La rigenerazione urbana nel P.N.R.R.: una sfida da affrontare

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Per migliorare il contesto urbano e periurbano è necessario coniugare le esigenze di crescita economica del territorio con gli obiettivi di sostenibilità ambientale

Una panoramica delle opportunità che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza offre per ripensare le città e il territorio in chiave inclusiva e sostenibile, nella riflessione dell’avvocato Alma Tarantino, esperta di Tematiche rigenerative

La rigenerazione nel PNRR riuso adattivo e principi di qualità

Di Alma Tarantino (*)

La rigenerazione urbana: per una urbanizzazione inclusiva e sostenibile

La rigenerazione urbana costituisce oggi uno dei principi ispiratori di un governo del territorio tendente a coniugare temi ambientali con obiettivi di urbanizzazione inclusiva e sostenibile.

Il termine “rigenerazione” sintetizza il concetto di trasformazione urbanistica ed edilizia, totale o parziale, dell’uso del territorio in ottica migliorativa, nonché il concetto di recupero e contenimento dell’uso del suolo, di aree e complessi edilizi caratterizzati da degrado urbanistico edilizio, ambientale o socio-economico, operando in favore di tutti quei beni che, nell’interesse della comunità in un momento storico, sono idonei – attraverso il loro uso – a soddisfare interessi e bisogni essenziali della comunità. Le città devono esser intese come proiezioni della società sul territorio e quindi luoghi di affermazione dei diritti essenziali della cittadinanza; le aree periurbane invece devono considerarsi ambiti in cui coniugare il perseguimento di obiettivi di inclusione sociale, di educazione ambientale, di salvaguardia e recupero di beni culturali dimenticati (pensiamo ai borghi antichi), in cui sviluppare sistemi di produzioni agricole a filiera corta e di prossimità.

Norme chiare e durature

Ma per migliorare il contesto urbano e periurbano è necessario coniugare le esigenze di crescita economica del territorio con gli obiettivi di sostenibilità ambientale; è questa una delle sfide del futuro, ovvero operare una rigenerazione del territorio attraverso la riconversione energetica, la riqualificazione e/o il riuso degli spazi antropizzati ed agricoli nella prospettiva di limitare e quindi contenere il consumo di suolo. Perché il suolo è una risorsa finita e non rinnovabile e quindi da considerarsi di valore inestimabile. Il metabolismo urbano dato dalla copertura materiale del suolo è molto accelerato; altrettanto rilevante è lo sfruttamento agricolo intensivo che unito all’uso di prodotti chimici inquinanti, rende il territorio inutilizzabile ed a forte rischio idrogeologico.

La sfida rigenerativa va affrontata attraverso l’emanazione di riforme normative chiare e durature che consentano di mettere in sicurezza il territorio (dal dissesto idrogeologico e sismico), mediante la protezione degli usi agricoli, anche attraverso la valorizzazione e la tutela delle risorse territoriali e culturali, nonché con politiche che incentivino un’edilizia efficiente, tesa alla riduzione dei consumi energetici attraverso un maggiore uso delle risorse ambientali.

Interventi in ottica rigenerativa. Il P.N.R.R. Piano nazionale di Ripresa e Resilienza

Le istituzioni europee già da tempo hanno mostrato un interesse significativo su tali temi, non celando una preferenza nei confronti di politiche nazionali mirate ad una pianificazione urbanistica più attenta al ripensamento degli spazi urbani e periurbani ed al loro riuso. Ed i tempi sono oggi maturi.

Nella prospettiva di un’azione di riforma innovativa è necessario operare verso la realizzazione del cosiddetto green new deal,(nuovo patto verde- piano di riforme economiche e sociali inizialmente promulgato negli Stati Uniti, incentrate sul cambiamento climatico e le disuguaglianze economiche e sociali) che promuova la rigenerazione urbana, l’uso di energie alternative e fonti rinnovabili, passando da una urbanistica incentrata sull’edilizia ad una urbanistica che volga l’attenzione verso l’ambiente.

Il Programma strategico del N.G.EU. (Next Generation EU- programma/ fondo di intervento straordinario voluto dalle Istituzioni europee nel luglio 2020 per favorire il contrasto alla pandemia -covid 19- dei Paesi membri), nonché il P.N.R.R.(Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, strumento a disposizione dei Paesi membri per accedere al fondo N.G.EU.)sono strumenti che pongono l’attenzione nei confronti delle “pratiche” rigenerative, come succitate.

La previsione di cospicue risorse per la rigenerazione urbana delle città italiane dedicata nel P.N.R.R. è espressione della strategicità del rigenerare per la riqualificazione di aree territoriali urbanizzate tramite un recupero fisico spaziale ed urbanistico edilizio -talvolta già incentivate dalle premialità volumetriche o economiche-, come anche del riutilizzare in modo differente l’esistente favorendo la trasformazione del territorio costruito in armonia col socialmente sostenibile.

