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La Puglia degli ecomusei

Coinvolgere i cittadini nella tutela del proprio patrimonio paesaggistico e culturale. E fare il punto su quali sono gli strumenti utili a educare la popolazione al rispetto del territorio in cui vive. Sono alcuni dei principi di cui si è discusso al IV Workshop regionale sugli ecomusei in Puglia, organizzato a Bari dalla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia, con il contributo dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia. L’occasione ha permesso di fare il punto, grazie alla collaborazione del Centro Operativo per l’Archeologia del capoluogo pugliese, sulla promozione dei processi ecomuseali anche in area barese (*).

logo ecomuseoMa cos’è un ecomuseo? Stando alla Carta che ne custodisce lo spirito su cui si fondano, l’ecomuseo è “un’istituzione culturale che assicura, in forma permanente,  su un determinato territorio e con la partecipazione della popolazione, funzioni di ricerca, conservazione e valorizzazione di un insieme di beni naturali e culturali, rappresentativi di un ambiente e dei modi di vita che lì si sono succeduti”. Per questo l’ecomuseo si nutre di una fitta rete di iniziative e dell’apporto di più soggetti che sono coinvolti attraverso varie azioni. Non è un caso che al centro della edizione barese del Workshop, l’attenzione sia stata focalizzata sullo strumento delle mappe di comunità del paesaggio. Le mappe, infatti, rappresentano l’unico strumento utile alla nascita di laboratori locali in cui le comunità riflettono sulle trasformazioni del proprio territorio, in relazione alle dinamiche economico-sociali in atto. La mappa, infatti, si presenta come un libro di disegni in cui, tra l’altro, sono illustrate le storie delle persone e dei luoghi in cui vivono, e i punti di vista degli autori delle stesse mappe e di quanti le utilizzano.

esempio di mappa di San Vito dei Normanni

esempio di mappa di San Vito dei Normanni

Tutto questo, senza la pretesa di indicarci la strada corretta, ma con la sola voglia di indirizzarci verso un cammino migliore. Si pensi che per costruire una “mappa di comunità”, è necessario innanzitutto formare un gruppo che può essere costituito da adulti o bambini. E spesso, molto eterogeneo. Il tempo utile affinché il processo di realizzazione della mappa sia completo varia dai 6 a 18 mesi. E’ intuibile, di conseguenza, quanto grazie a questo strumento si realizzi quella trama di relazioni di cui l’ecomuseo ha bisogno e sulla quale si fonda. Quella presa di coscienza sociale che riconosce nel territorio in cui si abita, non solo il luogo in cui “stare” ma quello in cui “vivere”.

Ecomuseo della Valle del Carapelle - Carapelle (FG)

Ecomuseo della Valle del Carapelle - Carapelle (FG)

Ecomuseo urbano di Botrugno (LE)

Ecomuseo urbano di Botrugno (LE)

 

 

 

 

 

 

 

 

Con l’inserimento degli ecomusei tra i progetti sperimentali del nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, infatti, anche in Puglia l’ecomuseo ha assunto un nuovo valore nella pianificazione paesaggistica. Partendo dalle mappe, dunque, si cercherà di coinvolgere attivamente gli abitanti di un determinato territorio nella pianificazione del paesaggio in cui lo stesso si sviluppa. Per questo tra i nuovi metodi d’azione di Regioni, Province e Comuni, per la parte relativa al governo del territorio, viene sempre più richiesto il parere della popolazione chiamata ad esprimersi, con ogni strumento, sullo sviluppo futuro del territorio. Gli abitanti sono i veri custodi e portatori della memoria di un paesaggio, e per questo la redazione della mappa consente di restituire importanza alle cose familiari che appartengono alla vita quotidiana di ogni cittadino. Rivalutandone ogni aspetto e restituendo loro dignità, all’interno di un nuovo ecomuseo.

*L’intero percorso degli ecomusei in Puglia è consultabile sul sito www.ecomuseipuglia.net

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