La Puglia regina dell’estate: di nuovo. Ma sarà vero?

A dirlo sono i sondaggi commissionati dalla Regione Puglia, ma la realtà non è così patinata. Ha tutta l’aria di una manovra politica ed economica

La Puglia è la regina dell’estate e del turismo 2020. Ancora una volta. Ce lo dicono, ce lo raccontiamo e ne facciamo un vanto, grazie alle innumerevoli offerte e proposte turistiche, per ogni palato e necessità, e alle strutture nuove e antiche che rendono i soggiorni unici. La scelta dei molti VIP di passare qui le vacanze, vere o presunte, o persino l’acquisto di dimore antiche e terreni da parte di nomi noti del cinema, della cultura, dello spettacolo, dell’imprenditoria, del giornalismo e della politica, hanno innescato un circuito che fa da cassa di risonanza e porta turismo.

IL sondaggio CNA Turismo e la soddisfazione della politica regionale

Questo trend è confermato dall’indagine del CNA Turismo, condotta sui propri associati relativa alle mete italiane preferite dai turisti nel prossimo mese di agosto, che vede la Puglia sul gradino più alto del podio. A seguire Toscana e Sicilia. “Siamo i migliori di Italia – dichiara il governatore Emiliano – Siamo la prima meta turistica più desiderata dagli italiani in questa stagione. Stiamo combattendo con la bellezza della Puglia, con i sacrifici degli operatori, con la sanità pugliese che funziona. Stiamo combattendo per superare la crisi economica che è venuta con il coronavirus e ci stiamo riuscendo alla grande. Non molliamo, la Puglia è davvero una grande regione”.

“Il lavoro fatto bene dà buoni frutti – dichiara l’Assessore all’industria turistica e culturale Loredana Capone – stiamo facendo di tutto per sostenere la nostra economia, in sicurezza, tutelando l’ambiente, facendo rete con gli operatori, investendo nel patrimonio culturale, puntando sul turismo di prossimità, valorizzando tutti i luoghi della Puglia, dalle grandi mete agli angoli meno conosciuti ma non meno incantevoli”.

“Siamo fieri di vivere nella terra regina tra le mete preferite dai turisti nel prossimo mese di agosto. Una terra ricchissima di opere d’arte, masserie, chiese, santuari e castelli, senza contare tutto l’indotto del turismo gastronomico e culturale. Insomma un tesoretto che dobbiamo rendere stabile e driver decisivo della nostra economia – commenta il vicepresidente del Consiglio regionale e presidente di Realtà pugliese, Peppino Longo.

SWG e Pugliapromozione

Stesso dato, confermato dai dati raccolti da SWG per conto di Pugliapromozione attraverso un’indagine demoscopica per comprendere i nuovi comportamenti di consumo turistico, su un campione di 1.050 maggiorenni residenti in Italia. Secondo la ricerca, i turisti intenzionati a recarsi in Puglia propendono soprattutto per vacanze stanziali in cerca di tranquillità, natura e relax, mentre emerge meno voglia di movida e viaggi itineranti al confronto con gli anni precedenti.

Coldiretti Puglia

Sulla stessa linea l’analisi della Coldiretti Puglia, che ha calcolato che due italiani su tre (66%) sceglieranno le vacanze nei borghi, di cui la Puglia è particolarmente ricca con il 33% tra i più belli d’Italia. Il turismo enogastronomico “è il vero traino dell’economia turistica pugliese – insiste il presidente Coldiretti Puglia Savino Muraglia – caratterizzato da 5 milioni di ulivi pluricentenari, 299 prodotti riconosciuti tradizionali dal MIPAF, 10 prodotti DOP, 29 vini DOC e 6 IGP, oltre a pregevoli masserie storiche, le più belle d’Italia che caratterizzano la proposta agrituristica pugliese”.

L’altra faccia della medaglia

Insomma, è tutto molto bello. Ma c’è sempre l’altra faccia della medaglia. La Puglia consuma suolo edificabile a velocità elevatissima e ciò riduce sensibilmente la qualità dell’aria e aumenta il fenomeno delle “isole di calore”. Pochi e mal gestiti i parchi e le aree verdi, a causa di una carenza strutturale congenita delle istituzioni e di scarso interesse da parte della politica e dei cittadini, sempre più interessati al business “mordi e fuggi” che alla “fidelizzazione”, connesse soprattutto con l’economia balneare, visti gli oltre 800 chilometri di costa, sia rocciosa e sia sabbiosa.

È vero, la mentalità sta cambiando e le leggi lentamente stanno adeguandosi ai bisogni della nostra terra, ma la speculazione e i beceri interessi economici sono sempre più evidenti.

Inoltre, in campagna elettorale, la questione-turismo può assumere un importante ruolo nel dibattito post-covid, viste le notevoli implicazioni che genera  e che certamente non possono non animare il dibattito politico.

Infine, le vele e le bandiere attribuite alle varie località turistiche sono sempre più un titolo per muovere e premiare le economie locali che vere e proprie certificazioni di qualità ambientali. In molti casi, sono state attribuite più per le strutture ricettive che per la qualità dell’acqua.

La Puglia probabilmente è di nuovo la regina dell’estate 2020, ma senza la salvaguardia concreta dell’aspetto naturalistico e ambientale, presto potrebbe tornare nel dimenticatoio alla mercé dei soliti amministratori totalmente fuori luogo, per usare un eufemismo.

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