La propoli, fondamentale per noi e per le api

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La api la producono per riparare e tutelare l’intera arnia, noi la usiamo per curarci

La propoli è un alimento, prodotto dalle api, che dagli albori del tempo viene utilizzato dall’uomo per svariati usi. Questi insetti, conosciuti principalmente per la produzione di miele, utilizzano questa sostanza per svariati usi, che vanno dal nutrimento all’”edilizia”.

È una sostanza resinosa che le api raccolgono da gemme e dalla corteccia delle piante. Questa sostanza viene elaborata con cera, polline ed enzimi per essere utilizzata in base alle necessità dell’alveare.

La propoli infatti contiene cere, oli essenziali, pollini, minerali, sostanze vegetali bioattive e flavonoidi in diversa composizione. Il suo colore e il suo odore variano in base alle piante da cui viene prelevata. Le api la raccolgono sono nelle giornate soleggiate e calde, perché il calore la rendono più malleabile.

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Le api la usano per sigillare piccole aperture o come antibiotico: infatti, rivestono l’interno delle celle di favo con un sottilissimo strato per uccidere i microrganismi che vengono inevitabilmente introdotti nell’alveare durante le normali attività quotidiane. La propoli rinforza le celle dove vengono allevate le larve, sigilla l’arnia e viene utilizzata anche per mummificare i cadaveri che vengono utilizzati anche come barriera dal modo esterno. Insomma, la propoli è utile per ogni necessità.

Nell’uomo, la propoli viene usata da sempre per le sue proprietà antibatteriche, antivirali e fungicide, lenisce le infiammazioni e favorisce la guarigione delle ferite. Gli egizi, probabilmente, la mischiavano ad altre sostanze usate per la mummificazione.

Gli apicoltori la ricavano sistemando nell’alveare una griglia a maglia fine. Le api, per una questione di sicurezza interna, naturalmente riempiono i microfori con la propoli, stuccandola. Successivamente, l’apicoltore con un raschietto rimuove dalla griglia la propoli per essere utilizzata per le necessità umane.

Oggi «viene utilizzata nella produzione di tinture, unguenti, collutori, spray nasali, pastiglie da far sciogliere in bocca e integratori alimentari. I prodotti ad uso esterno servirebbero ad alleviare lesioni, irritazioni e infiammazioni della pelle e delle mucose nonché i dolori reumatici. Usata internamente, come integratore alimentare, a quanto si dice sembra che la propoli rafforzi il sistema immunitario e prevenga le infiammazioni respiratorie – spiega Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti – Tali prodotti sono a volte pubblicizzati con affermazioni relative alla salute come “rafforza le difese immunitarie” o “contrasta la stanchezza”. Dal punto di vista legale, tuttavia, simili affermazioni a scopo pubblicitario non sono ammesse nell’Unione Europea, poiché i possibili effetti della propoli sulla salute dell’uomo non sono sufficientemente comprovati a livello scientifico».

Si sa però che chi è allergico alle punture di api e vespe non dovrebbe assumerla, in quanto potrebbe avere reazioni allergiche. Anche le donne incinte e le donne che allattano dovrebbero evitare la propoli proprio perché è un prodotto naturale non trattato che potrebbe provocare reazioni. Almeno per il primo anno di vita del bambino, ma su questo è bene rivolgersi al proprio medico curante e pediatra.

La api, dunque, continuano a far parlare di loro e dei loro prodotti. Ciò dimostra ancora una volta, se ne fosse stato bisogno, che la loro funzione all’interno della catena alimentare, della natura e della quotidianità umana è fondamentale. Sono insetti impollinatori, ciò vuol dire che con la loro attività da un fiore all’altro permettono alle specie vegetali di crescere rigogliose e prosperose, per essere apprezzate sulle nostre tavole; il miele, la propoli e la pappa reale, invece, sono alimenti e prodotti insostituibili per l’uomo.

Ma perché continuiamo a uccidere le api con inquinamento e pesticidi?

Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita”. In queste parole di Albert Einstein si comprende bene il valore delle api che con la loro attività quotidiana tengono in vita e in equilibrio l’intero ecosistema del nostro pianeta.

Siamo disposti a perdere tutto ciò? Questo dovrebbe farci riflettere.

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