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La sfida “oceanica” di Benoit Lecomte

C’è chi nuota per rilassarsi, chi lo fa per hobby, chi prova a costruirsi una carriera ricca di ambizioni e soddisfazioni. E poi c’è Benoit Lecomte, un atleta che nel nuoto ha trovato una ragione di più.
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Benoit Lecomte percorrerà la distanza di 8700 km. da Tokyo a San Francisco ad aprile 2017

Classe 1967, francese di nascita ma naturalizzato statunitense, Benoit Lecomte è salito agli onori della cronaca perché nel 1998 ha attraversato a nuoto l’Oceano Atlantico – dal Massachussets al nord-ovest della Francia – per una nobile causa: una raccolta fondi per la ricerca sul cancro, in seguito alla morte del padre proprio per questa malattia ancora molto difficile da curare.
ben-lecomte-mapLa sfida al Pacifico – A distanza di quasi vent’anni da quella memorabile esperienza e prova di forza fisica e mentale che per 73 giorni gli fecero attraversare 3700 miglia di acqua, Benoit è intenzionato a raccogliere una sfida ancora più grande, malgrado nel 2017 compirà 50 anni: ad aprile prossimo compiere la stessa impresa, questa volta nell’Oceano Pacifico; da Tokyo a San Francisco, coprendo una distanza complessiva di circa 5500 miglia, ad una media di circa 8 ore di nuoto al giorno. Naturalmente l’atleta non sarà solo nel tragitto, ma monitorato a vista da un’imbarcazione – dove si rifocillerà e riposerà nelle ore notturne – e con a bordo il suo team, incaricato di intervenire in caso di necessità e che con dei campi magnetici terrà a debita distanza gli squali. Non è la prima volta che Lecomte dichiara di voler “sfidare” l’Oceano Pacifico, ma in passato alcuni impedimenti hanno sempre rimandato l’evento. Questa sembra essere la volta buona.
In nome dell’ambiente – Anche in questo caso ciò che anima il sentimento del franco-americano è un valore più alto, un senso di empatia verso il mondo e l’ambiente: la “grande nuotata” si ergerà a vessillo del concetto della sostenibilità ambientale e del rispetto dell’acqua (“oro blu”): perché gli ostacoli di Lecomte non saranno solo le onde, le condizioni meteorologiche e la fauna oceanica, bensì anche la plastica e l’inquinamento tout court. Verranno raccolti campioni d’acqua nelle settimane di nuoto, verranno riprese e documentate le condizioni in cui versa il mare, sarà uno specchio fedele e senza filtri di un contesto in cui – riprendendo le parole di Benoit – «c’è sempre più plastica e meno pesce», portando anche alla luce che «il nostro stile di vita non è più sostenibile. Tutti noi possiamo fare la differenza. La soluzione è nelle nostre mani e dobbiamo agire subito».
Piccola appendice musicale: il giovane rapper italiano Mezzosangue (al secolo Luca Ferrazzi) ha intitolato una sua canzone proprio “Benoit Lecomte”, in cui racconta che la vita è come una traversata in un oceano: l’attraverserò col freddo addosso e gli squali dietro, forte di bracciate che non sapevo di fare, solo per toccare terra, nuotare in cielo. Chiamami Benoit Lecomte.
Buon ascolto e appuntamento ad aprile prossimo a Tokyo. Con Benoit.

 

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