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La scuola di legno

Di edilizia biosostenibile si è già parlato tante e tante volte; che una costruzione sia completamente realizzata in legno è una strana e affascinante novità nello scenario urbano italiano. A maggior ragione se si tratta di una struttura pubblica. Stiamo parlando della scuola primaria “Calvino”, nell’istituto complessivo “Pirandello”, via Santa Maria a Cintoia (Quartiere 4) a Firenze; la vecchia sede – in seguito all’approvazione della delibera proposta dall’assessore all’Educazione Rosa Maria De Giorgi – è stata demolita per lasciare il posto ad un nuovo edificio che sarà interamente costruito in legno, pronto nel 2013 e che ospiterà 300 bambini.

La demolizione della scuola Calvino a Firenze

La scuola già l’anno passato aveva palesato delle carenze strutturali, cui si è posto rimedio con un intervento di recupero di cemento armato, ma che ai fatti è stata più una toppa che copre una falla che una soluzione vera e propria; di qui la decisione di far ricorso ad altre tecnologie che consentissero un cambiamento radicale.

Il costo complessivo dell’operazione ammonta a 56mila euro per l’abbattimento e circa 4 milioni per la ricostruzione: un ottimo investimento – economicamente parlando – se si pensa che la ristrutturazione del vecchio edificio, risalente agli anni Settanta, sarebbe venuta a costare circa 3 milioni di euro. 

I benefici ambiental  – Uscendo dai dati prettamente numerici, la “scuola di legno” avrà importanti vantaggi per quel che concerne l’impatto ambientale, e non solo in merito al risparmio energetico, all’utilizzo del materiale di costruzione e alla minore produzione di inquinamento: novità saranno introdotte anche nella disposizione dei locali, al fine di favorire una maggiore concentrazione degli studenti che stanno in classe e per ottimizzare tutte le attività, non ultime quelle dell’ingresso degli alunni all’interno dell’edificio e lo scarico dei servizi igienici. Senza spendere soldi in manutenzione, quindi, e senza intaccare il gusto squisitamente estetico.

Un esempio di bioedilizia scolastica a Gambellara (Vicenza)

Un grande progetto per la città – Questo non sarà l’unico cambiamento della città, bensì appartiene a un disegno più ampio, concepito dal primo cittadino del capoluogo gigliato, Matteo Renzi, che prevede la ricostruzione in chiave biosostenibile di cento luoghi a Firenze; un progetto maturato in seguito ad una serie di visite istituzionali presso le scuole fiorentine. «La distruzione di questa scuola è la dimostrazione che l’amministrazione mantiene i suoi impegni» ha sentenziato Renzi, sottolineando l’ambizioso obiettivo di rendere Firenze «una città verde – e che vuole essere verde – a 360 gradi», nel centro come nelle periferie, con i parchi come con le scuole. Obiettivo, questo, che può anche esere raggiunto, visto che Firenze è da anni al centro di diverse iniziative, tenendo sempre un occhio di riguardo per quelle di carattere ambientale, anche e soprattutto con la consapevolezza di avere delle responsabilità quale maestosa città d’arte in Italia e nel mondo; un tale patrimonio va salvaguardato costantemente e gradualmente rinnovato; il progetto dei “100 luoghi”contribuisce ad un miglioramento della città anche sotto il profilo sociale e del comportamento civile.

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