La Xylella avanza, ma l’olio è buono

A confermarlo è l’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio di Spoleto, le Università di Bari e Perugia e la Confagricoltura. La qualità non cambia e non si propaga l’infezione da Xylella

 Nonostante l’aggressività del batterio, la Xylella Fastidiosa non contamina le olive e la qualità dell’olio delle piante infette. A confermarlo è il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera, dopo aver sentito i proff. Serviti dell’Università di Perugia e Martelli dell’Università di Bari, nonché il Consiglio accademico. Tale tesi era già stata perorata dai dati raccolti da Donato Rossi, presidente di Confagricoltura Puglia e produttore olivicolo e oleario di Canosa, e dalla Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio di Spoleto, già interpellata da L’Abbate nel 2015. Secondo Rossi ci sarebbe una “guerra commerciale” messa in atto dai alcuni Paesi stranieri produttori di olio nei confronti della Puglia.

Una rassicurazione, seppur blanda, una panacea, che intende mitigare la gravità del contagio, ma ovviamente senza grandi successi.

Intanto, non si sono fermati neanche per l’estate i controlli che monitorano l’estensione delle contaminazioni e dei danni da Xylella.

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Riparte il monitoraggio

Il primo monitoraggio della Xylella è avvenuto tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017. Dal 31 luglio, il secondo monitoraggio ha permesso di effettuare per tutto il mese di agosto ben 38.428 ispezioni, con 80 squadre composta da 2 agenti fitosanitari, coprendo complessivamente 4/5 dell’intera zona cuscinetto. Restano da monitorare ancora le zone indenni, Bari, Bat e Foggia. Un’area molto vasta che richiede ingenti risorse e continuità per un controllo ottimale e che continua a produrre ottimo olio assolutamente non contaminato dal batterio.

Al momento, i controlli hanno interessato Brindisi, Ceglie Messapica, Cisternino, Crispiano, Fasano, Grottaglie, Locorotondo, Martina Franca, Montemesola, Ostuni, Statte, Taranto.

I dati raccolti vengono inviati in tempo reale via tablet. Se non ci sono intoppi o rallentamenti, in circa 4 mesi il monitoraggio sarà completo.

Coldiretti: bene calamità ma meno olive

La Coldiretti, nel frattempo, sostiene la delibera della Giunta Regionale con la quale viene richiesto al Ministero delle Politiche Agricole l’estensione della declaratoria di calamità naturale dal 1° agosto 2015 fino al 2017 per i danni causati dalla Xylella Fastidiosa, auspicando che siano stati inclusi doviziosamente tutti i territori colpiti.

Intanto, oltre ai danni del batterio, la Coldiretti punta in dito contro la siccità di quest’anno che ha influito pesantemente sulla produzione di olive nel Salento. Si stima che la produzione  sia diminuita del 50%.

«La dichiarazione di stato di calamità naturale – spiega Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Puglia – innescherà urgenti misure di sostegno in favore degli imprenditori olivicoli, quali sgravi della contribuzione previdenziale agricola e del settore della trasformazione, sospensione o dilazione delle scadenze fiscali agricole previste per i soggetti agricoli professionali e postergazione di ogni scadenza di mutui e investimenti per 5 anni, interventi indispensabili a garantire un futuro ad imprese olivicole, cooperative, frantoi e vivai salentini».

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Regione approva modifiche a Legge Xylella

Intanto, la IV commissione consiliare della Regione Puglia ha approvato a maggioranza il disegno di legge che adegua le disposizioni regionali sulla Xylella alle norme europee. È prevista la rimozione immediata della pianta infetta o di tutte le piante notoriamente infette e delle piante che presentano sintomi della possibile infezione o sospettate di essere infette nel raggio di 100 metri, oltre all’abbattimento delle piante ospiti presenti, a prescindere dal loro stato di salute. L’accesso al fondo di solidarietà nazionale sarà possibile anche alle aziende vivaistiche non agricole. Gli ulivi monumentali infetti saranno isolati in un raggio di 100 metri, mentre la sperimentazione sarà consentita nella zona infetta ad esclusione della zona di 20 km nella quale si applicano le misure di contenimento.

Insomma, la Xylella continua a preoccupare i produttori di olio, così come la siccità. La politica e le associazioni di categoria cercano di sostenere gli olivicoltori ma il batterio fa ancora paura e fa ancora male. Ma ci sono domande che nascono spontanee, che condividiamo con l’imprenditore Giorgio Greco , che spesso è intervenuto su Ambient&Ambienti sull’argomento-xylella: perché non si riesce a trovare ancora una cura? Perché l’unica cura è l’abbattimento degli alberi? E chi o che cosa sorgerà al posto del monumento naturale pugliese? Domande legittime che tutti si pongono ma nessuno al momento ha una risposta. Forse…

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