La rete di mobilità ciclabile: un nuovo modo di fruire del territorio?

“Ai nostri turisti, per sentirsi in Puglia, non servono solo aerei supersonici e neppure veloci automobili, ma basterà in futuro solo una bicicletta”. È così che potranno godere dei nostri paesaggi, del nostro patrimonio culturale diffuso nelle campagne, delle nostre coste. Ma ciò è un sogno se non trasformeremo in realtà ciò che abbiamo saputo pensare e che la Regione ha saputo legiferare.

Il turismo in bicicletta muove ogni anno in Europa oltre 10 milioni di persone

Eppure, a pensarci, questo rappresenta il futuro per la Puglia, la maniera per differenziarci    dagli altri Paesi nella promozione e fruizione del nostro territorio. Non più solo aeroporti e strade: non è un caso, infatti, che la legge 1 della regione Puglia, pubblicata a inizio anno, preveda, fra l’altro, che “tutti i progetti di opere stradali possano beneficiare di finanziamenti pubblici erogati dalla Regione solo se, in ossequio al Codice della Strada, saranno dotati di adeguate infrastrutture ciclabili tali da consentire il transito in bicicletta in condizioni di sicurezza”. Settimane fa un amico di Bolzano mi chiedeva di andare da lui a vedere le strade percorse da ciclisti nei fine settimana, i luoghi uniti da un cordone ombelicale attraversato da un flusso di ciclisti. Spero di ricambiare l’invito nel prossimo futuro. «In Puglia – come ha spiegato tempo fa il capogruppo PD alla regione Antonio Decaro – non si pensa più alla bicicletta come il mezzo di trasporto usato da pochi ecologisti o appassionati del Giro d’Italia. Vogliamo infatti che la bicicletta conquisti un ruolo di primo piano e la Puglia, con le bellezze del suo paesaggio e i profumi delle sue terre, può fare altrettanto». 

Vedo lungimiranza, perché il turismo in bicicletta muove ogni anno in Europa oltre 10 milioni di persone e genera flussi di cassa considerevoli, come i 45 milioni di fatturato della ciclovia del Danubio o i 95 milioni di fatturato della rete ciclabile svizzera, lunga oltre 3000 km. E siccome non ha senso realizzare la rete senza promuoverla, senza divulgarla con spazi comunicativi ed informativi, apprezzo la previsione della legge di fornire finanziamenti ad hoc per divulgarla.

La legge estende quindi alle ciclovie la pianificazione ciclabile e ne considera l’integrazione all’interno di altri strumenti quali i Piani Urbani della Mobilità, i Piani Urbanistici Generali e i Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale (che impongono a Comuni e Province di dotarsi di piani di reti ciclabili e ciclopedonali). Spetterà a Province e Comuni l’individuazione della rete ciclabile e ciclopedonale, affinché connettano tra loro i centri scolastici, i centri commerciali, i distretti e le zone industriali, i luoghi di interesse culturale ed il sistema della mobilità pubblica.

Trent’anni fa vedevo Parma come “città della bicicletta”: penso che ora il suo utilizzo potrà entrare di diritto, in Puglia, nelle abitudini dei cittadini. A Cerignola (in provincia di Foggia) una società privata ha proposto opere di compensazione ambientale attraverso il recupero di una nuova, ma non usata, velostazione e la creazione di una rete di mobilità ciclabile di molti chilometri, in grado di permeare il territorio come un sistema sanguigno e consentire la sua fruizione.

Pista ciclabile in via Unità d'Italia a Bari

Ed ha proposto, per renderla meno assimilabile ad un sogno e farla diventare realtà, di sostenere la creazione di un polo giovanile imprenditoriale, da sostenere con propri manager e definire un “modello imprenditoriale” di uso ciclabile del territorio. E ancora ha proposto, anche per ridurre i rischi associati alla mobilità, una illuminazione dei principali tracciati e percorsi ciclabili, ovviamente adottando prioritariamente fonti energetiche rinnovabili e metodologie di risparmio energetico. Mi sembra in linea con la legge, che prevede l’illuminazione principale e la costruzione di cicloposteggi attrezzati (liberi o custoditi), e di centri per il deposito, il noleggio e la riparazione di biciclette. Questi dovranno essere sistemati vicino ai centri intermodali di trasporto pubblico e in strutture pubbliche, per esempio nei pressi delle scuole, per proporre soluzioni alternative di mobilità.

E per i progettisti delle città arriva l’obbligo di destinare al parcheggio di biciclette una quota non inferiore al 10 per cento dei posti auto previsti. E i comuni dovranno introdurre nei regolamenti edilizi norme che prevedano spazi comuni, negli edifici adibiti a residenza e in attività terziarie o produttive, per il deposito di biciclette. Inoltre, negli edifici di edilizia residenziale pubblica, si dovrà consentire il deposito di biciclette in cortili o spazi comuni.

L’importanza dell’intermodalità (integrazione) bici-trasporto pubblico e collettivo è  diventata ormai necessità se si vuole garantire il rispetto della direttiva europea sulla qualità dell’aria, visto che l’Italia è imputata per il mancato rispetto dei valori limite di Pm10, che sono causa dello smog. L’European Cyclists’ Federation (ECF’s) sostiene che un contributo utile alla lotta ai cambiamenti climatici si avrebbe se la media europea di spostamenti in bicicletta dovesse crescere dall’attuale 4% al 15% nel 2020.

La legge sulla mobilità incentiva il lavoro culturale per promuovere l'utilizzo della bici negli spostamenti quotidiani

Da tale esigenza è nata la necessità di sottoscrivere la “Carta di Bruxelles” da parte dei Sindaci delle città europee, che suggeriscono di legare questa forma di mobilità sostenibile a tutte le aree delle politiche (dalla sanità alla gestione delle città, all’economia, al traffico, al tempo libero, al turismo).

Diamo atto alla Regione Puglia e al suo assessore alle Infrastrutture strategiche e mobilità Guglielmo Minervini di una proposta che guarda al futuro. «Con la legge – ha spiegato Minervini, – interveniamo su tre ambiti: proviamo a organizzare gli strumenti di pianificazione a vari livelli, realizziamo una classificazione puntuale delle diverse tipologie di infrastrutture ciclabili a disposizione dei Comuni e incentiviamo il lavoro culturale per promuovere l’utilizzo della bici negli spostamenti quotidiani. Sta crescendo in Puglia la quantità di persone che scelgono muoversi in bici e chiedono di farlo in sicurezza. Dunque questa legge coglie lo spirito del tempo e prova a recuperare il ritardo enorme sulle infrastrutture ciclabili che paghiamo rispetto al nord Europa». E io che guardo all’integrazione tra i Piani, vedo il futuro anche con la prossima approvazione del Piano Paesaggistico Regionale, che con le sue proposte di costruzione di paesaggi, ben si candida a rappresentare uno strumento con cui la Puglia migliore vuole lasciare un segno alle generazioni future, perché possano fruire di un territorio che, speriamo, non debba degradarsi con scelte assurde e poco rispettose dell’ambiente.

 

Articoli correlati