Input your search keywords and press Enter.

La sottile linea verde

«Per farla breve, le attuali regole economiche fanno sì che la società di oggi – italiana, europea, mondiale – sia intrinsecamente insostenibile. Ci stiamo prendendo in giro con le grandi attestazioni di amore per lo sviluppo sostenibile, in un mondo in cui le regole di base dei rapporti umani ed economici sono insostenibili».

Va al nocciolo della questione Giorgio Nebbia, nell’intervento in appendice a “La sottile linea verde”, ultima fatica editoriale di Waldemaro Morgese. Una valutazione che toglie il fiato, senza possibilità di appello e che ben si ricollega al fil rouge che percorre tutto il testo. Quest’ultimo si propone – già nell’introduzione – di fungere da guida «a chi intenda comprendere le principali problematiche ambientali». Una guida sì, ma senza ombra di dubbio dotta, che riporta riferimenti a fatti essenziali per districare la matassa del lungo processo che ha portato, oggi, la green economy a salire sul palco ed essere assai di frequente sotto i riflettori della scena. Una guida nutrita di un’ampia bibliografia che non si esime dal citare lavori sia editoriali che giornalistici, riconoscendo merito ai diversi mezzi di comunicazione che, ad ampio spettro, oggi trattano con una certa autorità la tematica ambientale.

Nei cinque capitoli delineati dall’autore filo conduttore è il tema dell’eccesso, in cui a concetti cardine del “vivere sostenibile” è affiancato un punto interrogativo. Si va dall’idea di chilometro zero, agli OGM, fino ai carburanti di ultima generazione e alla contraddizione di una loro produzione che va a depauperare i terreni dei cosiddetti “Paesi in via di sviluppo”. Succede laddove un’economia verde resta tale solo a parole, quando oggi più che mai fa moda.

Nel lontano 1970 il rapporto elaborato dal Massachusetts Institute of Tecnology (MIT) – riporta l’autore – «pose l’accento sull’incombente scarsità delle risorse naturali». Una visione allora accusata di catastrofismo ma che, a distanza di oltre quarant’anni, continuiamo ad ignorare. Opera su questo tarlo il lavoro editoriale del prof. Morgese, che non si esime dal trattare un altro tema scottante nel mondo patinato della sostenibilità: la disparità nella distribuzione delle risorse.

Il filo della discussione corre dalla politica economico-sociale di ‘austerità’ promossa, in Italia negli anni ’70, da Enrico Berlinguer fino ad arrivare ai nostri giorni, verso figure come quella di Paul Collier citato per l’idea che «per un bene naturale rinnovabile, lo sfruttamento socialmente efficiente è quello in cui la redditività complessiva corrisponde al tasso di interesse mondiale». Un’equità che attraversa lo spazio, i luoghi, come il tempo. Principio cardine di tutto il saggio di Morgese resta la definizione originaria del concetto di ‘sostenibilità’ quella resa nota nel 1987 dal Rapporto della Commissione Mondiale per l’ambiente e lo Sviluppo: «per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri».

Un intento che, senza alcun dubbio, si è un po’ perso tra le logiche dell’economia che corrono sempre più veloci e guardano al profitto. Ma, allora, come ritornare a percorrere la via di una sostenibilità più autentica? Alcune soluzioni-spunti di riflessione non tardano ad arrivare nel “nostro” volume. Si va dalla conversione dei programmi educativi verso la ‘biofilia’, alle applicazioni tecnologiche ‘smart’, intelligenti, fino alla rinnovata idea di blue economy che «consiste nell’imparare dalla natura, dove nulla va buttato e tutto viene riutilizzato». Tutte azioni che non posso prescindere da una «gestione comunitaria, purché efficiente ed efficace», sottolinea l’autore che non tarda a ricordare come «l’unione indissolubile di tecnica, scienza e partecipazione popolare significa in modo pieno implementazione di democrazia e affermazione di verità». Una complementarietà di soggetti e temi che non può non tener conto di un mondo che sta cambiando, che va oltre le logiche del PIL, «verso una nozione più ampia di ‘benessere’». E, forse, solo con questa consapevolezza potremmo far nostro l’assioma di Andrea Segrè, citato dal Morgese: «In natura non esistono disoccupati e neppure rifiuti, tutti svolgono un compito e gli scarti diventano materie prime degli altri, in un sistema a cascata in cui nulla viene sprecato» .

Waldemaro Morgese, La sottile linea verde – Eccessi, svolte e prospettive della questione ambientale, Stilo Editrice, 2013, pp. 126, € 12,00.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *