La Puglia dice no ad Energas e il Governo rinvia

Foto di Jerzy Górecki da Pixabay

La proposta prevede la realizzazione di un deposito costiero di GPL costituito da 12 serbatoi interrati da 5.000 metri cubi di GPL

Il no della Regione Puglia fa rinviare il Governo. Questo è quanto accaduto a Roma nel corso della riunione del Consiglio dei Ministri dove si è discusso della proposta di Energas di realizzare un deposito costiero di GPL, localizzato nell’area industriale di Manfredonia, in provincia di Foggia, in località Spiriticchio. L’impianto è costituito 12 serbatoi interrati da 5 mila metri cubi per un totale di 60 mila metri cubi. Netta la posizione della Puglia che ha ribadito un secco no.

“Oltre a quelli di natura ambientale e alla necessità di rifare una procedura di valutazione di impatto ambientale – ha detto il vicepresidente della Regione Puglia Raffaele Piemontese – fra gli elementi che giudichiamo di maggiore è la previsione per cui il GPL, trasportato sulle navi gasiere attraccate al porto Alti Fondali, arriverebbe al deposito per mezzo di autobotti che attraverserebbero il centro abitato di Manfredonia oppure si muoverebbe su treni che attraverserebbero la stazione di Foggia, una tra le più trafficate della rete ferroviaria pugliese, collocata nel cuore della città capoluogo. Dopo la strage di Viareggio del 2009, tutti siamo avvertiti delle conseguenze di incidenti nel trasporto di sostanze pericolose che, come nel caso di materiali come il GPL, possono degenerare in un evento catastrofico”.

“Abbiamo ribadito al Governo – ha aggiunto Piemontese – che stiamo parlando di una città e di un territorio che hanno pagato un prezzo salatissimo a scelte industriali che hanno fortemente pregiudicato l’ambiente e la salute delle persone, mettendo a rischio opzioni diverse, sarebbe oggi diabolico perseverare proponendo impianti vecchi nella concezione, chiamati a stivare e a movimentare carburante come il GPL di origine fossile, molto pericoloso e di nessun impatto positivo per il territorio sul piano economico o occupazionale”.

Nel corso della riunione del Consiglio dei Ministri il vicepresidente ha ricordato anche l’esito del referendum consultivo indetto dall’Amministrazione comunale di Manfredonia il 13 novembre 2016, in cui si registrò una percentuale del 95% di “no” a un deposito costiero di GPL che si propone come tra i più grandi di Europa.

La centrale elettrica dell’ENEL di Cerano

“Il nostro futuro industriale è tutto orientato dalla scelta strategica sull’idrogeno che la Puglia ha compiuto addirittura prima che fosse assunta come precisa linea di indirizzo delle politiche energetiche e industriali dall’Unione Europea e dall’Italia e esprimiamo soddisfazione per la scelta del Governo nazionale di sospendere ogni decisione per approfondimenti”, ha concluso Piemontese, osservando che “quel deposito contrasterebbe con la Puglia decarbonizzata, prefigurata dal presidente Michele Emiliano nella lotta sull’ex ILVA di Taranto e sulla centrale ENEL di Brindisi, ormai estesa alla pianificazione del progressivo abbandono dell’utilizzo di fonti fossili, con l’obiettivo di realizzare un completo ecosistema regionale dell’idrogeno, integrandone la catena con i parchi fotovoltaici ed esaltando, così, il protagonismo del territorio pugliese che garantisce tra i più alti livelli di irraggiamento per i sistemi solari in Italia”.

Approvati i VIA di 12 impianti agrivoltaici

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pergola fotovoltaica agricola ombreggiante del Joint Project Università di Verona 2009_2011.Istallata a San Floriano in Valpolicella, Italia (Foto Emilio Roggero – licenza internazionale CCA 4.0)

Il Consiglio dei Ministri ha anche esaminato i procedimento di valutazione di impatto ambientale relativi a 12 impianti agrivoltaici proposti nei comuni di Stornara (FG), di Brindisi, Cellino San Marco e Mesagne (BR), di Manfredonia (FG) e di Foggia in località Borgo Mezzanone – Macchia Rotonda, di Cerignola (FG), di Ordona e Orta Nova (FG), di Grottaglie (TA) e di Ascoli Satriano (FG). E, superando le contrarietà espresse dalla Regione Puglia, li ha approvati.

“Abbiamo espresso la nostra contrarietà anche sugli impianti di agrivoltaico e, anche in questo caso, fondandola sui dati della realtà, non su pregiudizi ideologici”, ha osservato Piemontese, sottolineando “che oggi in Puglia sono installati 6,06 gigawatt, di cui il 44% in provincia di Foggia, un territorio a forte vocazione agricola, e sono richieste autorizzazioni per ulteriori 81 GW. Il Piano nazionale integrato Energia Clima prevede un incremento, al 2030, di 70 gw per tutta l’Italia, possiamo mai ipotizzare che sia solo la terra pugliese a dover soddisfare il fabbisogno nazionale sacrificando altro suolo fertile utile alla nostra agricoltura?”.

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