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La “terra delle fontane” in Campidoglio

La terra delle fontane, il libro di Vito Palumbo che festeggia il centenario dell’arrivo dell’acqua in Puglia, sarà presentato il prossimo 11 maggio a Roma, in Campidoglio.Fontane

Il programma dell’evento prevede il saluto del Sub Commissario di Roma Capitale, Camillo De Milato, gli interventi di Michele Marino, Presidente dell’Associazione Fondazione Giuseppe Pavoncelli e dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Francesca Pace, Consigliere d’Amministrazione dell’Acquedotto Pugliese e dell’autore del libro, Vito Palumbo, Responsabile delle Relazioni Esterne della storica azienda idrica pugliese. Le conclusioni sono affidate all’Onorevole Stefano Dambruoso, Questore della Camera dei Deputati. Modera il volto noto della televisione, Monica Setta.

L’evento si terrà mercoledì, 11 maggio, alle ore 11,30, nella Sala della Piccola Protomoteca, in Campidoglio, con il patrocinio di Roma Capitale. Nel corso dell’evento, Camillo De Milato riceverà la tessera d’onore dell’Associazione Fondazione Giuseppe Pavoncelli, per il suo impegno in favore della valorizzazione dei saperi e della storia della terra di Puglia.

Giuseppe Pavoncelli, nato e vissuto a Cerignola, (1836 – 1910), è stato il primo presidente dell’Acquedotto Pugliese e Ministro dei Lavori Pubblici del Regno d’Italia.

«Il protagonista del libro, e dei suoi gustosi bozzetti di vita vissuta – si legge nella scheda editoriale – è quanto meno insolito. È fatto di ghisa, come le cose buone e durature di una volta. Non è molto alto, ha forma conica, tronca, un naso come quello delle streghe dei cartoni, ma non è cattivo… anzi. Nel basso porta una vaschetta, una sorta di marsupio della vita, che a guardarla fa venire in mente il piattino del chierichetto sotto il mento di quelli che fanno la comunione. Che lavoro fa? Un lavoro umile ma importante: dà acqua a tutti, da sempre. È la cape de firr, la storica fontanina dell’Acquedotto Pugliese, oggetto d’arredo urbano comune alle piazze di Puglia che per primo ha portato l’acqua nella sua terra, cent’anni fa. Il libro, impreziosito da una suggestiva documentazione fotografica d’epoca, è un tributo (e un dono) a chi, inseguendo un sogno, ha compiuto un’impresa colossale in soli nove anni (dal 1906 al 1915) sfidando tutte le difficoltà di un tempo in cui gli strumenti a disposizione non assicuravano il successo e la ragione consigliava di non provarci nemmeno». Le fontane sono, così, il simbolo di un lavoro tenace e di un’epoca, che ancor oggi ha qualche residuale ricordo in certe strade di Puglia

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