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La responsabilità amministrativa delle imprese per i reati ambientali

Seminario sui reati ambientali, i relatori

È appena entrato in vigore e già fa discutere. Varato dal governo il 16 agosto scorso, il D.Lgs n.121/2011 introduce modifiche al codice penale e al codice ambientale, che riguardano nuovi reati ambientali diramati da Legambiente. Dal rapporto dell’associazione ambientalista, risulta che in Italia ogni anno svaniscono nel nulla 28 milioni di tonnellate di rifiuti. Nel 2010 sono stati accertati 30.824 illeciti ambientali da parte di una “industria” che fattura 19,3 miliardi di euro. Nello stesso anno sono state sequestrate: 2 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi, sono stati censiti 26.500 nuovi immobili abusivi, mentre i clan mafiosi coinvolti sono stati 290. Al top della classifica dell’illegalità c’è la Campania, poi ci sono Calabria, Sicilia e Puglia e sono in pericolosa crescita gli illeciti perpetrati in Lombardia. Il fenomeno ha una dimensione economica di 22 milioni di euro e i reati sono commessi da società cosiddette “a scomparsa rapida”, da Ati con front company affidabili, soggetti singoli, associazioni legate alle ecomafie.

Se ne è parlato a Bari nel corso del seminario “La responsabilità amministrativa delle imprese per i reati ambientali” promosso da Fiera del Levante e Promem Sud Est.  A far discutere, per dirla in breve, è che in manette non finisce nessuno!

Il capitano Luca Antonica

L’argomento è stato presentato nello specifico dal Capitano della Guardia di Finanza – competente in materia – Luca Antonica. In sostanza, ha chiarito il comandante della Sezione Unità Navali di Bari, il Decreto Legislativo 7 luglio 2011 numero 121 è una modifica del D.Lgs n. 231 del 2001 (leggi l’articolo di Sara Natilla in Ambient&Norme).

La disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche di società e di associazioni senza personalità giuridica – ha specificato il capitano Antonica – prevede che, nel caso in cui vengano commessi determinati reati da parte di dirigenti o dipendenti di una società, oltre alla condanna penale della persona fisica, cioè di chi ha commesso il reato, vi possa essere anche una condanna amministrativa della persona giuridica, cioè della società o dell’associazione cui appartengono le persone che hanno commesso il reato, con l’applicazione di una sanzione pecuniaria. L’ammontare delle sanzioni è determinato in quote stabilite dal giudice, sulla base delle condizioni economiche e patrimoniali del soggetto che commette il reato. L’importo della quota varia da € 250,23 a € 1.549,37 – il valore decimale è determinato dalla conversione in euro del precedente importo in lire -.

Costituiscono presupposto della responsabilità dell’ente – ha continuato Antonica -, qualora, commessi a suo vantaggio o interesse e non ricorrano le condizioni esimenti, una serie di reati, per lo più contravvenzionali, previsti dal cosiddetto testo unico ambientale D.Lgs. 152/2006, relativi agli scarichi idrici, alla gestione dei rifiuti, agli obblighi di bonifica e alle emissioni in atmosfera; alcuni reati relativi all’obbligo di ridurre o cessare l’impiego di sostanze inquinanti nell’atmosfera; lo sversamento di liquidi inquinanti in mare da parte di navigli; alcuni reati in materia di detenzione e commercio di specie animali e vegetali protette; i nuovi reati di cui agli articoli 727-bis e 733-bis del codice penale introdotti dal D.Lgs. 121/2011.

Francesco De Giglio

Al seminario sono intervenuti Vito Felice Uricchio, ricercatore dell’Istituto di Ricerca sulle Acque CNR – IRSA di Bari, Stefano Palmisano, penalista esperto diritto ambientale, Francesco De Giglio, Commercialista esperto in diritto societario e fiscalità d’impresa.  Secondo De Giglio, la normativa «ha così rovesciato uno dei principi fondamentali del nostro diritto penale: quello per il quale “societas deliquere non potest” introducendo la responsabilità, di fatto penale, degli enti, per alcuni reati di notevole allarme, commessi nell’interesse o a vantaggio degli stessi». Ha moderato i lavori Anna Allegretta, presidente della Fondazione Ambiente Puglia.

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