La scuola ai tempi del Covid, tra macchinine, cover e mascherine

Robot umanoidi

 Scuola sì, scuola no. Didattica a distanza o in presenza? La chiusura delle aule è uno dei temi più dibattuti in questo periodo di pandemia. Ma ci sono soluzioni innovative che contribuiscono a evitare la diffusione del contagio?

Da una parte, Michele Emiliano e Pier Luigi Lopalco. Ovvero, la Regione Puglia, con la decisione di chiudere le scuole ‘in presenza’ e prevedere la didattica a distanza per gli istituti di ogni ordine e grado. Dall’altra, il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che invitava il governatore a riaprire perché i contagi sono ridotti a scuola e “quello che non ha funzionato è la gestione della Sanità regionale”. In mezzo, in attesa dei prossimi provvedimenti, le scuole e le startup che stanno provando da mesi a “inventarsi” qualcosa per garantire sicurezza in un luogo di aggregazione e socialità come, appunto, sono le aule scolastiche.

La certificazione

Ecco una serie di iniziative per cercare di contenere il contagio e la diffusione del Covid-19.  A cominciare proprio da un impegno della Regione Puglia, prima regione italiana a certificare in deroga e autonomamente mascherine, tute e DPI importati da fuori Unione europea. Dal prossimo 3 novembre, collegandosi al sito della Protezione civile regionale i soggetti con domicilio fiscale in Puglia che importino o che intendano importare i Dpi attraverso dogane, porti e aeroporti pugliesi, potranno presentare domanda. Le procedure saranno seguite da un gruppo tecnico in seno alla Protezione civile regionale, individuata come soggetto attuatore.

La cannuccia

ENEA sta invece sviluppando un innovativo sensore che permetterà di effettuare test rapidi, attendibili e a basso costo per diagnosticare l’infezione da virus responsabile del Covid: basterà soffiare in una cannuccia collegata a uno specifico dispositivo per avere una risposta attendibile in 10/15 minuti. Il dispositivo si chiama ‘AsDECO’ (Asymptomatic DEtection COronavirus), ha dimensioni paragonabili a uno smartphone, è riutilizzabile, non ha bisogno di reagenti e permetterà di effettuare screening su un ampio numero di persone in ambienti come, ad esempio, scuole e aeroporti per individuare, in particolare, i casi asintomatici.

“L’idea è nata dall’esigenza di avere a disposizione nuove tecnologie di diagnostica precoce e non invasiva”, spiega Antonia Lai, ricercatrice del Laboratorio Diagnostiche e Metrologia presso il Centro Ricerche ENEA di Frascati, che sta mettendo a punto il sensore insieme ai colleghi Alessandra Pasquo e Simone Mannori. “Stiamo lavorando a pieno ritmo per realizzare entro pochi mesi il primo sensore. La sperimentazione sul campo partirà una volta conclusa la parte di laboratorio e sarà gestita da strutture sanitare e ospedali, con i quali stiamo avviando accordi di collaborazione”.

Visionari ed Ecovida: banchi come giocattoli

Il progetto Bibicar

Traslando il discorso nelle aule, è noto ormai che a causa del Covid le scuole italiane non sono più luoghi di aggregazione e socializzazione: vigono rigide regole e divieti che impediscono o limitano fortemente i contatti tra i bambini.

Quello di rimanere a casa e non condividere l’aula con i propri compagni può rappresentare un vero e proprio trauma per i più piccoli che, con la ripresa dell’anno scolastico, si sono ritrovati a fare i conti con una scuola del tutto nuova dove è sempre più difficile interagire, giocare e divertirsi.

Per far fronte a tale situazione l’associazione Visionari – no profit specializzata in tecnologia – ha realizzato, in collaborazione con l’azienda Ecovida, il progetto “Bibicar”: delle vere e proprie “cover anti-Covid” da applicare ai banchi delle scuole dell’infanzia ed elementari, per trasformare il banco stesso in un gioco istruttivo rendendolo inoltre un luogo protetto, personalizzato e a prova di Covid.

Nel dettaglio, è stato ideato una cover totalmente ecocompatibile e sicura, realizzata da cartone e plastica riciclata che, montata su un banco scolastico, lo trasforma in una macchinina. Ben 5 le grafiche a disposizione delle scuole: camion dei pompieri, macchina della polizia, pulmino e due utilitarie.

Una volta montata, la cover “Bibicar” rende il banco un posto sicuro, chiuso sui tre lati dove siede il bambino ma con inserti in plastica riciclata trasparente come parabrezza e finestrini, in modo da consentire la visione all’esterno e l’interazione con gli altri bambini e l’insegnante. Il progetto assegna inoltre al bambino stesso un ruolo centrale, consentendogli di colorare la sua macchinina e scrivere il proprio nome sulla targa, personalizzando al massimo il banco. (Info www.visionari.org).

White Hub, braccialetti per tranquillizzare i genitori

Il progetto SmartTrackerKids

Un’idea “made in Puglia” che aiuta a supportare sicurezza e tranquillità dei bambini e genitori in questo momento delicato dall’esigenza di monitorare in maniera efficace i propri figli, oggi è più che mai sentita soprattutto per i prossimi rientri a scuola.  E’ SmartTrackerKids, un dispositivo semplice ed efficace, uno smartwatch pensato appositamente per l’infanzia (dai 4 ai 13 anni), che funziona con una scheda sim (disponibile in dotazione) e che comunica con un’applicazione, sviluppata in Italia permettendo di accedere in modo facile e veloce ad una serie di parametri e caratteristiche.

Tra le altre, GPS ad alta precisione per il tracciamento degli spostamenti dei bambini; misurazione temperatura corporea real time; impostazione perimetro di sicurezza. Se il bambino dovesse uscire dal perimetro scatterebbe subito un alert per la mamma e il papà. Il dispositivo è dotato di un pratico tasto SOS che può utilizzare il bambino in caso di pericolo. Grazie a questa funzione il bambino si può mettere direttamente in contatto telefonico con i genitori.

Il dispositivo consente la gestione da più account e, in concomitanza del ritorno ascuola, può diventare una soluzione pratica per il monitoraggio della temperatura richiesto dall’attuale emergenza covid.  Info: www.whitehubitalia.it

Nao e Pepper, i simpatici umanoidi

E in classe possono entrarci anche robot umanoidi. Un esempio è NAO6, che si muove, riconosce persone e oggetti, ascolta e parla. E’ estremamente realistico e naturale nei movimenti, è uno strumento di studio e test efficientissimo ed inoltre è completamente programmabile. NAO6 rappresenta il complemento ideale per insegnare coding e robotica, così come le discipline Stem a tutti i livelli, dalla scuola elementare all’università.

C’è poi anche Pepper, il primo robot umanoide in grado di percepire le principali emozioni (gioia, tristezza, rabbia e sorpresa) e adattare il suo comportamento in base allo stato d’animo degli esseri umani che lo circondano. Pepper incoraggia e stimola il desiderio di apprendimento degli studenti ed è una straordinaria piattaforma di studio per approfondire non solo il modo in cui i robot possono simulare le emozioni umane ma anche il modo in cui possono interpretarle e reagire di conseguenza.

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