del lago di Como, il terzo in Italia per estensione dopo quelli di Garda e Maggiore, eternato da Alessandro Manzoni nelle parole che aprono I Promessi sposi. La maestosità lombarda che Manzoni trovava nella vegetazione intorno e nel fiotto lento delle acque solcate dai barcaioli dei paesi che si affacciavano alle sue rive è messa seriamente in pericolo dal calo del livello anche delle sue acque.

«Nel mese di marzo si evidenzia un abbassamento del livello idrometrico di 12.5 cm. Questo dato potrebbe sembrare trascurabile ma non lo è –spiega Gianluca Lattanzi, Presidente SIGEA Sezione Lombardia – visto che il lago si estende per una superficie di oltre 145 kmq; l’abbassamento di pochi centimetri del livello del lago corrisponde a 17,4 miliardi di litri d’acqua in meno».

Il fenomeno del calo non stagionale del livello delle acque, così come gli eventi alluvionali, un tempo considerati eccezionali ma ormai sempre più ordinari, vanno tenuti sotto controllo e governati, per gli impatti ambientali, sociali ed economici che ne derivano. «Fondamentale – continua Lattanzi – è mantenere alta l’attenzione anche sull’utilizzo razionale e sulla gestione del “bene idrico” in relazione alle derivazioni per produrre l’energia, per il settore produttivo, per l’agricoltura e alle quantità d’acqua minima e di buona qualità da garantire ai corsi d’acqua per il mantenimento e rispetto degli ecosistemi».

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Fiore (presidente SIGEA): “No alla politica dell’emergenza, sì a quella della prevenzione”

livello po (Miriana Petrolo)
(Grafico elaborato dalla dott.ssa Miriana Petrolo)

«La tutela quantitativa e qualitativa dell’acqua, al centro della nostra esistenza, dovrebbe essere celebrata ogni giorno dell’anno. La crisi climatica che stiamo attraversando con le sue variabili fa sì che l’acqua sia associata un giorno ad alluvioni e allagamenti urbani e il giorno dopo a siccità. Un uso non sempre razionale della risorsa idrica superficiale e sotterranea da parte nostra, l’eccessivo consumo di suolo, l’occupazione di spazi destinati al transito delle acque in caso di esondazione ci portano spesso a situazioni di criticità che è bene affrontare in termini preventivi e prima che le emergenze si siano palesemente manifestate». Antonello Fiore Presidente nazionale della SIGEA, non ha dubbi su quello che sta accadendo nelle acque del bacino idrico padano, in particolare in Lombardia e secondariamente in Emilia Romagna. «Tutte queste tematiche sono molto vicine a noi, e infatti tutto il territorio nazionale risente di eventi climatici estremi, con sfasamenti stagionali e geografici, che spesso risultano brevi e intensi, passando da condizioni di alluvioni improvvise (molte avvenute sui nostri territori) a periodi prolungati di siccità». Eppure, anche se quasi quotidianamente ci confrontiamo con le crisi ambientali, sociali ed economiche in tema di risorsa idrica, quello che manca, secondo Fiore, è la consapevolezza che non si tratta di emergenze da affrontare stagione per stagione.

“Vogliamo un impegno politico di Governo e Parlamento”

«Questo tipo di crisi richiede un’attenta programmazione e pianificazione degli interventi e dei comportamenti senza ledere il diritto all’acqua che garantisce dignità e sopravvivenza», insiste Fiore.

«Sul tema importante, delicato e difficile come quello della corretta gestione delle acque, compreso il risparmio idrico nei settori civile e produttivo, crediamo che si debba attivare un impegno politico del Governo e del Parlamento. Per il benessere del Paese è necessario affrontare l’argomento prima degli eventi di crisi, altrimenti avremo pochissimo tempo per contenere i danni della prossima siccità».

 

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