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L’intento del P.N.R.R. è quello di passare da una urbanistica incentrata sull’edilizia ad una urbanistica che volga l’attenzione verso l’ambiente

Il P.N.R.R. ha il merito di superare le occasioni perdute dal legislatore nazionale (ad esempio con i recenti interventi legislativi -decreto semplificazione d.l. n. 76/20 convertito in l. n. 120 del 2020 o sblocca cantieri d.l. n. 32/19 convertito in l. n. 55/19 o con il progetto di emanazione di un testo normativo unificato sulla rigenerazione urbana da discutersi al Senato in commissione Ambiente) spesso intento ad esercitare una governance difensiva cioè basata su visione settoriale e non organica delle tematiche. Anche le regioni hanno saputo far di più, con interventi normativi efficaci in chiave rigenerativa (cfr.: L.R. Emilia Romagna, n.14 del 29 dicembre 2020, laL.R. Lombardia, n. 18 del 26 novembre 2019, e prima la L.R.Puglia n. 21 del 29 luglio 2008).

Ebbene la tematica rigenerativa pervade trasversalmente gli obiettivi di cui al Piano Nazionale, attento alla valorizzazione in chiave green del nostro patrimonio pubblico edilizio con l’impegno di operare interventi di riduzione di fenomeni di emarginazione e degrado sociale nonché di emanare una legge specifica sul consumo di suolo.

Come è strutturato il P.N.R.R.?

Il P.N.R.R. diviso in missioni, prevede nella mission M1C3 la rigenerazione e valorizzazione di borghi, periferie urbane, turismo, edifici di culto- nella M5C2.2  la rigenerazione del patrimonio culturale e housing sociale, e nella M5C3 -la coesione territoriale.

Tre sono le linee di investimento previste per quanto alla missione della rigenerazione urbana ed housing sociale: la previsione di investimenti in progetti di rigenerazione per ridurre l’emarginazione e il degrado sociale, la previsione di realizzazione di Piani urbani integrati per le periferie ed infine la riduzione delle difficoltà abitative attraverso programmi innovativi per la qualità dell’abitare.

Il P.N.R.R. intende “fornire ai Comuni (con popolazione superiore ai 15mila abitanti) contributi per investimenti nella rigenerazione urbana” per “ridurre le situazioni di emarginazione e degrado sociale nonché migliorare la qualità del decoro urbano oltre che del contesto sociale e ambientale” promuovendo l’uso di metodologie di design e piani?cazione partecipative basate su un continuo dialogo pubblico-privato. Prevedendo così un coinvolgimento non solo degli attori protagonisti in ambito dell’edilizia, ma anche i cittadini.

Si tratta di prevedere azioni volte ad operare- attraverso attività di manutenzione- il riutilizzo e la ri-funzionalizzazione di aree pubbliche e strutture edilizie pubbliche esistenti a fini di pubblico interesse (inclusa la demolizione di opere abusive eseguite da privati), o di riconversione di edifici in disuso, compresi quelli residenziali, per nuovi usi sostenibili, o di aree industriali degradate.

Se per la attuare una trasformazione dei territori vulnerabili delle città in aree smart e sostenibili, il Piano ha previsto, con i P.U.I. -Piani urbani integrati-, una pianificazione urbanistica partecipata, ovvero discussa con i soggetti privati –cittadini, imprenditori- ecc.-, per mitigare il fenomeno della carenza abitativa, lo stesso volge lo sguardo verso la rigenerazione della qualità urbana senza consumo di nuovo suolo ma agevolando la riqualificazione dell’esistente per un aumento dell’housing sociale (E.R.P. edilizia residenziale pubblica).

E ciò, anche incentivando forme di restauro intelligente e di riutilizzo adattivo degli edifici storici inutilizzati o male utilizzati.

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La tematica rigenerativa pervade trasversalmente gli obiettivi del PNRR, attento alla valorizzazione in chiave green del nostro patrimonio pubblico edilizio anche con l’impegno di emanare una legge specifica sul consumo di suolo

Il P.N.R.R. è destinato ad esser accompagnato da un piano di riforme legislative idonee a rendere praticabili ed attuabili le strategie nello stesso ipotizzate nonché gli interventi progettati nei tempi programmati (ovvero per l’impiego degli oltre 200 miliardi di euro circa che arriveranno, entro il 2026).

Ed alcune di queste riforme non sono solo imposte come condizioni per la spendibilità dei finanziamenti del N.G.EU.(pensiamo alle riforme fiscali, o della giustizia, o di semplificazione, finalizzate a rimuovere gli ostacoli che condizionano le attività economiche e la qualità dei servizi) ma sono anche espressione di scelte nazionali necessarie per operare una trasformazione del sistema finalizzata al raggiungimento degli obiettivi strategici europei.

Fondamentale in tale ottica sarà seguire le previsioni di attuazione del Piano di prossima emanazione.

 

(*) Alma L. Tarantino, Avvocato Cassazionista, esperto in diritto amministrativo e tematiche rigenerative, Dottore di ricerca in Istituzioni e politiche comparate Uniba, Docente in master di I e II liv univ.

Articolo tratto dalla relazione “La rigenerazione nel PNRR riuso adattivo e principi di qualità”di cui al webinar tenutosi il 1.7.2021 su “Beni culturali, tutela dell’ambiente ed interventi straordinari: Piano Casa per la Regione Puglia e Super bonus. Profili normativi ed economici”, organizzato dall’A.G.AMM. Associazione giovani amministrativisti, dall’Ordine Avvocati di Bari e dalla Camera amministrativa di Bari, consultabile su internet http://www.youtube.com/watch?v=cZWVvjZP7sQ&ab_channel=AGAMMSez.Bari

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